Spettroscopia X in una tela

firenze_notturnoNella puntata 52 di Tutti Dentro, l’ultima della VI serie, abbiamo parlato delle applicazioni della fisica e dell’astrofisica, di certe invenzioni tecnologiche fatte a scopo di ricerca astrofisica, poi applicate in altri campi della conoscenza umana, in particolare all’arte. Emiliano Ricci, il nostro giornalista più affezionato, ci ha parlato della sua esperienza.

“Ho studiato fisica a Firenze. Come già saprete, Firenze ha un’Istituzione, l’Opificio delle Pietre dure (Home Page: http://www.opificiodellepietredure.it) dove c’è un museo molto bello che si occupa di studiare materiale e di fare ricerca e restauro di opere d’arte. Qui, un gruppo di fisici nucleari, che lavorano con dei piccoli acceleratori, hanno fatto e stanno facendo tuttora delle ricerche molto interessanti e non invasive su opere d’arte con le tecniche della fisica nucleare. Mi spiego. Fare l’analisi di una tela o di un particolare colore significa farne l’analisi chimica, che consiste nel prendere un campione del materiale da analizzare. I fisici nucleari fiorentini hanno pensato non di ritagliare pezzi di quadro o di tela, né di asportare dei campioni che porterebbero al danneggiamento della tela stessa. La loro idea è stata quella di sottoporla ad una sorta di raggi X, di fare quella che viene chiamata “spettroscopia X”: lanciare delle particelle accelerate verso il quadro e andare poi ad analizzare come il quadro diffonde le particelle accelerate, studiando lo spettro dei raggi X emessi e determinando, in questa maniera, la composizione chimica delle tempere e degli oli utilizzati”.

Fisica a fin di bene… E di arte. Grazie Emiliano.

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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2 risposte a Spettroscopia X in una tela

  1. Monica dice:

    Leggendo questo post ho pensato a quanti quadri, a quante tele vengono, o potrebbero venir salvate ogni anno, senza essere distrutte dai lavori di restauro. Non solo. Sto immaginando anche a quante bellezze italiane (e non) sono, ahimè, disperse in qualche soffitta di museo, in qualche porticina nascosta e che non vedranno mai la luce…
    Forse con queste nuove tecniche sarà possibile salvare molto del patrimonio artistico che non viene ammirato ogni anno dai turisti in un mueseo. L'Italia vanta di quelle bellezze da far invidia al resto del mondo.

    Tiriamole fuori e impegneremo tanti di quei precari da far paura. Alla faccia della crisi !

  2. Alessandro dice:

    Quanti segreti svelati da queste tecniche ! Per uno come me, più "terrestre", risulta più facile capire e rendermi conto del loro utilizzo.
    Recentemente, visitando un museo archeologico, ho anche letto che
    da uno scheletro, trovato in una tomba etrusca, gli scienziati sono stati in grado di capire l'età, il sesso, il lavoro, il tipo di alimentazione, i difetti fisici ed i problemi dentali del morto..