Halley: una mano verso Seneca e una verso il futuro

Ponte tra passato e futuro 

Perché i tempi astronomici sono generalmente lunghi e non si può influire né su essi né sulla natura di ciò che si segue in cielo, occorre osservare attentamente, e osservare ancora. Tutto questo va molto al di là dei limiti della vita umana. Così, il vero astronomo non è mai isolato neanche nel tempo: è una parte essenziale di un numero indefinibile di generazioni, ciascuna delle quali osserva e tramanda; studia il passato e, osservando il presente, costruisce il passato di coloro che verranno. Raccoglie e semina, mentre il cielo, sul quale non possiamo influire, conferma o sconvolge le scoperte degli uomini distruggendolo senza saperlo una teoria millenaria con l’improvvisa apparizione di una sola stella o approvandone una nuova attraverso un fenomeno previsto dall’uomo.
All’inizo della sua nota Halley ricorda Seneca, le sue idee, la sua certezza che un giorno un uomo avrebbe scoperto in quali parti del cielo errassero le comete. Ricorda anche i secoli oscuri che lo separavano dal grande pensatore romano, nei quali non era stata fatta nessuna osservazione utile per la soluzione del problema. Seneca, mentre scriveva, non sapeva a chi si stava rivolgendo; Halley forse non ebbe la certezza che erano lui e la sua epoca l’uomo e i tempi dei quali parlava. Ma le due mani ignote si erano tese, uno verso il futuro e l’altra verso il passato, per porgere e raccontare il messaggio scientifico, come un grande ponte nel tempo, al di sotto del quale brulicavano secoli di ignoranza, superstizione e paura.
Ora lo stesso Halley, che aveva allungato una mano verso quella tesa da Seneca attraverso il buio del futuro, verso di lui, sconosciuto,tendeva l’altra verso altri sconosciuti, punto di arrivo e di partenza di questa lunga catena umana. E l’avverarsi della sua previsione era quanto sperava che sarebbe accaduto dopo di lui, con il ritorno di una cometa che egli era andato a cercare nel passato. Se fosse tornata, come aveva scritto anche le altre comete sarebbero dovute tornare.
E la cometa tornò.

Continua …

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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3 risposte a Halley: una mano verso Seneca e una verso il futuro

  1. Monica dice:

    Immagino l'emozione del ritorno della cometa… Sapere che avevano intuito la cosa giusta, i calcoli fatti erano corretti…
    Ogni epoca ha le sue emozioni legate a nuove scoperte.
    Oggi stiamo cercando di capire altri aspetti che ci potranno essere rivelati chissà in quale generazione…

  2. Giovanni dice:

    Purtroppo, Halley non ebbe la fortuna di vivere quell'emozione. Molti fenomeni astronomici, infatti, sono tali da non riproporsi due volte nell'arco di una vita umana. Le apparizioni cometarie (intese come della stessa cometa), con i loro periodi pluri-decennali, secolari o addirittura millenari, sono tra questi. Al giorno d'oggi, potremmo dire che la cometa di Halley è una delle più semplici, essendo tanto vicina e prevedibile da essere stata persino visitata dalla sonda Giotto, inviatale incontro nel 1986. Riconsiderando però la cosa con gli occhi di un contemporaneo dell'astronomo inglese, è stata indubbiamente una gran bella fortuna ed un notevole regalo della Natura che esistesse una cometa tanto prossima al Sole da avvicinarvisi proprio mentre sulla Terra viveva un uomo così attento ed interessato da annotarne la traiettoria ed un altro che già iniziava a comprendere le ragioni di tale movimento. In un certo senso, la cometa di Halley è una chiave che vaga nello spazio e che ha contribuito a schiudere il mistero del moto degli astri, rivelando l'immensità di un Cosmo infinitamente più vasto di quanto l'umanità avesse mai osato immaginare.

  3. Sabrina dice:

    … La cometa di Halley è una chiave che vaga nello spazio e che è caduta nelle mani di due grandi scienziati attenti e curiosi e che ha permesso di aprire una porta verso la conoscenza del nostro Sistema Solare e anche dell'Universo. Grazie Giovanni.