La Scienza dei Simpson

La Scienza dei Simpson
Guida non autorizzata all’Universo in una ciambella
Marco Malaspina, Sironi Editore, Milano 2007
euro 16,00

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Astronomi, fisici, astronauti, astrofili: in «I Simpson» chiunque si occupi di spazio e più in generale di scienza e tecnologia, è il benvenuto. Ad una condizione: che non faccia il presuntuoso.
Come lo sa bene chi è affezionato a questo cartone animato (ma è molto di più), gli abitanti di Springfield sono totalmente diffidenti nei confronti dei cosiddetti «scienziati nella torre d’avorio», che è anche ciò che facciamo tutti noi. Si dice che «Gli scienziati devono uscire dai loro laboratori e stare in mezzo alla gente, essere la gente». E gli scienziati ci provano: Margherita Hack è in televisione molto volentieri (e altrettanto volentieri tutti l’ascoltano) e non credo che abbia mai avuto una torre d’avorio tutta sua, almeno non è l’impressione che mi ha dato; Carlo Rubbia, il nostro grande Premio Nobel per la Fisica, si è sempre diviso tra il laboratorio e la comunicazione; il grande astronomo americano Carl Sagan per tutta la vita si è diviso tra il JPL della NASA, la Cornell University dove insegnava e lo schermo televisivo, tanto che i suoi libri e documentari sono stati pubblicati in oltre 40 paesi; anche i nostri colleghi ricercatori si sono ben volentieri prestati ad essere intervistati, come lo stesso Marco Malaspina, autore del libro, nella 12esima puntata di Tutti Dentro, dove ha parlato della scienza nel suo cartone preferito.

I grandi temi scientifici e tecnologici irrompono nel cartone animato come lo fanno nella nostra vita quotidiana.
I piccoli Simpson, Bart e Lisa, come molti loro coetanei del mondo reale, sembrano particolarmente affascinati dall’astronomia; Bart diventa assistente astronomo per una notte e scopre una cometa, tra l’altro molto pericolosa per la Terra; Lisa, dal canto suo, nutre una passione per tutte le materie scientifiche in genere e nell’episodio «E le stelle stanno a guardare» organizza una raccolta di firme per presentare una petizione al sindaco di Springfield, Quimby, chiedendo una moratoria sul ricorso eccessivo alla luce artificiale: «Mi hai rubato le stelle, Springfield!» dichiara disperata mentre col suo telescopio amatoriale si lancia con entusiasmo a caccia di pianeti e stelle. Un entusiasmo che dura poco e che deve fare a pugni con l’inquinamento luminoso di una città, dove persino l’Osservatorio Astronomico è avvolto dal bagliore intenso delle lampade e insegne a neon. Springfield è non per nulla lontana dalle nostre città.

Un articolo dedicato all’astronomia nel più famoso cartone animato del mondo, intitolato «Sotto il cielo di Springfield» (che ricorda un capitolo del libro di Marco Malaspina)  è stato pubblicato nei mesi di gennaio e febbraio 2009 dalla rivista astronomica «L’Astrofilo», che si può scaricare gratuitamente all’indirizzo: http://www.astropublishing.com .

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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10 risposte a La Scienza dei Simpson

  1. flavio dice:

    Oggi, nonostante venga divulgata per mezzo di cartoni animati o personaggi di spiccco nel ambiente della ricerca, o saltuariamente, attraverso qualche programma, in realtà l'astronomia è ben evidente che non esiste nei media: a livello televisivo non troviamo un programma specifico dove se ne parli, (forse su telervisioni a pagamento, ma non tutti hanno ancora potuto o voluto arrivare a questa forma di tv). Non c'è un vero programma settimanale in cui si parli solo di astronomia e, anche quando se ne parla, vengono trattati i soliti temi: le classiche eclissi di Luna di Sole, la vita extraterrestre, finendo ben volentieri nella fantasia piu' assoluta, e non utlimo, le meteoriti, puntualmente quando in agosto si presentano sottoforma di "stelle cadenti" o Lacrime di San Lorenzo, con un tocco finale di romanticismo: "Esprimi un desiderio!".
    Dal mio punto di vista questo NON E' DIVULGARE L'ASTRONOMIA! Sono state fatte delle scoperte eccezionali negli ultimi anni che solamente appassionati e ricercatori del settore conoscono e, forse, solo questi ultimi!
    Flavio

  2. Sabrina dice:

    Hai ragione, Flavio. Neppure secondo me questa è divulgazione dell'astronmia, ma solo un necessità da parte delle tv o dei giornali di coprire dei buchi che si presentano puntualmente quando la maggior parte dei giornalisti è in vacanza e non ha "notizie ", non sa di cosa parlare o scrivere… Allora, le belle Lacrime di San Lorenzo fanno così tanta poesia e creano nell'immaginario un sentimento di struggente romanticismo che fa nauseare…. Come fa a piacere una cosa del genere?
    Questa non è vera astronomia!
    Parafrasando Lisa ne "I Simpson", "Media, ci avete rubato l'astronomia"!

    Sabrina

  3. Luca Nobili dice:

    Concordo.
    Nei Tg si tratta sempre e solo di "piegare" l'astronomia alle necessità dell'informazione leggera.
    Qualcosa di divulgativo lo si è visto nell'ultima puntata di Ulisse, dove si è parlato di pianeti extrasolari e del progetto SETI. Tuttavia anche in questo caso ci si è limitati al "solito" discorso dela ricerca di forme di vita, interessante ma ormai sentito e risentito. Eppure ce ne sarebbero di argomenti, dagli esperimenti relativistici e quantistici con le loro enigmatiche implicazioni, ai nuovi modelli cosmologici.
    Perché non se ne parla mai?

    Troppo difficili come argomenti?
    Non necessariamente.

    Mancano i divulgatori capaci di scrivere un buon servizio che sia comprensibile e accattivante?
    Direi prorpio di no.

    Argomenti troppo impegnativi a livello mentale, perchè costringono gli spettatori ad attivare un paio di neuroni in più ?
    Ecco, forse questa è già una motivazione più convincente, visto il livello da encefalogramma piatto della tv di oggi.

  4. Antonio dice:

    Purtroppo in televisione l'astronomia non viene troppo considerata, forse perche' in Italia non viene tanto apprezzata. Son nato e cresciuto nel Sud Italia, e vi posso assicurare che molta gente considera l'Astronomia una cosa inutile. Quando da ragazzo dicevo ai miei amici: "Da grande voglio fare l'astronomo", spesso e volentieri mi rispondevano: "Perche' vuoi perder tempo dietro un telescopio?" o cose del genere (per non parlar poi di quelli che mi chiedevan se gia' sapevo fare l'oroscopo…). Quindi credo che in televisione mancan programmi in cui si parla di astronomia soprattutto perche' sarebbero seguiti solo da pochissime persone (purtroppo).

  5. Sabrina dice:

    Luca ha messo in luce un paio di aspetti estremamente interessanti: da una parte chi spiega l'astronomia e dall'altro chi ne è interessato o ne viene toccato. Sono d'accordo con te, Luca, perchè non mancano le persone competenti in materia, ricercatori in gamba nel fare un'ottima comunicazione; dall'altra non manca neppure chi vuole ascoltare o chi potrebbe fermarsi ad ascoltare. Sentiamo tutti parlare ogni giorno di "OGM", di "PIL", di "inflazione", di "Corte d'Appello", di "omicidio colposo" tanto per citare solo alcuni esempi. Pensate che tutte le persone abbiano le idee chiare su come stanno andando le cose nel mondo? Della differenza tra crisi finanziaria (quella attuale) e di crisi economica (quella del 1929) che vengono sempre portare in prima pagina nei quotidiani e al telegiornale? Qualcuno ci ha spiegato i concetti chiave dell'economia, della finanzia, o della politica prima di aggredirci con questi termini? Vi pare, poi, che i nostri ministri parlino sempre molto chiaramente al pubblico?
    Allo stesso modo della politica o dell'economia, un argomento come l'astronomia dovrebbe rientrare nella quotidianità, senza risultare ostico e intimorire la gente. I giornali invece continuano a portare l'attenzione con titoli come "Asteroide impazzito in rotta di collisione con la Terra". Viceversa, non dovrebbe essere solo un momento intimo con noi stessi, con i desideri da esprimere il 10 agosto. Sì, certo, l'astronomia di soldi non ne porterà poi molti alle nostre tasche, anche se ci lascia sempre una speranza in fondo al cuore quando punteremo gli occhi al cielo per la disperazione, ma almeno lasciamole lo spazio che si merita nei media. Oltre che al di là dell'atmosfera.

    Sabrina

  6. Luca Nobili dice:

    Parlare di astronomia nela tv generalista avrebbe comunque il suo ascolto. Tutto sta nell'inserirla in spazi MIRATI e con un approccio ATTUALE. Insistere sul vecchio modello del giornalista/esperto che SPIEGA alla massa incolta non funziona più come una volta.
    Oggi viviamo in un epoca dove tutti aprono bocca, dove tutti possono andare in un talk show e parlare di economia, di politica, di cronaca. La divulgazione scientifica deve "adattarsi" a questi tempi: l'esperto ci sarà, anzi ci deve essere, ma deve relazionarsi con il pubblico non più dall'alto verso il basso, ma sullo stesso livello. Il conduttore/giornalista deve a sua volta puntare su temi che aprano un dibattito, coivolgendo così tutto il pubblico e non solo quei quattro appassionati.
    Questo approccio può anche non piacere, ma al momento è quello che potrebbe meglio funzionare sulla tv (generalista). Altrimenti gli unici spazi ai quali possiamo ambire rimangono e rimarrano, una volta ogni tanto, un servizio di 4/5 minuti su Superquark o Ulisse.

  7. Amedeo dice:

    Da parte mia noto con dispiacere che i media danno importanza all'astronomia solo in determinati eventi: il passaggio di una cometa, l'avvicinarsi o il probabile impatto di un asteroide (vedi ad esempio quello previsto per il 2036), l'allineamento di più pianeti, una sonda che raggiunge un determinato pianeta o un punto del Sistema Solare (di solito quando oltrepassa l'orbita di Nettuno o Plutone), poi fino al prossimo evento, silenzio totale. A me, ma penso anche ad altri, piacerebbe ci fosse un programma che parlasse esclusivamente di astronomia, e che non fosse perciò, come succede sempre, inserito all'interno di un format posto come servizio della durata di una quindicina di minuti (si pensi a Quark, che seguo con entusiasmo). Sarebbe bello poter realizzare 12-14 puntate iniziali che spieghino le basi dell'astronomia e progressivamente, puntata dopo puntata, passare ai dettagli dei vari fenomeni astrali. Speriamo che, leggendo questo commento, qualcuno colga il suggerimento e ne faccia buon uso.

    Amedeo

  8. Monica dice:

    Non c'è in tv un programma che parli in maniera adeguata di astronomia o di spazio, anche se mi piacerebbe ci fosse per davvero.
    Se si parla di cielo, si finisce col raccontare puntualmente delle cometina che passa una volta in vicinanza del Sole e poi non ritorna più… Un discorso poetico-sentimentale, che si lega al concetto della brevità della propria vita. Mentre senti queste notizie, ti dici: "Però! Non me la posso perdere perchè non la rivedrò più! 10.000 anni il prossimo ritorno"; oppure, si parla del classiso asteroide che è lì lì per impattare e poi, invece, andando a rivedere i calcoli, ci si accorge che erano sbagliati di una virgola, e la Terra tira un sospiro di sollievo.
    Ma secondo voi lo fanno apposta questi giornalisti? Un articolo e una smentita, un articolo e un'altra smentita. Non venderebbero più, ne sono sicura…
    E si sa, le notizie hanno il tempo di un giorno, l'indomani il foglio di giornale serve per richiudere il pesce o per far ardere meglio la legna, come a casa mia.

    Monica

  9. Sabrina dice:

    Leggere il commento di Amedeo mi ha fatto tornare alla mente le 13 puntate di "Cosmos" del grande astronomo americano Carl Sagan. "Quark speciale" mandò in onda la serie completa; qualche anno più tardi un'altra rete televisiva fece una cosa analoga in forma ridotta, con delle parti nuove dove un Sagan leggermente invecchiato, seppur sempre molto affascinante, chiudeva le puntate.

    Carl Sagan ha fatto storia, ha portato intere generazioni ad osservare il cielo. Pochi mesi dopo la sua morte, sul sito della "The Planetary Society", società fondata da Sagan stesso, vennero sistemate oltre 60 pagine web di dediche, poesie, email pubbliche di gente che, alla notizia della sua morte, aveva voluto salutarlo con un pensiero. Rimasi sorpresa del fatto che tantissimi erano astronomi che avevano fatto la "scelta della loro vita", ossia diventare astronomi dopo aver visto il documentario.

    Io sono una di loro. Con la mia scelta e con quella di moltissime altre persone sparse in tutto il mondo, posso confermare che un documentario, se fatto bene, può diventare un mezzo per emozionare, appassionare, portare verso la ricerca astronomica, far diventare gli astronomi di domani gli adolescenti e i bambini di oggi.

    Sabrina

  10. valeria dice:

    A mio parere la discussione scaturita da questo articolo sui Simpson mette in luce alcune difficoltà 'storiche' della relazione tra società e mondo scientifico. Anche a me, astronoma, tanta gente mi guarda ancora un po' confusa chiedendosi 'ma che lavoro è?' 'a che serve?'. L'astronomia, così come altre scienze, viene vista ancora e sempre come una cosa inutile, poco più di un affascinante hobby, ma con nessun interesse perchè non ha nessuna (visibile) ricaduta immediata nella nostra vita di tutti i giorni. Di contro, è vero che il mondo scientifico è spesso un mondo poco accessibile, perchè richiede un certo impegno e alcune conoscenze di base. E poi, come diceva Luca, è anche vero che in un mondo così appiattito da programmi televisivi di infimo livello, la gente non vuole qualcosa di così 'impegnativo'. A molti di essi basta la favoletta delle stelle cadenti, o della possibilità di vita extraterreste. Un po' triste e anche demoralizzante. Di contro però ci sono ancora persone curiose e interessate davvero al mondo dell'astronomia, ed è per queste che a mio giudizio vale sempre la pena di tentare di affermare un sistema di informazione più corretto, più completo e anche meno costretto nei 15 minuti standard che usualmente gli si concede nei media. Quindi sostengo sempre chi come Sabrina o Luca lavorano per la DIVULGAZIONE della scienza, e dell'astronomia in particolare. Chi vuol capire capirà…per gli altri, si sa, "non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire".