Il mio ricordo dei Pink Floyd a Venezia

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Seconda parte – Intervista di Oliver Skardy a Tutti Dentro, 14 giugno 2007

«Ho scritto una canzone sui Pink Floyd che mi ha cambiato la vita, fondamentalmente. Quello che tengo a dire è che il disastro provocato dal concerto dei Pink Floyd a Venezia qualche anno fa non è stato un disastro materiale: sono state invitate gratuitamente molte autorità; in laguna si sono riversate mezzo milione di persone, che si sono trovate senza servizi igienici, senza acqua e senza spazi appositi per la spazzatura.
Tutto poteva essere risolto, semplicemente, con una squadra di spazzini che al mattino buttasse via l’immondizia. Dato che non c’era la volontà di pagare la gente per fare le pulizie, due soli spazzini si sono ritrovati, l’indomani del concerto, a pulire Piazza San Marco che era stracolma di rifiuti.

Penso che sia fatto tanto rumore per nulla perché non ci sono stati danni di alcun tipo… Sono rimasti a terra i rifiuti, ma è naturale… Quando hai mezzo milione di persone che girano per una città, cosa vuoi pretendere? Che camminino in punta di piedi e con le pattine sotto le scarpe? »

«Il rumore sul concerto dei Pink Floyd è servito per nascondere alcune mancanze, del resto, succede sempre così. Ricordo che a quel tempoi a Venezia, quando nevica, oppure durante il periodo di Carnevale, o per la Festa del Redentore, una squadra di spazzini improvvisata, pagata giornalmente, si trovava sempre.
Evidentemente con i Pink Floyd a Venezia si aveva voglia di risparmiare dei soldi e di conseguenza la città è rimasta sommersa dai rifiuti per un giorno. Ma solo per un giorno, non per una settimana».

Ringraziamo Oliver Skardy per la sua gradita partecipazione a Tutti Dentro.
Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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Una risposta a Il mio ricordo dei Pink Floyd a Venezia

  1. enrico dice:

    Fatto è che in città del genere manifestazioni così impattanti siano semplicemente assurde, le città d'arte non son palcoscenici per star o mega eventi, sono patrimoni intangibili da proteggere e sfruttare in ben altri modi, mezzo milione di persone son a prescindere deleteri per una città come venezia, tutti in una botta, con o senza pattine…. ciao