Quando LHC va incontro ai tumori

bncI protoni e i neutroni, chiamati anche adroni (per il fatto che quando sono molto vicini si attraggono fortemente), possono essere accelerati fino a velocità prossime a quella della luce con macchine simili a LHC.
Si è scoperto che adroni carichi, quali i protoni e i nuclei di carbonio, possono essere usati per curare i tumori, oltre che per studiare come è fatta la materia. E’ possibile distruggere un tumore ben definito, posizionato a qualsiasi profondità nel tessuto umano, senza aprire chirurgicamente il paziente.

Anche per i tumori non ben definiti spazialmente, da alcuni anni i fisici, in collaborazione con medici, biochimici e biologi, stanno cercando di sviluppare una radioterapia che in inglese viene chiamata “Boron Neutron Capture Therapy” o BNCT, che evita di danneggiare le cellule sane. In Italia, presso i laboratori di Legnaro (Padova), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) ha un progetto ambizioso: realizzare la più intensa sorgente neutronica mai costruita basata su un acceleratore di protoni per curare i melanomi maligni della pelle proprio con la BNTC.
Per maggiori informazioni, vi rimando all’articolo di Paolo Colautti, coordinatore del progetto BNTC dei Laboratori Nazionali di Legnaro: http://cono-scienza.fisica.unipd.it/articoli.php?id=27 .

L’esperimento di LHC risulta fondamentale perché permetterà oltre alla realizzazione di nuove apparecchiature di diagnosi medica e diagnostiche a raggi X e radiografia digitale, anche di trasporti a levitazione magnetica, connessioni tra processori CPU e memorie, comunicazioni a fibre ottiche. La lista potrebbe, così, continuare. “Di questo però si parla molto raramente” ci racconta Emiliano Ricci, nella puntata 46 di Tutti Dentro, “perché le ricadute nel quotidiano di questi esempi sono significative, non nell’immediato, ma solo dopo alcuni anni. Basti pensare a quelle che si sono avute in seguito all’esplorazione della Luna o in seguito a studi o dati di ricerca di base: sono previsioni non banalissime da fare, in quanto bisogna valutare gli aspetti tecnologici e i costi di un eventuale applicazione nel quotidiano. E di questo è davvero difficile parlare. Però, queste applicazioni potrebbero aiutare gli scienziati che fanno ricerca di base a convincere i finanziatori delle bontà della loro ricerca.  Un’applicazione che ha avuto una ricaduta clamorosa nella vita di tutti i giorni è nata proprio dalla ricerca di base che si svolgeva al Cern di Ginevra, qualche anno fa. Sto pensando al WEB per l’appunto, nato nel 1989 ad opera di Bermers-Lee quando era ricercatore al CERN, ideandolo come strumento di condivisione della conoscenza scientifica. Tutti noi sappiamo adesso qual è stato il risultato. Quindi, quando si parla di finanziare la ricerca di base, alla fine si parla di certe ricadute tecnologiche nel quotidiano che non sono immediatamente prevedibili, ma che sicuramente arriveranno”.

Siamo stati sommersi di articoli su questo caso, si è parlato e anche sparlato. Per Emiliano Ricci, “un titolo ad effetto su un quotidiano potrebbe essere: “Il buco nero può attendere” parafrasando il titolo di un famoso film di Warren Beatty “Il paradiso può attendere”. Se dovessi rivolgermi ad un target un po’ più specializzato, come quello di “Le Scienze” la rivista per cui scrivo, allora sceglierei: “Parte LHC: la porta di ingresso della fisica del XXI secolo”, perché ci si aspetta che LHC possa aprire nuovi filoni di indagine nella fisica”.
E ce lo auguriamo anche noi insieme ad Emiliano.

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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4 risposte a Quando LHC va incontro ai tumori

  1. roberto dice:

    Grazie Sabrina,
    e' sempre affascinante addentrarsi nei misteri dell'infinitamente piccolo, e riconoscere che possono avere grandi applicazioni su cose che ci toccano molto da vicino.
    Con l'augurio di soddisfazioni sempre maggiori, tue e nostre.
    Roberto

  2. Monica dice:

    Se così è, facciamolo funzionare questo LHC! E via a tutti questi progetti che ci possono in qualche modo aiutare a vivere meglio e di più. La salute viene sempre al primo posto e non c'è nessuno sulla Terra che non venga toccato dalle malalttie. Per cui, se la fisica in qualche modo aiuta la ricerca medica, sono più che favorevole a LHC e a progetti analoghi. E se nello studio si venisse a capire il funzionamento dell'Universo perchè tirarsi indietro?
    Ciao, Monica

  3. Gabriele dice:

    LHC e molti altri progetti realizzati nella storia ci hanno dato in mano tanti e tali apparecchiature che possiamo ben dire di essere stati molto fortunati.
    Cellulari,microonde,automobili,pneumatici,PET,TAC,RNM,telecamere per raggi X(vedi ortopedia),materiali…e chi sa quante altre cose, internet, tv digitale….
    In una puntata Massimo Giletti parlava proprio dell'inutilità di tutte queste ricerce sull'universo e nella fisica di base, meglio sarebbe non buttare via i soldi. Ma non sarebbe meglio invece prima informarsi che parlare a sproposito?
    Penso che spendere soldi per satelliti spia non meglio precisati o per mettere 50 bombe nucleari a Brescia sia una spesa forse piu' inutile.
    Ciao e complimenti per il blog.

  4. Sabrina dice:

    Un grazie di cuore.
    Sabrina