Dal Canaletto e Bellotto una misura dell’acqua alta a Venezia

acqua-alta-a-veneziaIl fenomeno dell’acqua alta a Venezia è stato analizzato negli ultimi tre secoli studiando il livello raggiunto dalle alghe sulle pareti degli edifici, che formano una cintura verde, il cui estremo superiore può essere utilizzato come indice del livello medio della marea.
Nella prima metà del XIII secolo i quadri realizzati da Canaletto (1697-1768 ) e dai suoi allievi, tra cui il noto Bernardo Bellotto (1722-1780), con l’utilizzo della camera oscura riportano accuratamente tale indicatore.

“Sono giunte fino a noi delle registrazioni strumentali del livello dell’acqua a Venezia ottenute utilizzando un mareografo a partire dal 1872” ci racconta il Prof. Dario Camuffo dell’Istituto di Scienza dell’Atmosfera e Climatologia del CNR di Padova. “Prima di questa data, mancano osservazioni strumentali dirette ed è necessario rivolgersi a informazioni di tipo indiretto, che ci sono fornite per esempio dalle cronache. L’informazione più interessante, tuttavia, viene dai quadri realizzati da Canaletto e dal Bellotto, nel periodo che va 1725 al 1775 circa: essi usavano, infatti, una camera oscura, una sorta di lanterna magica o macchina fotografica di oggi, dove il raggio luminoso penetra attraverso l’obbiettivo, va su uno specchio, viene riflesso su una superficie di vetro dove si può mettere il foglio di carta e seguire con la penna, molto semplicemente, tutti i dettagli. Canaletto e Bellotto sono stati di una precisione estrema in questa opera di ricopiatura, cosa che abbiamo potuto verificare paragonando una foto di un palazzo di oggi ai dipinti di allora. A parte la precisione, il problema è stabilire qual era allora il livello del mare: esso veniva dato dal fatto che le alghe si attaccano sulle pareti fino ad un certo livello che corrisponde al livello medio delle alte maree. Siccome anche oggi le alghe vivono in laguna e fanno quei bordi verdastri sui palazzi molto caratteristici, è stato sufficiente verificare di quanto si è spostato il livello delle alghe. Con questo abbiamo trovato che, da quei tempi ad oggi,  il livello delle alghe si è spostato di circa 70 centimetri. Facendo le dovute correzioni per il problema del moto ondoso e per i problemi tipici della laguna, abbiamo potuto stabilire che il livello del mare visto dai veneziani, ossia la somma dell’effetto dell’innalzamento delle acque del mare e della subsidenza del suolo è andata ad un ritmo sostanzialmente costante dal giorno d’oggi ai tempi del Canaletto e la differenza fra allora e oggi sono circa 70 centimetri di innalzamento del livello del mare”.

I risultati ottenuti da questi studi sono fondamentali per le misure di salvaguardia da utilizzare a Venezia.
I palazzi di Venezia erano originariamente protetti contro l’acqua alta da un basamento non permeabile in pietra d’Istria, ma questi sono andati affondando con la città per l’effetto combinato dei fattori naturali e antropici.Ora le acque alte raggiungono i mattoni e gli intonaci che sono rapidamente distrutti dai cicli di cristallizzazione-dissoluzione del sale marino. L’effetto cumulativo dei cicli del sale marino assorbito nella muratura porta, a lungo termine, alla distruzione prima delle malte, poi dei mattoni e della struttura stessa.

“Quando vennero costruiti, i palazzi veneziani avevano delle scale esterne che davano sul Canale, con degli scalini ovviamente liberi da alghe: oggi queste scale sono state completamente sommerse; molti palazzi hanno addirittura la porta invasa dalle acque, quindi si è reso necessario murare la base della porta. Con ciò, si vede chiaramente che tutta la città è sprofondata notevolmente.  Con le nostre ricerche abbiamo potuto dare una risposta quantitativa ad un fenomeno evidente, cioè abbiamo potuto dire esattamente di quanti centimetri fosse la sommersione”.

Per ulteriori informazioni si visiti il sito dell’Istituto di Scienza dell’Atmosfera e Climatologia del CNR di Padova all’indirizzo:

http://www.isac.cnr.it/~microcl/

Il nostro ringraziamento al Prof. Dario Camuffo per la sua disponibilità e gentilezza.
Sabrina e Luca

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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