La fantascienza nelle fiction televisive

tecnologia

 

Dall’interivsta di Emiliano Ricci – giornalista scientifico della rivista “Le Scienze” – Puntata 45 del 17 novembre 2008.

Da un po’ di tempo la scienza pare aver perso il suo “appeal” particolare, quello di benessere e di bene comune.  Di conseguenza, notevoli sono le difficoltà nel far passare le notizie scientifiche sui giornali non specializzati. L’idea che generalmente si utilizza è di adeguare il linguaggio della scienza a quello “comune” del target cui ci si riferisce, eventualmente giocando sugli aspetti del quotidiano: se parliamo, per esempio, di fisica delle particelle o di cosmologia risulta importante cercare un collegamento con la realtà di tutti i giorni. Rimane il fatto che le persone che ti leggono o leggono una qualsiasi notizia, si pongono sempre le classiche domande: chi siamo, dove andiamo, da dove veniamo, che cos’è la vita e come evolverà l’universo. Sarebbe importante cercare di rispondere, anche se l’argomento non tocca questi grandi temi, perchè anche il solo avvicinarsi a queste tematiche serve a stimolare l’interesse delle persone.

Gli scienziati, in particolar modo quelli italiani, non sono mai stati particolarmente abituati a comunicare al pubblico e solo recentemente hanno iniziato a farlo. E’ utile sottolineare il fatto che esiste una diffidenza generalizzata nei confronti della scienza, che è quella che si osserva in tutto il mondo occidentale, negli Stati Uniti e, in particolare, nel mondo anglosassone, dove la tradizione di scienziati-divulgatori è ben assodata. Emerge un difetto all’origine: giornalisti poco attenti e “capaci di comunicare”. C’è, tuttavia, anche una questione importante: la società attuale pare non riconoscere la funzione base della scienza e della tecnologia.

Noi viviamo in una società altamente “tecnologizzata”: le persone non se ne rendono conto, come non si rendono conto dell’impatto della scienza e della tecnologia nel miglioramento della qualità della vita. Abbiamo un’aspettativa di vita notevolmente aumentata negli ultimi secoli; abbiamo strumenti che per noi sono diventati delle appendici, come il cellulare, il computer, la lavatrice e il televisore, tutti prodotti della ricerca scientifica e tecnologica, ma nonostante questo c’è una diffidenza nei confronti della scienza considerata come un male, un qualcosa che va al di là di tutte le cose buone che ci può aver portato, probabilmente per via della bomba atomica che nessuno dimentica, o di una cattiva divulgazione collegata, per esempio, a cose che toccano il nostro quotidiano, come gli OGM, la procreazione assistita o l’energia nucleare, per tornare a impieghi pacifici.

La fantascienza potrebbe essere un mezzo molto importante per comunicare le ultime scoperte scientifiche. In tempi meno recenti la fantascienza ha sicuramente aiutato la scienza a penetrare nel grande pubblico: questo aspetto ora sta mancando a livello generale, al di là della fantascienza italiana, che manca da sempre. A livello di fantascienza hollywoodiana, in questi anni si toccano sempre meno temi di traduzione della scienza. D’altro canto, la televisione generalista ha come scopo quello di “pescare nel mezzo”, ossia di toccare temi quotidiani come la salute e la sicurezza attraverso fiction su medici e poliziotti, attraverso storie di ammazzamenti vari e, per farlo, non può specializzarsi troppo.
A mio avviso, bisognerebbe mettere d’accordo scienziati e comunicatori per provare a percorrere la strada della fantascienza scientifica in televisione attraverso fiction televisive, come per esempio “CSI”, che ha un fondamento profondamente scientifico, ma che si scontra con la realtà dei fatti… Nonostante tutti gli sforzi dei RIS o della polizia scientifica, in realtà, la ricerca del colpevole e i casi degli omicidi non si risolvono nei 45-50 minuti televisivi. Sicuramente, la fantascienza scientifica può aiutare la gente ad avvicinarsi alla scienza; tuttavia, questa potrebbe diventare una sorte di boomerang: in televisione, infatti, la polizia scientifica e i RIS sono bravissimi a risolvere i problemi, ma la vera scienza nella vita di tutti i giorni sembra non aiutarci affatto.

Ringraziamo Emiliano Ricci per il suo prezioso contributo alla trasmissione Tutti Dentro.

Sabrina e Luca

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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3 risposte a La fantascienza nelle fiction televisive

  1. valeria dice:

    cari Sabrina e Luca,
    complimenti per il lavoro che state facendo. La divulgazione scientifica è una cosa così difficile oggi in Italia, ed è importante che ci sia gente giovane, con entusiasmo e anche la giusta preparazione che ci si dedica! Troppe volte vedo in tv o sento in radio gente impreparata che parla di scienza in modo superficiale e stupido…
    Grazie del vostro lavoro, davvero!
    Valeria

  2. Sabrina dice:

    Grazie a te, Valeria per le gradite ed entusiastiche considerazioni sul nostro lavoro. Lo facciamo e lo abbiamo fatto con passione e convinzione. Grazie a te e a tutti gli altri giovani ricercatori e dottorandi che hanno partecipato: avete permesso di rendere questo lavoro significativo e fondamentale.

    Sabrina

  3. GIANLUIGI DANZA dice:

    CIAO SABRINA E VALERIA, EVVIVA IL SIGNORE, DIO.