Il teletrasporto: realtà o fantasia?

star-trek-classic-teletrasportoConosce Stephen Hawking da quando, studente all’Università di Padova, se ne andò in Inghilterra per completare gli studi e dottorarsi in astronomia.  “Abbiamo avuto lo stesso supervisore di tesi, il Prof. Dennis Sciama” racconta Fabrizio Tamburini. “Dovevo lavorare con Hawking, ma non mi piaceva come stava andando la cosmologia: i modelli cosmologici degli universi a membrana non mi interessavano. Così, decisi di passare alla Meccanica Quantistica Teorica e alla Relatività Generale, per me più fantasiose e legate alla matematica.”

Fabrizio Tamburini lo abbiamo invitato a Tutti Dentro per parlare del teletrasporto: realtà o fantasia?
“Quando si parla del teletrasporto, si finisce col ricordare la famosa frase: “Scott, tirami su” in Star Trek, ma non è proprio così che funzionano le cose” continua Fabrizio. “In quel caso si aveva un trasporto di materia e rimaterializzazione dell’equipaggio a bordo dell’Enterprise. Quello che ha permesso la nascita della “Quantum Information” e, più tardi ne è derivato il teletrasporto, è che quando si va ad interagire con un sistema fisico, cioè a farne una misura, scambiamo delle informazioni e l’informazione stessa è parte di questo processo di interazione fisico, ossia l’informazione stessa è un processo fisico. Utilizzare il teletrasporto significa trasportare l’informazione codificata nella materia, ossia nelle particelle, e trasferirla su altre particelle. Si trasferisce, dunque, solo l’informazione, come fosse una sorta di fax quantistico.
La “Quantum Information” propone di decodificare l’informazione della materia e portarla in un altro luogo. Questo non si può fare al momento con oggetto macroscopici, perché la quantità di informazioni sarebbe così grande da non essere contenuta in nessun banco di memoria di un computer attuale. Quando si realizzerà il famoso computer quantistico, basato sulla meccanica quantistica, riusciremo a salvare tanti dati quanti sono criptati all’interno di un essere umano: di conseguenza, riusciremo a decodificarlo, ossia a disintegrarlo particella per particella e a ricomporlo in un alto luogo”.

Per maggiori informazioni sull’attività di ricerca di Fabrizio Tamburini, visitate la sua Home page all’indirizzo: http://www.fabtamburini.helloweb.eu/ .

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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3 risposte a Il teletrasporto: realtà o fantasia?

  1. Giuseppe dice:

    Molto interessante questo blog. Ci sono articoli stimolanti ma comunque "facili" da leggere e comprensibili a tanti. Bravi, continuate così.

  2. Paolino dice:

    Il problema che si pone è se tutto sia confinato a quello che si percepisce nell'informazione o se esista anche qualche altra cosa…
    Ciao

  3. Paolino dice:

    Il problema che si pone è se tutto si possa confinare al trasporto di informazione o se esista anche qualche altra cosa…
    Potremo davvero un domani decodificare l'intera informazione di un essere umano?
    Ciao, complimenti per il blog che è molto bello e interessante.
    Paolino