I. In astronomia come in informatica…

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Nel 2000 la squadra di calcio non professionistica di Calais si qualificò per la finale della Coppa di Francia battendo numerose squadre di alto livello. Non è stata certo la prima volta che avvenimenti simili si sono verificati. Ciò che fa parte del fascino del calcio potrebbe capitare anche nella matematica? Un semplice dilettante potrebbe riuscire laddove hanno provato senza successo ricercatori affermati?

Inizia qui una serie di post dedicati a questo tema. Ognuno di essi verrà indicato da un numero (I-VII).

In astronomia capita spesso che comete o stelle siano scoperte da non professionisti: gli astrofili, appassionati di fisica astronomica, che hanno puntato i loro telescopi la notte giusta, al momento giusto e nell’angolo giusto del cielo (forse non proprio a caso). Ci vuole senza dubbio una buona dose di fortuna, oltre a molta pazienza e tanta passione, per riuscire a scoprire e dare il proprio nome ad un nuovo oggetto celeste senza essere un astronomo professionista, ma la cosa non è poi così impossibile.
Su un piano diverso, ma non troppo, può capitare che un privato, in modo del tutto personale e svincolato dalla ricerca, metta a disposizione di musei e laboratori oggetti preziosissimi per la ricerca scientifica (per esempio, frammenti di meteoriti), regalando così qualcosa alla causa della scienza senza però essere parte del “circuito professionale”.
E il discorso potrebbe andare avanti: nel mondo dell’informatica, i telegiornali ci aggiornano regolarmente sugli exploits degli hackers, i pirati informatici che, con i loro semplici computer, riescono a contaminarne altri con dei virus sconosciuti e letali per la macchina, a penetrare in reti informatiche sino ad allora ritenute inviolabili, a manipolare i codici segreti delle carte di credito. Ma avete mai pensato che, oggettivamente, i pirati informatici, palesando le falle di certi sistemi di protezione, consentono ai sistemi stessi di progredire e di migliorarsi, obbligando i loro stessi ideatori ad essere ancora più fantasiosi nel progettare le loro reti?
E in matematica?
Una persona con una buona preparazione, magari anche ottenuta da autodidatta, che si accostasse ad un problema non risolto potrebbe fare una scoperta di un certo valore, avendo come principali carte da giocare l’elasticità mentale, un pizzico di furbizia e il fatto di percorrere strade diverse rispetto a quelle che ricercatori professionisti percorrerebbero d’abitudine?

Se si prova a fare una piccola ricerca, si conclude che non esistono molti esempi di questo tipo di matematica, ma perché? E’ davvero così impossibile?
Continua…

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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Una risposta a I. In astronomia come in informatica…

  1. Francesca dice:

    E' vero che un astrofilo con il suo grande telescopio può scoprire comete, asteroidi, osservare fenomeni che avvengono in cielo, ma alcuni aspetti dell'astronomia non li potrà mai affrontare col suo strumento. Allo stesso modo la matematica: ci sono problemi matematici estremamente complessi che solo menti esperte ed elastiche possono risolvere o tentare di risolovere. Del resto il teorema di Fermat è stato dimostrato solo di recente: trecento anni per una dimostrazione per nulla banale.