Oggi mi cucino…

spaceshuttleCosa vorresti mangiare al prossimo pranzo di Pasqua?

Per un astronauta è normale preparare il menù almeno cinque mesi prima di partire. Il pasto degli astronauti di oggi è quasi uguale a quello delle persone che vivono sulla Terra, ma ci sono voluti cinquant’anni di ricerca per arrivare a questo risultato.  Si è iniziato con il cibo nei tubetti, come il dentifricio, e si è arrivati alle tortillas, le migliori sostitute del pane perchè non fanno briciole. I primi astronauti si lamentavano della scarsa varietà del menù: tornavano dimagriti e con molti avanzi nelle stive. Quando si è iniziato a coinvolgere equipaggi di diverse nazioni anche i menù sono cambiati: ai russi è stato fatto assaggiare il cibo americano e viceversa. Si è passati ad un menù internazionale.

Oggial Johnson Space Center di Houston il laboratorio “Space Food System” concentra i suoi sforzi per migliorare le condizioni della cucina a bordo.

Nello spazio le voglie cambiano: per Peggy Whitson, comandante della sedicesima spedizione alla Stazione Spaziale Internazionale, Iss, l’importante  è che non manchi mai il burro di noccioline: anche a se a casa non lo mangia, nello spazio non può farne a meno.

Per vedere che cosa hanno mangiato gli astronauti lo scorso Natale, collegati al sito della NASA all’indirizzo: http://www.nasa.gov/mission_pages/station/expeditions/expedition18/journal_sandra_magnus_6.html ; la seconda parte è disponibile su: http://www.nasa.gov/mission_pages/station/expeditions/expedition18/journal_sandra_magnus_7.html .

Buon appetito.

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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