La grande cometa

 

great_comet_1861

Soffermiamoci sulle orbite. Le idee di Newton sulle orbite delle comete non sempre erano state quelle che aveva poi esposto nei Principia. Come risulta dalle sue lezioni di algebra, tra il 1676 e il 1680 aveva anche lui adottato il moto rettilineo e ne aveva sviluppato la teoria matematica. All’inizio del 1681 continuava a sostenerlo. La cometa del 1680 era scomparsa nei raggi del Sole verso la metà di dicembre, poi era riapparsa. Newton affermava che si era trattato di due comete distinte e in una lettera a Flamsteed, scritta il 16 aprile 1681, sosteneva che, fra le difficoltà delle orbite curve,

questa ha maggior peso su di me: che fare delle comete di novembre e dicembre una cometa sola significa farne una cometa paradossale. Se essa si mosse su di una linea curva in tal modo, anche altre comete dovrebbero fare lo stesso, eppure in esse non si è mai osservato una cosa tale ma piuttosto il contrario.

Tra l’agosto e il dicembre 1684, dopo la visita di Halley, Newton scrisse il De Motu. In esso ammette la possibilità dell’orbita curva. Suppone che alcune comete ritornino nella nostra parte del Sistema Solare e suggerisce che le comete potessero percorrere orbite curvilinee. Sarebbe molto importante sapere quando fu che Newton smise di attribuire alle comete moti rettilinei. Fino a quel momento infatti non poteva considerarle attratte dal Sole, altrimenti le orbite non sarebbero state rettilinee e questo vuol dire che ancora non era giunto ad ammettere che la gravitazione fosse universale, ma la considerava un fenomeno riguardante solo i pianeti. L’incertezza si protrasse anche dopo la stesura del De Motu. Lo testimonia una lettera indirizzata a Flamsteed il 19 settembre 1685 dalla quale risulta che non aveva ancora calcolato l’orbita di alcuna cometa. Ma ciò non dovette durare ancora a lungo perché nel 1687 uscì la prima edizione dei Principia che si concludeva col metodo di Newton per calcolare gli elementi orbitali della cometa del 1680, a partire dalle posizioni osservate, usando l’approssimazione parabolica. A questo punto anche per Newton le orbite delle comete erano senz’altro sezioni coniche e cominciavano a svolgere un ruolo essenziale nella sua teoria della gravitazione.

Continua …

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
Aggiungi ai preferiti : Permalink.

I commenti sono chiusi