Laika, una cagnetta nello spazio

laika

Hanno scritto di Laika anche dopo cinquant’anni dal suo lancio a bordo dello Sputnik, il 3 novembre 1957. Si racconta che la povera cagnetta cominciò a guaire e ad agitarsi nel tentativo di fuggire mentre il missile si alzava in volo. La stretta imbracatura che le avvolgeva corpo e zampe le impediva qualsiasi moviemnto, a parte quello della testa. Nei lunghissimi minuti del lancio, quando la spinta dei motori era al massimo per vincere la forza gravitazionale terrestre, Laika si sentì sicuramente schiacciata come in una morsa e la frequenza del suo cuore arrivò al limite dell’infarto, passando dai classici 100 battiti al minuto ai 250. Il terrore non l’abbandonò mai, neppure quando si ritrovò in orbita intorno alla Terra, in assenza di peso. Solo dopo tre lunghe ore in quella straziante situazione, la cagnetta si calmò ma era completamente ignara dell’agonia che l’aspettava.
Fu la sua docilità che la portò ad essere reclutata tra altri animali vagabondi nella fredda città di Mosca. Femmina di circa 3 anni, incrocio fra un husky siberiano e un terrier, sopportò con grande pazienza tutti i test: la tuta spaziale, gli elettrodi incollati nel petto, la centrifuga per simulare l’accelerazione di gravità durante il lanciò. Quel posto a bordo dello Sputnik se lo guadagnò con grandissima dignità rimanendo, secondo alcune fonti attendibili della NASA, per ben tre giorni rinchiusa lì dentro in attesa del lancio. La poverella aveva la possibilità di fare i propri  bisogni in un sacchetto. Pensate se non fosse stato così.

E lassù, in orbita, dopo tre ore di terrore, Laika mangiò la sua pappa gelatinosa, con grande consolazione dei tecnici che la seguivano via radio da Terra. Ma fu il suo ultimo pasto.

Nell’ottobre del 2002, nel corso di un convegno spaziale a Houston, lo scienziato Dimitri Malascenkov, che partecipò alla realizzazione del lancio dello Sputnik con a bordo la cagnetta, affermò che la versione diffusa fino a quel momento sulla morte di Laika dopo qualche ora dal lancio con una pozione velenosa, pronta in cabina per lei nel caso le cose fossero andate storte (e così andarono), era una tremenda bugia. La cagnetta, in realtà, era morta dopo 5-6 ore per stress termico, quando per un guaasto all’impianto di termoregolazione la temperatura schizzò dai 16 ai 41 gradi, facendo guaire la cagnetta e facendo diventare i suoi battiti sempre più flebili, poi ritrasmessi da alcune emittenti radiofoniche, ma non dalle nostre a cui abbiamo inviato il programma Tutti Dentro, naturalmente. Non ci aveva neppure sfiorato l’idea di farlo.

“Più tempo passa e più mi rammarico per la nostra scelta. Non era proprio necessaria. Da quella missione non abbiamo imparato tanto da giustificare la tragica fine di quel cane”.
Leg Gazenko, ricercatore che partecipò al tirocinio di Laika.


Non potevo trovare una frase migliore per chiudere questo post. Aspetto un vostro commento.

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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16 risposte a Laika, una cagnetta nello spazio

  1. Amedeo dice:

    Ho ascoltato l'intervista rilasciata da Licia Colò. Condivido con quanto detto da lei, la considero una paladina degli animali; ci vuole qualcuno che dica chiaramente che esperimenti sugli animali sono sevizie gratuite, altro che ricerche !
    Vabbè, ci sarebbe da parlare a lungo su questo…
    Amedeo

  2. Amedeo dice:

    Ciao Sabrina,

    ho finito di ascoltare il CD che mi hai preparato con tutte le puntate di Tutti Dentro, visto che Radio Genius mandava in onda il vostro programma alle quattro di mattina e per me era impossibile seguirvi dal vivo. Più che altro, perchè ero più addormentato che vivo…
    Comunque, ci sono cose che condivido e altre no. Ho tratto alcune riflessioni tra cui "vietare l'uso di animali per test che di scientifico hanno solo il pretesto".
    Mi è venuto in mente un altro uso di animali: un tempo venivano usati in miniera i canarini per verificare la presenza o meno di grisù, un gas naturale… Pensa quanti uccellini morti!!!

    Ciao, bello il blog! Continua così!
    Amedeo

  3. Amedeo dice:

    Mi fa piacere sapere che hai apprezzato i due commenti, Sabrina, ti ho comunicato solo ciò che provo di fronte a simili barbarie.
    Della cagnetta Laika me ne aveva parlato tanto tempo fa mio papà. Ci sono fatti che non si trovano nei libri di scuola, li sappiamo perché ci vengono raccontati e col tempo anche i media ne parlano. Uscendo dal seminato, prendiamo ad esempio il disastro del Vajont: sui libri, dei 2000 morti non viene accennato, però tutti lo sanno.
    Grazie ancora per questa possibilità di scrivere ciò che penso.

    Amedeo

  4. Amedeo dice:

    Pensavo che tu e Luca potreste dedicare una puntata al tema “Le vittime del progresso”, che poi immancabilmente sono gli animali e la fascia più debole dell’umanità. Sempre restando nell’ambito animali, in una puntata di Quark, Piero Angela, disse che sua moglie una volta preparò un menu tutto a base di verdure; il risultato fu sorprendente: i commensali non seppero di aver mangiato vegetariano.
    Se credi, prendi pure spunto per qualche tema per Tutti Dentro!

    Ciao, Amedeo

  5. Sabrina dice:

    Grazie Amedeo, lo faremo volentieri!
    Credo di parteggiare troppo per la parte degli animali ma, confesso, non riesco a cambiare idea.

    Sabrina

  6. Amedeo dice:

    Tu non parteggi per l’una o per l’altra parte, Sabrina, stai dalla parte giusta! Mi viene in mente anche Galvani che, se non erro, sezionò delle rane per la ricerca scientifica. Nel passato molti scienziati provarono su se stessi gli effetti di alcune sostanze per verificarne l’efficacia.

    Amedeo

  7. Sabrina dice:

    Sono convinta che l’esplorazione spaziale avrebbe potuto esserci lo stesso senza mandare cagnette o scimmie a bordo di capsule, quelle che qualche giorno più tardi sarebbero diventate la loro bara, almeno nella stragrande maggioranza dei casi: l’uomo era troppo fifone per sperimentarlo su se stesso e del resto, chi di noi andrebbe in orbita sapendo che potrebbe rientrare a terra solo come cenere?

    Ogni tanto mi capita di ripensare agli esperimenti che Newton fece su se stesso (ne parlerò in un post perché uno in particolare fu davvero raccapricciante) o quelli di Marie Curie sulla radioattività…
    In questo momento miliardi di topolini da laboratorio stanno morendo per la ricerca (e fossero solo loro), per creare e sperimentare nuove creme da viso contro l’invecchiamento della pelle (che a me pare poco utile come ricerca); moltissimi animaletti stanno morendo per sperimentare nuovi prodotti contro il cancro e altre malattie gravi per l’uomo…Forma di egoismo verso di noi nel tentativo di vivere meglio e più a lungo o cos’altro? E’ un dibattito simile a quello delle pellicce… Donne e uomini che si vestono di cadaveri, business e niente più?
    Vorrei solo fermare l’inutilità di alcuni esperimenti.

    Sabrina

  8. Amedeo dice:

    Qui si potrebbe continuare all'infinito…
    Ti ringrazio, Sabrina, per aver pubblicato i miei pensieri. Apprezzo l’impegno che ci metti nel fare le cose.
    Ciao, Amedeo

  9. ottorino dice:

    purtroppo anche il mio gatto è morto così

  10. Antonio dice:

    L'argomento della sperimentazione sugli animali e' difficile da giudicare secondo me. Secondo me, non andrebbero fatti test roba tipo creme e cose varie. Condivido di piu' la sperimentazione di medicinali (anche se spesso si abusa con la sperimentazione purtroppo…)

  11. Monica dice:

    Mandare in orbita cani, gatti, scimpanzè e tante altre creature non è servito per capire meglio come funzionava il corpo umano, forse per capire come funzionava quello animale…
    Visto che era l'essere umano che si era prefisso l'obiettivo e la sfida di oltrepassare i confini della nostra atmosfera, non aveva senso mandare Laika e tutti gli altri animali in orbita!
    L'uomo aveva paura di fare una fine di bestia, così l'ha fatta fare alle bestie stesse!

    Monica

  12. Giorgio dice:

    Vi invito ad iscrivervi al gruppo, Laika 3 novembre 1957 in Facebook

  13. Sabrina dice:

    Grazie Giorgio per il suggerimento, non mancherò!

  14. tigre dice:

    mi dispiace molto che i cani vengono maltrattati così anche altri

    • Sabrina dice:

      Sono d'accordo con te. Non è umanità.
      Ti ringrazio per il tuo commento molto gradito! Ciao Tigre.
      Sabrina

  15. nana dice:

    E' srtraziante, ogni volta che guardo il cielo penso a Laika. Spero che almeno tu sia sdraiata sù di una soffice nuvola a sgranocchiare biscotti celesti sul Ponte dell'Arcobaleno insieme a tanti altri amici. Ciao Piccola Laika!