Tra cerchi e corpi galleggianti

Archimede di Siracusa

Immaginatevi un soldato romano durante la conquista della città greca di Siracusa, in Sicilia, nel 212 a.C. Immaginate il suo stupore entrando in un’abitazione, nel vedere un vecchio pacificamente seduto a tracciare incomprensibili simboli sulla sabbia, mentre i suoi concittadini scappavano in preda al panico della città ormai in fiamme. Immaginate infine la sorpresa la frustrazione che provò dopo essersi avvicinato, quando il vecchio, invece di tremare per la paura, lo apostrofò indignato in perfetto latino:

“Noli tangere circulos meos!” [Non toccate i miei cerchi!].

Queste furono, almeno secondo quanto ha riportato dallo storico greco Plutarco, le ultime parole pronunciate da Archimede di Siracusa prima di venire trafitto dal gladio del soldato.

Archimede, senza dubbio tra i più grandi matematici dell’antichità, fu un uomo decisamente particolare. Pochi aneddoti sulla sua vita sono giunti fino a noi, ma questi dipingono un uomo completamente innamorato della scienza, tanto da considerare la vita materiale del tutto secondaria. Si racconta che dimenticasse di lavarsi per giorni mentre i suoi servi riuscivano finalmente a portarlo ai bagni e a oliare il suo corpo, come si usava all’epoca, lui continuasse a disegnare figure geometriche, usando la sua pelle come fosse carta. Del resto, ogni luogo doveva essere particolarmente stimolante per il genio siracusano: addirittura si narra che proprio in una vasca, osservando il liquido che usciva dal bordo, Archimede abbia intuito il principio di galleggiamento dei corpi (che oggi prende il suo nome) e che subito dopo se ne sia andato ad annunciarlo per le vie della città al grido di “Eureka!”, completamente nudo.
Continua…

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Una risposta a Tra cerchi e corpi galleggianti

  1. Amedeo dice:

    Mi colpisce il genio di Archimede: di fronte al soldato si preoccupa solo dei suoi calcoli! E pensare che del suo teorema ricordo di averlo studiato a scuola tanto tempo fa!