La questione galileiana: solo un ricordo del passato?

Conferenza del Prof. Annibale Fantoli
University of Victoria, Canada

La questione galileiana: solo un ricordo del passato?
A 17 anni dalla lettera di S.S. Giovanni Paolo II al Magnifico Rettore Prof. Mario Bonsembiante

21 aprile 2009
Padova, Archivio Antico di Palazzo del Bo, ore 17:30

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Il Caso Galileo continua ad essere al centro dell’attenzione degli studiosi galileiani, come un importante, e allo stesso tempo, doloroso capitolo nella storia delle relazioni tra la nascente scienza moderna e la Chiesa Cattolica. Proprio per questo motivo, esso è stato oggetto di valutazioni dverse che spesso si sono sfociate in “miti” contrapposti: da una parte il mito creato dall’Illuminismo, che vede nella condanna dello scienziato pisano un caso emblematico della inevitabile opposizione tra l’oscurantismo della Chiesa e il nuovo spirito di libera ricerca scientifica, di cui Galilei era banditore e, dall’altra, il mito presente in buona parte dell’apologetica cattolica, di una responsabilità (si potrebbe dire unica) di Galilei sull’esito infausto del suo progetto copernicano.

Giovanni Paolo II nel 1979 lanciò l’idea di una nuova indagine su questo Caso, che, al di là dei miti, ricostruisse in modo obiettivo la vicenda storica, riconoscendo lealmente i torti da qualunque parte essi fossero venuti. Nella lettera inviata al Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Padova, Prof.Bonsembiante, in occasione delle solenni celebrazioni indette dall’Ateneo patavino nel quarto centenario dell’inizio dell’insegnamento di Galilei a Padova, celebrato 17 anni fa, il nostro amato Papa, Giovanni Paolo II scrisse: “Su Galileo Galilei ho avuto recentemente occasione di esprimermi durante la sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, accogliendo i risultati delle ricerche svolte, sulla base anche di documenti sinora non pubblicati, dall’apposita Commissione da me istituita nel 1981 per un esame approfondito dell’intera questione.In effetti, il caso Galileo era diventato quasi un simbolo della pretesa opposizione tra la scienza e la fede, l’una con la sua esigenza di libertà nella ricerc,a l’altra col suo dovere di obbedienza all’autorità dottrinale della Chiesa. Era, però, un simbolo privo, in definitiva, di fondamento. Avere chiarito ciò mediante un’accurata analisi dei fatti, ha reso possibile discernere le vere questioni sceverandole dai pregiudizi e dai malintesi. Non s’è voluto con ciò cancellare il passato, giacché la storia è una scuola e, come ha dichiarato il Concilio Vaticano II (cfr. Gaudium et spes, n.44), la Chiesa intende trarne ogni utile insegnamento”. La lettera inviata da Giovanni Paolo II al Magnifico Rettore Prof. Bonsembiante, la nota del 27/11/1992 della Segreteria di Stato del Vaticano e la Descrizione del documento papale, tutte in formato pdf, sono scaricabili sul sito dell’Università degli Studi di Padova nella pagina dedicata all’Anno Internazionale dell’Astronomia 2009:

http://www.unipd.it/astro2009/eventi/20090421.html

Nota bibliografica: Annibale Fantoli è nato a Tripoli (Libia) nel 1924. Si è laureato all’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi in astronomia pubblicata dall’Accademia dei Lincei e in filosofia e teologia presso la Pontificia Università Gregoriana.
Dal 1963 al 1991 ha insegnato in giappone storia e filosofia della scienza presso l’Università Sophia e altre università di Tokyo. E’ autore di numerose pubblicazioni, molte delle quali su argomenti galileiani e dei libri: Galileo. Per il Copernicanesimo e per la Chiesa, tradotto in sette lingue; Il Caso Galileo; Gli Extraterrestri. Storia di un’idea dalla Grecia ad oggi. Fantoli vive attualmente a Victoria, British Columbia (Canada) ed è “Adjunct Professor” presso il Dipartimento di filosofia della Victoria University.

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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Una risposta a La questione galileiana: solo un ricordo del passato?

  1. Amedeo dice:

    C’è voluto un grande Papa come Giovanni Paolo II e ben 400 anni per arrivare ad un confronto diretto tra scienza e religione! Galileo avrebbe sicuramente apprezzato il gesto di Giovanni Paolo II se fosse stato vivo.

    Chissà, che non si siano già incontrati nell’aldilà!