Un aneddoto su Galileo

Daumier_Comete

Robert Southwell, che in seguito sarebbe diventato presidente della Royal Society, visitò Vincenzo Viviani a Firenze nel 1611 e annotò un certo numero dei suoi aneddoti su Galileo. Tra questi c’era il seguente:

Egli era solito dire che, se avesse vissuto mille anni e si aspettasse ancora di comprendere correttamente la dottrina delle meteore, si sarebbe considerato il più grande stolto mai arrivato a quell’età.

Per “dottrina delle meteore” si intendevano cose del genere di ciò che Aristotele aveva scritto separatamente dalla cosmologia e della fisica, nel libro chiamato “Meteorologica”, che tratta di una varietà di fenomeni nella regione degli elementi sublunari. Tra questi c’erano i fulmini, la salinità del mare e le comete. Aristotele sosteneva che le comete sono corpi di vapore vicini al limite superiore della sfera dell’aria, accesi dalla soprastante sfera del fuoco. Le comete erano quindi tra le cose che Galileo, quand’era vecchio e cieco, diceva al suo giovane segretario e “ultimo discepolo” che egli non avrebbe mai sperato di capire. Queste cose erano numerose perché Southwell incluse nella sua raccolta di passi scelti anche un proprio aneddoto:

Una volta che suggerii la causa di una cosa al sig. Viviani, mi rispose come avrebbe fatto Galileo in un caso simile – “questa è una delle tante cose che non capisco”.

La natura delle comete e le cause di tante cose rimasero ignote a Galileo non perché non le avesse investigate, ma perché aveva fatto del suo meglio senza successo.

da Stilman Drake, Galileo Galilei pioniere della Scienza, Muzzio editore,  pp. 187-188

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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3 risposte a Un aneddoto su Galileo

  1. Monica dice:

    Fa impressione leggere quanto scrive Galileo. Da allora sono passati quattrocento anni. La natura delle comete fu svelata qualche anno più tardi, a partire dai calcoli di Newton e Halley sulla periodicità di alcune comete. Se avesse vissuto almeno altri trent'anni o poco più avrebbe sicuramente compreso la dottrina delle meteore, come la chiamava. E sono anche convinta che avrebbe dato una mano agli astronomi inglesi.

  2. Francesca dice:

    Un Galileo molto modesto. Ma sicuramente una cometa l'avrebbe scoperta pure lui e seguita col suo cannocchiale se avesse vissuto più a lungo!

  3. Sabrina dice:

    Voglio ricordare che quella riportata in questo articolo è una litografia di Honorè Daumier (1808-1897) – conservata presso il Museo delle Belle Arti di Boston dal titolo "M. Babinet prévenu par sa portière de la visite de la comète".

    Sabrina