Le comete nella storia

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Gli antichi avevano idee molto confuse sulle comete. In effetti, erano sbagliate anche quelle che avevano sugli altri corpi celesti. Ma per quanto riguardava il Sole, la Luna, i pianeti e le stelle, erano riusciti un po’ alla volta, a metterle in ordine collocando tutti questi corpi in un sistema del mondo che, pur se lontano dalla realtà, perlomeno spiegava le apparenze. Così vivevano soddisfatti, anche perché erano convinti che ciò che vedevano fosse proprio la realtà e che il sistema del mondo da essi costruito ne fosse la più logica rappresentazione.
Le comete, invece, col loro improvviso apparire, col loro sparire nei raggi del Sole o affievolendosi a poco a poco nel cielo notturno come se si consumassero e svanissero, con l’irregolarità e la bizzarria dei moti anche fuori della fascia zodiacale, percorsa dai pianeti, con le strane chiome variabili da una notte all’altra per forma, lunghezza e splendore, li confondevano completamente. Erano disorientati, a un punto tale da non riuscire a capire neppure se appartenevano al cielo o alla Terra, cioè come diremmo meglio oggi, se erano oggetti astronomici o fenomeni temporanei dell’atmosfera, magari puramente ottici.
La sbagliata conoscenza delle comete aveva condotto a immaginare che possedessero caratteristiche e poteri che non avevano. D’altra parte, attribuendo poi alle comete anche influenze di tipo astrologico, ci si allontanò ancora di più dalla conoscenza della loro natura e dalla possibilità di poterla scoprire.
Aristotele, come la maggior parte dei filosofi greci, aveva dato una spiegazione errata, ma scientifica. Le comete appartenevano al mondo sublunare e avevano pure influenze meteorologiche: anche in questo senso il discorso rimaneva scientifico. Con la successiva attribuzione di influenze astrologiche si avanzò nell’errore. I presunti influssi si ritenevano governati da regole celesti, cosa che dava ancora alle previsioni almeno una parvenza di scientificità. Ma il campo si era allargato portando a conseguenze che non avevano più nulla a che fare con la natura delle comete, neanche con quella allora presunta. Questa nuova visione giunse rapidamente a conoscenza di tutti e non fu solo recepita, ma ulteriormente trasformata.
Le comete che un tempo erano state considerate come segno non solo di cattivo ma anche di buon augurio, diventarono essenzialmente sinistre. Questa trasformazione si ebbe per molteplici motivi:

1. per una tradizione orale imprecisa, tramandata dai vecchi che avevano visto una o più comete, ai giovani o giovanissimi, che non ne avevano vista nessuna;

2. per l’immaginazione che faceva vedere nelle comete aspetti e particolari che non esistevano;

3. per il ricordo, che col tempo ingigantiva sempre di più ciò che si era visto o creduto di vedere.

Fine prima parte.
Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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4 risposte a Le comete nella storia

  1. Monica dice:

    I bambini, è innegabile, vengono catturati da visioni spettacolari. Quando si racconta loro una fiaba, qualcosa di particolarmente grande, bello, luminoso, improvviso, deve pur esserci nella storia per poterli "interessare". E le comete sono state ottime candidate nei racconti dei nostri antenati. Ora però, mi pare che non ci debbano più essere dubbi sulla loro natura. Dal Seicento ad oggi di anni ne sono passati… Anche se le tradizioni sono dure a morire mi auguro che nessuno oggi possa pensare alle comete come portatrici di disgrazie e a grandi spade nel cielo.
    Monica

  2. flavio dice:

    La credenza delle comete intese come "portatrici di sfortuna" e' di origine molto antica. L'uomo ha sempre avuto la necessità di dare una spiegazione ed un significato a particolari eventi celesti, come il passaggio periodo delle comete, collegandoli con certi eventi della storia stessa dell'uomo, come la morte, le carestie, pestilenze. Riporto alcuni esempi che ho tratto dall’articolo “Seneca e le comete di Nerone”, Le Stelle, Maggio 2009).

    Il 9 agosto dell'anno 60 d.C. alcuni astronomi cinesi registrarono la comparsa nella costellazione del Perseo di una cometa la cui coda si estendeva per circa due gradi. Nelle settimane e nei mesi successivi si spostò verso la Costellazione della Vergine diventando sempre più vistosa e, infine, in dicembre, dopo ben 135 giorni di visibilità, scomparve. A quei tempi era imperatore di Roma Nerone; dalla sua corte e precisamente dal filosofo Lucio Anneo Seneca, ci sono giunte molte registrazioni di questa cometa. Scriveva: "Cominciò la propria apparizione a Nord e passando attraverso l'Ovest giunse nelle regioni meridionali dove scomparve."
    Cinquant’anni dopo Pubblio Cornelius Tacito così descriveva la cometa nei suoi Annales: "….Frattanto si vide splendere in cielo una cometa che, secondo le credenze popolari, dovrebbe annunciare un cambio di sovrano". Meno di 4 anni dopo, il 3 Maggio del 64 d.C., una seconda cometa brillante apparve nella costellazione della Vergine e rimase visibile per 75 giorni. Anche in questo caso l'apparizione venne registrata da Tacito: "L'apparizione di una cometa è un fenomeno che Nerone espiò sempre con sangue illustre". Un contemporaneo di Tacito, Gaio Svetonio Tranquillo, così scriveva: "Una cometa, che il volgo ritiene annunciare la morte dei potenti, che si era mostrata per numerose notti di seguito".
    Un altro oggetto, che oggi sappiamo essere stato un ritorno della cometa di Halley apparve all'inizio dell'anno 66. Plinio il Vecchio pochi anni più tardi giunse a osservare che sotto Nerone le comete apparivano in continuazione. Il principato di Nerone era oramai ormai entrato nella sua fase finale e molti protagonisti delle sue prime fasi, incluso lo stesso Seneca, non erano più in vita. L'apparizione della cometa di Halley e, probabilmente, di un'altra cometa nei mesi precedenti, che venne scambiata per il medesimo oggetto, ebbe questa volta conseguenze nefaste. I capi politici e religiosi ebraici, racconta lo storicoGiuseppe Flavio, ignorarono i segni del cielo e, in particolare, quella cometa che nel periodo della Pasqua dovette passare allo zenit di Gerusalemme e iniziarono una rivolta contro il dominio romano della regione. Dopo anni di guerra sanguinosa, i romani guidati dal futuro imperatore Tito presero Gerusalemme nell'agosto del 70 d. C., distrussero il tempio e diedero inizio alla diaspora del popolo ebraico.
    L'imperatore Nerone fu molto colpito dall'apparizione delle comete e in particolare dalle prime due citate, tanto che iniziò a temere per la propria vita. La cosa e' più che comprensibile se si considera che la morte di ben tre dei suoi predecessori era coincisa casualmente con l'apparizione di astri chiomati. La prima, probabilmente la cometa più celebre dell' antichità, fu quella apparsa per 7 giorni durante le celebrazioni in onore di Venere Genitrice avvenute nel luglio del 44 a. C., che il popolo ritenne prova certa dell'assunzione fra gli dei dell'anima stessa di Giulio Cesare, assassinato 4 mesi prima. Per celebrare l'avvenimento, Ottaviano (figlio adottivo di Cesare) fece aggiungere una stella a coronamento di una sua statua. Inoltre, vennero coniate numerose monete rappresentanti l'effige di Cesare o di Augusto insieme al profilo di una cometa o di una stella. Anche la morte di Augusto nel 14 d. C. venne forse accompagnata dall'apparizione di una cometa,anche se le fonti occidentali sono molto vaghe al riguardo, ma molto probabilmente si trattata della stessa cometa vista dai cinesi nel novembre e del dicembre del 13 d.C. Infine la morte del predecessore, nonché padre adottivo,Claudio venne annunciata da una cometa, resasi visibile per un mese a partire dal giugno del 54 d. C.. L'imperatore morì forse avvelenato coi funghi di cui era goloso il 13 ottobre. Anche di questa cometa, oltre ad alcuni cenni piuttosto dettagliati di Seneca, esistono testimonianze nell'opera di Plinio il Vecchio, del poeta Calpurnio Siculo e di Dione Cassio, ma soprattutto esiste una registrazione negli annali cinesi.

    E’ chiaro che se non ci fossero state queste credenze sulle comete ed i loro passaggi nefasti che agivano sulle vicende umane molti fatti storici sarebbero stati persi completamente e, probabilmente, alcuni fatti storici sarebbero andati diversamente. Certi delitti e stragi compiute nell’antichità venivano giustificate con l’apparizioni di oggetti celesti in cielo e servivano a coprire i veri colpevoli, sviando la verità all’opinione pubblica del tempo. Questa mia supposizione è estremamente attuale quanto gli scritti di Seneca.

  3. roberto dice:

    L’appartenenza delle comete al mondo sublunare, decretata da Aristotele, poteva dirsi in un certo senso scontata. Conformemente alla concezione aristotelica, il cosmo e’ suddiviso in due regioni, profondamente diverse tra loro: il mondo terrestre e il mondo celeste, separati da un confine invalicabile nei due sensi.
    Il mondo terrestre e’ costituito da quattro elementi fondamentali: terra, acqua, aria, fuoco, elencati nell’ordine dal piu’ pesante al piu’ lieve. Tutti i corpi sono costituiti da combinazioni dei quattro elementi fondamentali. I moti possono essere di due tipi: moti naturali, che tendono a posizionare i corpi piu’ pesanti verso il basso e i corpi piu’ leggeri verso l’alto, e i moti violenti, che viceversa tendono a sovvertire l’ordine naturale. Ad esempio, i grumi di lava incandescente scagliati verso l’alto nel corso di un’eruzione vulcanica, sono soggetti a moti violenti; quando poi, raggiunta la massima distanza dal suolo e una volta solidificati, ricadono sotto forma di pioggia di sassi, sono soggetti a moti naturali. In presenza di soli moti naturali, il mondo terrestre sarebbe costituito da una sfera di terra sormontata da una corona sferica e concentrica di acqua, sormontata a sua volta da una corona sferica e concentrica di aria, sormontata infine da una corona sferica e concentrica di fuoco, limitata dalla superficie sferica di confine con il mondo celeste. Impropriamente, si suole riferirsi alle corone sferiche come a sfere, parlando di sfera dell’acqua, sfera dell’aria, sfera del fuoco. La presenza dei moti violenti conferisce al mondo terrestre il suo aspetto reale. Caratteristiche del mondo terrestre sono la corruttibilita’, la mutevolezza, e l’immobilita’ (nel senso che il centro del cosmo coincide con il centro della Terra, che pertanto non si muove).
    Il mondo celeste e’ costituito da un solo elemento, l’etere, privo di peso e pertanto infinitamente piu’ lieve dei quattro elementi del mondo terrestre. Il moto e’ di un solo tipo: circolare, inteso come perfetto in quanto ritorna sempre su se stesso. Il mondo celeste e’ composto da un certo numero di corone sferiche (impropriamente chiamate sfere) il cui centro comune coincide con il centro della Terra, rotanti intorno ad assi differenti. Il movimento di un pianeta e’ dovuto all’azione combinata dei movimenti di un gruppo di sfere, che costituisce un cielo. Procedendo dall’interno verso l’esterno si incontra il cielo della Luna (donde la denominazione alternativa di mondo sublunare al mondo terrestre), di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, di Giove, di Saturno. Solidali alla corona sferica piu’ esterna sono le stelle fisse, cosi’ denominate a causa dell’assenza di moti relativi, come se fossero incastonate nella volta celeste. Il movimento si trasmette dalla corona sferica piu’ esterna, denominata per tale motivo “primo mobile”, alle corone sferiche via via piu’ interne, fino ad esaurirsi alla superficie di separazione tra i due mondi, ossia tra il cielo della Luna e la sfera del fuoco. Il movimento viene impartito alla sfera delle stelle fisse, che segna il limite estremo del cosmo aristotelico, da un Motore Immobile, identificato con la Divinita’. Caratteristiche del mondo celeste sono l’incorruttibilita’, l’immutabilita’, e la mobilita’, seppure limitata esclusivamente a moti circolari.
    In questa accezione, l’appartenenza al mondo sublunare di comete, meteore, e piu’ in generale tutto quanto non appare incorruttibile, immutabile, e soggetto a moti circolari, appare scontata. Non a caso, tra gli elementi probanti della critica galileiana alla cosmologia aristotelica, figurano l’apparizione di una stella nova a distanza presumibilmente superiore a quella della Luna, e l’esistenza delle fasi di Venere e dei satelliti di Giove.

  4. Sabrina dice:

    Vorrei ringraziare di cuore Flavio e Roberto nell’ordine in cui avete lasciato i vostri commenti: entrambi da tempo mi seguite e apprezzate il mio lavoro dandomi suggerimenti e portando voi stessi dei grandi contribuiti al Blog. Le vostre risposte non fanno che arricchirlo e migliorarlo.

    Spero di potervi dare sempre ottimi spunti di dialogo. Grazie ancora.

    Sabrina