Le comete nella storia (III parte)

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Nel Medioevo, invece, questi segni vennero presi in più seria considerazione e oggi abbiamo un elenco di comete che i cronisti di tanti secoli hanno associato alla morte di altrettanti re. Alcune di esse non sono mai esistite, come quella registrata per l’anno 814 in occasione della morte di Carlo Magno. Per le altre la correlazione è solo casuale. In fatti va tenuto presente che a quei tempi i re e i potenti erano molto numerosi e la vita media era molto più breve di oggi, in particolare quella dei re, esposti pi degli altri ai pericoli di morte violenta. Inoltre, spesso le due date non coincidono strettamente e troviamo comete apparse fino a tre anni prima che morisse il re del quale avrebbero annunciato la morte. Considerando tutto questo, non era tanto difficile che entro tre anni dall’apparizione di una cometa morisse almeno un re in qualche parte del mondo. Inoltre, spesso apparivano comete ma non moriva nessun re.
Così le comete, sia perché ci si limitava a considerarle solo per i loro influssi, sia perché per molti restavano fenomeni passeggeri del mondo sublunare, non furono osservate da un punto di vista astronomico per tutto il Medioevo. Ma a posteriori possiamo in questo fatto riconoscere un vantaggio: forse, se non ci fossero state battaglie o catastrofi, alcune comete non sarebbero mai state registrate.
Nel Seicento, i grandi successi ottenuti con l’introduzione del Sistema Copernicano, le leggi di Keplero e le fondamentali scoperte sulle comete, come quella della loro appartenenza al mondo translunare, i calcoli di Halley, gli studi di Newton, non devono far pensare che le straordinarie ed eccitanti scoperte fossero accettate da tutti. La maggioranza  non solo rifiutava le idee ma negava persino le scoperte. C’era chi sosteneva che le macchie solari erano nel cannocchiale (perché il Sole doveva essere incorruttibile) e chi non voleva porre l’occhio al cannocchiale per vedere i satelliti di Giove, sostenendo a priori che dovevano essere difetti delle lenti, perché solo la Terra poteva essere centro di moto.
L’interpretazione teologica negava alle comete il potere naturale di provocare disgrazie o anche soltanto di annunciarle. Era Dio che le creava o le faceva apparire quando voleva castigare o chiamare alla penitenza gli uomini, irritato dai loro peccati.

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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2 risposte a Le comete nella storia (III parte)

  1. Monica dice:

    Ogni periodo storico ha la sua spettacolare cometa, le apparizioni o sparizioni in cielo e le false credenze. Pensiamo anche alla medicina e alla farmacia, a tutti le piante usate come medicinali e alle infinite superstizioni che ne venenivano fuori quando, per esempio, una donna tentava di utilizzarle… Strega, fattucchiera… Alla gogna, immediatamente. E poi pensiamo anche all'alchimia, al desiderio di trasformare il metallo in oro… Credo che una buona dose di tentativi e di buona volontà in queste ricerche hanno permesso di scoprire poi la vera natura dell'astronomia, della medicina e della chimica.
    Monica

  2. Amedeo dice:

    Gli scienziati, ieri come oggi, devono combattere contro superstizioni, credenze errate o, peggio, il non voler ammettere l'evidenza dichiarando addirittura che erano gli strumenti stessi ad essere difettosi. Forse, io ho davanti agli occhi troppa evidenza, troppe cose conosciute da secoli e so che vanno in quel modo piuttosto che in un altro e di fronte ai miei occhi tutto si comporta così. Ma a quel tempo, probabilmente era più facile pensare che ci fosse qualcosa di magico nello strumento e che i maghi avessero davvero dei poteri particolari. Noi siamo figli del nostro tempo e quello che ci pare impossibile oggi potrebbe essere vero domani.