Vita sulla Terra

life

 

Amedeo, un nostro affezionato ascoltatore di Tutti Dentro pone una domanda.

 

«Secondo voi è possibile che dallo spazio possano arrivare delle forme di vita anche unicellulari che potrebbero diventare una minaccia per il nostro genere umano? Eventuali forme di vita potrebbero sostituire quella pre-esistente?
La domanda me la formulo dopo aver visto venerdì sera un film (sul digitale terrestre) che riguardava un alieno che aveva assunto sembianze umane per sopravvivere.
Non so se la vita si sia formata sulla Terra o altrove, so però che le basi della vita come le conosciamo noi sono presenti sia sulla Terra che su alcune comete e ogni tanto una impatta… Ma nuove forme di vita potrebbero formarsi sulla Terra sostituendo la nostra?»

Amedeo

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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6 risposte a Vita sulla Terra

  1. Sabrina dice:

    Caro Amedeo, non sono un’esperta in questo campo ma ben volentieri ti lascio il mio punto di vista.

    Credo sia estremamente difficile rispondere alla tua domanda. L’idea di una Terra intesa come “madre” e quindi di un pianeta nel quale la vita ha avuto origine, o quella di “nutrice”, ossia il luogo nel quale la vita è stata trasportata da un oggetto come una cometa, è ancora oggi argomento di grandi discussioni.

    L’atmosfera terrestre protegge non solo dai raggi cosmici e dal vento solare, ma anche dalle numerosissime micrometeoriti che ogni giorno la attraversano e che si disintegrano senza arrivare al suolo. Ma attualmente l’impatto di una cometa con la Terra sconvolgerebbe senza dubbio l’ambiente e il clima laddove la vita si è adattata a vivere da miliardi di anni. Inoltre, una forma di vita per vivere in un dato ambiente deve trovarlo prima di tutto ospitale e la cosa non è detto che funzioni nel caso di composti organici, per esempio, provenienti da una cometa. La vita deve costruire il suo ambiente oppure lo deve già trovare pronto: adattare o adattarsi, per riassumere in due parole il concetto. Difficile mettersi da una parte o dall'altra.

    Sabrina

  2. Antonio dice:

    E' estremamente difficile poter stabilire se la Terra sara' "invasa" da nuove forme di vita, seppur unicellulari, ancor piu' difficile stabilire se queste forme di vita potran rappresentare un pericolo per gli uomini.
    Recentemente son stati scoperti composti organici in comete e asteroidi, pero' non e' al momento possibile staibilire se la vita sulla Terra sia nata da materiale gia' presente su di essa oppure grazie al materiale organico trasportato da altri oggetti celesti. Il motivo e' abbastanza semplice: la formazione della vita sul nostro pianeta e' un evento unico nella storia, non avendo a disposizione altri eventi simili e' difficile stabilire una teoria ufficiale

  3. roberto dice:

    Conformemente alla teoria della Panspermia, sostenuta da Arrhenius, la vita si e’ originata nello spazio interplanetario sotto forma di organismi unicellulari o addirittura dei loro costituenti, rimanendo successivamente “congelata” all’interno dei nuclei cometari presenti nella nube di Oort. Quando una cometa passa vicino a un pianeta, queste forme di vita possono trasmigrare sulla sua superficie e quindi attecchirvi, qualora trovino le condizioni adatte. Nella concezione di Hoyle, le polveri cosmiche sarebbero formate in parte da batteri essiccati in stato catalettico, ma pronti a tornare in vita in presenza di un sito favorevole su qualche pianeta.
    La possibilita’ che la vita possa essere soppiantata sembra essere molto remota, conformemente alla teoria secondo la quale tutti gli organismi presenti sulla Terra avrebbero un antenato comune costituito da un’unica cellula. Non si potrebbe escludere che forme di vita elementari quali i batteri possano provenire dallo spazio interplanetario, ed eventualmente causare epidemie e morte, ma non soppiantare l’attuale ecosistema. Al piu’ potrebbero essere provocate mutazioni con creazione di nuove specie ed estinzione di vecchie: in questi termini, ad esempio, si potrebbe dare spiegazione all’esplosione di vita che ebbe luogo nel periodo cambriano. Soltanto una classica invasione di extraterrestri, ovvero una civilta’ aliena altamente organizzata, potrebbe provocare l’estinzione della vita sulla Terra, a meno che… (si visioni “La guerra dei mondi” di H.G. Wells). Naturalmente si tratta soltanto della mia personale opinione, e per di piu’ di persona profana al riguardo.

  4. flavio dice:

    Recentemente dei ricercatori indiani hanno scoperto tre nuove specie di batteri nell'alta atmosfera della Terra in campioni raccolti grazie ad un pallone sonda inviato nella stratosfera: è stato confermato che sono resistenti ai raggi ultravioletti e non corrispondono a nessuna specie scoperta sul nostro pianeta. Analizzando i campioni recuperati, i microbiologi hanno scoperto, in particolare, dodici colonie batteriche e sei fungine; di queste tre colonie batteriche appartengono a tre nuove specie. L'ipotesi fatta è che queste nuove forme di vita potrebbero essere dei batteri terrestri "mutati", lanciati probabilmente nello spazio per mezzo di eruzioni vulcaniche, anche se non e' da escludere che possano essere delle forme di vita extraterrestre. Ulteriori studi ne confermeranno la provenienza.

    Che reazione potrebbero avere dei batteri di origine non terrestre con il nostro ambiente e con gli esseri viventi del nostro pianeta se potessero penetrare nella nostra atmosfera? Fortunatamente questo genere di cose si vedono solamente nei film di fantascienza, anche se non credo sia da escludere: ci sono, infatti, dei batteri che sopravvivono negli altiforni e in zone fredde della Terra.
    Sono già preoccupanti i batteri di casa nostra… Ci mancherebbero solo dei batteri di origine extraterrestre!

  5. Giovanni dice:

    L'origine della Vita è un altro di quei misteri fondamentali che la Scienza moderna cerca di risolvere. Si tratta di qualcosa che ha avuto inizio sul pianeta Terra (pur non escludendo che possa essere accaduto altrove in circostanze più o meno simili), o è una proprietà del Cosmo, trasportata da polveri e pronta ad attecchire su qualsiasi pianeta abbastanza ospitale? Sulla base di osservazioni radio-astronomiche, che sono sostanzialmente in grado di "pesare" le molecole nello spazio, attualmente si propende maggiormente per la prima ipotesi. Il Cosmo, infatti, è un ambiente generalmente ostile alle molecole complesse (quali proteine o DNA) indispensabili per instaurare il ciclo di attività metaboliche che osserviamo in associazione a tutti i viventi. Pur non escludendo che queste molecole possano essere conservate sotto qualche genere di guscio protettivo, possiamo dire che in giro per lo spazio non se ne vedono e, data la potenza dei nostri osservatori, o non ci sono o sono estremamente rare. Detto questo, però, esiste anche l'altra faccia della medaglia, cioè quello che si vede: è stata segnalata l'esistenza di amminoacidi (le unità che, legandosi, formano proteine) nella materia interstellare. Queste molecole sono sufficientemente minute da sopravvivere alla caduta su di un pianeta, poiché potrebbero staccarsi dalla superficie della cometa / asteroide / meteora che li trasporta, prima che questa sia resa incandescente dall'attrito con una atmosfera come la nostra, e quindi scendere a mo' di paracadute anche molto lontano dal luogo dell'impatto. D'altro canto, è molto difficile che la stessa impresa riesca ad un virus o batterio già formato. Gli amminoacidi, invece, sono abbastanza semplici e leggeri da non essere distrutti, eppure già evoluti al punto da attrarsi e combinarsi vicendevolmente in forme più complesse, anche se il processo non ha caratteristiche volontarie o intelligenti. Alcune di queste combinazioni acquisiscono la capacità di interagire con l'ambiente allo scopo di creare copie di sé stesse e l'unica molecola che sappiamo essere effettivamente in grado di riuscirci, anche da sola, è una semplice realizzazione di DNA. In altre parole, l'Universo contiene la materia prima, ma le forme di Vita vere e proprie sembrano potersi comporre solo sui pianeti. Una forma di Vita aliena potrebbe arrivare sulla Terra solo se fosse abbastanza evoluta da proteggersi. Ovviamente, il mio ragionamento si basa su ciò che viene considerato scientificamente vivente (un organismo capace di modificare l'ambiente per renderlo simile a sé stesso) e potrebbe non valere per altre forme di Vita, magari non basate sul DNA. In sostanza, possiamo stare tranquilli circa i virus alieni: per gabbare il nostro sistema immunitario, il DNA ci vuole eccome, e deve essere anche evoluto in tal senso! L'unico rischio, pertanto, potrebbe arrivare da una astronave proveniente da un altro pianeta.

  6. Monica dice:

    Mi è piaciuto il commento lasciato da Giovanni. Speriamo che questa astronave non arrivi mai! Sono poco propensa a pensare alla versione catastrofica della fine della vita sulla Terra, con un'invasione aliena; propendo di più per la difficoltà di essere "individuati", non solo a causa dei mezzi limitati che si utilizzano per comunicare, ma anche per la vastità dello spazio ed il numero elevato di pianeti.

    Nel frattempo, speriamo di non essere invasi e di sognare e tentare di cercare la vita su altri mondi.