Non vollero vedere…

SaturnAurora

 

Ti ringrazio, perché per primo e quasi solo, senza aver eseguito osservazioni sperimentali hai dato piena fiducia alle mie osservazioni […]. Che cosa dirai dei primari filosofi di questo ginnasio, che pieni della pertinacia del serpente, mai, per quanto io mi offrissi mille volte di mettermi a loro disposizione, vollero vedere, né i pianeti, né la Luna né il Cannocchiale?

Estratto da una lettera di Galileo Galilei a Giovanni Keplero, un anno dopo le sue scoperte col cannocchiale.

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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3 risposte a Non vollero vedere…

  1. flavio dice:

    Era quasi impensabile e sicuramente difficile a qui tempi accettare le teorie di Galilei che "andavano contro" le Sacre Scritture e immagino che i filosofi e gli scienziati del Seicento riflettessero parecchio prima di pronunciarsi, terrorizzati di finire davanti alla Santa Inquisizione; la Chiesa puniva chiunque andava contro la Sacra Bibbia e le idee della Chiesa stessa (Giordano Bruno ne è un esempio molto famoso).Nel 1632, anno della condanna di Galileo, per le piazze d'italia erano diffusi molti stornelli popolari:

    "Il saggio Galileo diede un'occhiata al cielo e disse:"Nella Genesi non
    c'e' nulla di vero, bel coraggio! Non è cosa da poco, oggi queste eresie si diffondono come malattie. Che resta se si cambia la scrittura? Ognuno dice e fa quel che gli comoda, senza avere più paura. Se certe idee fan presa, gente mia. cosa può capitare? Non ci saran piu' chierici alla messa, le serve il letto non lo vorranno piu' fare…. Brutta storia! Non e' cosa da poco, il libero pensiero è attacaticcio come un'epidemia. Dolce è la vita, l'uomo irragionevole, e tanto per cambiare far quel che ci talenta è assai piacevole!! Pover uomo dall'eta remota obbedisce al vangelo e a chi governa e porgi l'altra gota per conquistar la ricompensa eterna, di grandezza superiore all'umana, Galilei che si inchina verso il pubblico.Davanti a lui un bimbo prta una gigantesca Bibbia aperta,
    dalle pagine cancellate, e il cantastorie riprende:"Ecco Galileo Galilei l'ammazza Bibbia!" (da B:Brecht, "Vita di Galileo").

    Questi stornelli danno l'idea di come non fossero accettate le idee di Galileo, diffuse fra la popolazione per mezzo di questi cantastorie, un po' come succede al giorno d'oggi con notizie false nei giornali e nelle televisioni. I tempi sono cambiati ma le modalità sono le stesse!
    Flavio

  2. Sabrina dice:

    Concordo con te, Flavio, i secoli sono trascorsi, le modalità di diffusione della notizia sono cambiate (oggi si naviga in Internet, si guarda la televisione si ascolta la radio,etc.) ma le bugie girano alla grande!

    Sabrina

  3. Amedeo dice:

    Leggere questo post e quello intitolato "la cosmologia aristotelica" mi ha lasciato turbato I nostri antenati non avevano le nostre conoscenze e sicuramente far accettare certe idee come vere doveva essere davvero difficile. La divulgazione era estremamente complicata dal fatto che "cambiare le ipotesi della Chiesa" significa andare contro il comune senso e Galileo, Keplero e tutti gli astronomi dell'epoca dovevano sicuramente costituire una comunità scientifica molto "ristretta". Se non si facevano coraggio a vicenda, come avrebbero potuto sopravvivere? Basti pensare alle sofferenze patite da Giordano Bruno, arso vivo, o da Galilei con l'abiura…