2012: atto secondo

neptune 

Il Sistema Solare interno è formato dal Sole, dagli otto pianeti principali (Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno), dal piccolo pianeta Plutone e da una fascia di asteroidi tra Marte e Giove.

Al di là di Plutone, che impiega circa 272 anni per compiere un intero giro intorno al Sole, si trova, infatti, una zona a forma di disco, che si può pensare come una specie di ciambella, formata da migliaia di asteroidi, la“Fascia di Kuiper”, dal nome dell’astronomo che per primo ne ipotizzò la sua esistenza. Gli asteroidi sono dei corpi rocciosi che hanno forme abbastanza diverse le une dalle altre.

 

Andando oltre, agli estremi confini del Sistema Solare, anche se non sia mai stata osservata perché troppo lontana e buia, si pensa si trovi una nube di forma sferica di nuclei di comete, la cosiddetta “Nube di Oort”, il cui nome, anche in questo caso, deriva da quello dell’astronomo vissuto nel secolo scorso che per primo ne ipotizzò l’esistenza. Si tratta proprio di quelle comete che di tanto in tanto penetrano all’interno del nostro Sistema Solare e che possiamo osservare quando si avvicinano al Sole.

 

Facciamo un piccolo calcolo per capire meglio le distanze: la luce che parte dalla superficie del Sole impiega otto minuti per arrivare sulla Terra. Essa viaggia, infatti, a circa 300.000 chilometri al secondo e percorre 150 milioni di chilometri, che è appunto la distanza tra la Terra ed il Sole. Ci vogliono cinque ore e mezza, cioè circa 320 minuti, perché la luce arrivi su Plutone. Molto di più per arrivare ai confini della Nube di Oort ed uscire dal Sistema Solare: circa 6 giorni.

 

Il pianeta X 

 

 «Da tempo gli astronomi ne ipotizzano l’esistenza per spiegare le anomalie delle orbite di Urano, Nettuno e Plutone.» Così scrive il settimanale Grazia numero 12 del 23 marzo 2009. Falso. Da anni si porta avanti l’idea, ora confermata dalle osservazioni, che non c’è alcun pianeta X o decimo pianeta al di là di Plutone, che dall’agosto 2006, durante la Conferenza dell’International Astronomical Union (IAU, pagina web: http://www.iau.org/ ) tenutasi a Praga, è stato declassato a “pianeta nano” del nostro Sistema Solare.

 

Plutone, con un diametro di 2306 chilometri, Haumea (un corpo allungato con dimensioni che vanno da 1000 a 2000 chilometri), Makemake (di circa 1300 chilometri) e il lontano Eris (di 2600 chilometri), insieme a Cerere, asteroide della Fascia Principale tra Marte e Giove, sono i cinque “pianeti nani” del nostro Sistema Solare.

Ci sono, tuttavia, anche asteroidi più massicci di questi e che fanno parte della Fascia di Kuiper,oltre l’orbita di Nettuno e che sono: Sedna (di 1500 chilometri), Quasar (di 1260 chilometri) e Orcus (di circa 1000 chilometri).

Sabrina

 

Kuiper Belt

Fonte: http://www.astro.psu.edu/users/niel/astro1/slideshows/class39/slides-39.html 

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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3 risposte a 2012: atto secondo

  1. Giovanni dice:

    Il confine esterno del nostro Sistema Solare rappresenta un altro problema ricco di fascino e mistero. Come Sabrina ha giustamente sottolineato, al di là dei pianeti più conosciuti, si trovano regioni popolate da una innumerevole quantità di corpi celesti minori, ai quali la luce del Sole giunge ormai troppo debole, perché noi possiamo vederne il riflesso. Per questa ragione la nostra conoscenza di questi spazi remoti (per quanto estremamente vicini, se confrontati alle abissali distanze che separano le stelle o che misurano le galassie) è limitata a quei pochi oggetti che abbandonano la loro orbita, avvicinandosi al Sole su traiettorie che percorrono nell'arco di decine di anni, di secoli e, talvolta, di diversi millenni. Ma cosa determina queste visite?
    La risposta a questa domanda ha sempre avuto per me un fascino speciale. La formazione del Sistema Solare, infatti, è avvenuta attraverso una serie di fenomeni che superano la nostra più cataclismica immaginazione: scontri fra planetesimi grandi quanto la Luna (talvolta anche di più), asteroidi precipitati nel Sole, bombardamenti cometari, pianeti disintegrati dalle forze mareali di vicini troppo grandi (i resti di uno sfortunato pianeta sono tuttora osservati tra Marte e Giove). Tutto questo è avvenuto nell'arco di molti milioni di anni, lasciandoci in eredità un Sistema nel quale sopravvivono i corpi celesti che hanno trovato delle traiettorie stabili ed equilibrate. Nelle fasce esterne di asteroidi e comete, però, la forza di gravità del Sole è debole come la sua illuminazione. Appena sufficiente a portarle con sé nella sua traiettoria attraverso la Galassia. Questi oggetti, perciò, avvertono anche le forze, seppur minime, esercitate dalle altre stelle! Così, tra una spintarella di qua ed una tiratina da là, ecco che un oggetto, che fino ad allora era rimasto al buio, esce dal suo binario e si avvicina, magari splendendo come una meravigliosa cometa. Esiste anche una teoria, sulla quale, per la verità, gli astronomi nutrono numerosi dubbi, secondo cui il Sole non sarebbe una stella singola, ma avrebbe una compagna molto poco brillante, che gli si avvicinerebbe ogni 26 milioni di anni circa. Individuare un tale oggetto non è semplice, tuttavia la sua esistenza non dovrebbe sfuggire agli strumenti più moderni. Questa ipotetica stella è stata chiamata Nemesis, perché il suo avvicinamento sarebbe accompagnato da un omaggio poco gradito: la destabilizzazione di milioni di orbite con probabile conseguente bombardamento cometario. In ogni caso, possiamo ancora dormire tranquilli: anche se questa ipotesi fosse reale (e ci sono missioni che lo stanno accertando) abbiamo ancora diversi milioni di anni, prima che il problema inizi ad essere fastidioso.

  2. Luca Nobili dice:

    L'ipotesi di Nemesis mi ha sempre affascinato. Qualche anno fa mi feci spedire il libro "ufficiale", esaurito da tempo, direttamente da R. Muller, l'ideatore della teoria. Volevo dedicare una puntata di Tutti Dentro all'argomento ma…me lo sono dimenticato.
    Adesso me lo sono scritto sull'agenda così non me lo scordo più!

  3. Amedeo dice:

    Fin da piccolo il desiderio di scoprire un decimo pianeta del sistema solare affascinava e catturava l’immaginazione, compresa la mia: ricordo di un cartone animato in cui si cercava il decimo pianeta, definito come la “nuova terra”, che veniva colonizzato usando sempre i classici metodi che conosciamo bene anche noi: la guerra.
    Ora però, mi pare che i pianeti del Sistema Solare siano 8 e non più 9, perché Plutone è stato declassato ad asteroide. E’ vero?