II. L’Astronomia è la più antica delle scienze?

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C’è una ragione storica che potrebbe offrire una prima spiegazione di questa differenza tra la matematica e le altre discipline scientifiche: la prima è la più antica delle scienze moderne. Per spiegare questa affermazione riconsideriamo il caso dell’astronomia. Alcuni testi sostengono (spesso senza seri fondamenti) che “l’astronomia è la più antica delle scienze”, affermazione che viene difesa puntualmente, portando a dimostrazione il fatto che uno dei primi fenomeni osservati dall’uno è stata l’alternanza tra il dì e la notte. Ma l’astronomia è divenuta una scienza moderna molto tardi. Oggi un astronomo che decidesse di sfogliare l’Almagesto di Tolomeo (una sintesi delle conoscenze e delle teorie astronomiche greche, redatto nel II secolo d.C. e al quale ci si riferì fino al Medioevo) non vi troverebbe nulla di valido per la scienza contemporanea. Insomma, il suo contenuto non sarebbe di alcuna utilità a dei ricercatori moderni (cosa che peraltro non cancella il fatto che l’Almagesto sia un’opera di capitale importanza nella storia del pensiero scientifico). Insomma, l’astronomia è diventata una scienza moderna solo nel XVI o XVII secolo, soprattutto grazie a Copernico, Galileo, Keplero e Newton.

Voi cosa ne pensate? E’ la scienza più antica oppure no?

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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3 risposte a II. L’Astronomia è la più antica delle scienze?

  1. Giovanni dice:

    Un sì o un no?
    Messa in questi termini, la risposta non è per nulla semplice. Esprimendosi in modo estremamente rigoroso, si potrebbe dire che la Scienza moderna nasce con la definizione del metodo scientifico (osservazione – teoria – sperimentazione – spiegazione), definito per la prima volta da Galilei e completato da Newton. Non per questo, però, mi sentirei di affermare che tutti gli studiosi, che hanno preceduto questo fondamentale punto di svolta, non meritino di essere considerati scienziati, dal momento che molti di essi hanno adoperato il metodo scientifico, pur non sapendolo descrivere. Un po' come tutti noi, che utilizziamo regolarmente l'automobile, anche se non sappiamo esattamente come è fatta e non potremmo costruircene una. Il quesito, quindi, potrebbe essere riformulato chiedendoci se il primo problema affrontato con metodo scientifico sia stato effettivamente di natura astronomica. In tal caso, credo che la risposta più probabile sia "no." Infatti l'uomo ha iniziato ad adoperare le proprie facoltà razionali allo scopo di migliorare le condizioni della sua vita ed in questo l'utilità dell'Astronomia in epoca preistorica era praticamente nulla. I cicli del dì e della notte, o le fasi lunari potevano sì servire come pratici orologi, ma li si poteva tranquillamente dare per scontati, come l'immutabile volere di qualche divinità. Capire il perché delle cose è uno strumento che abbiamo sempre utilizzato per rigirarle a nostro immediato vantaggio. Per questo motivo credo che i primi problemi a cui sia stata associata una soluzione scientifica fossero molto più affini all'attuale Biologia.

  2. Sabrina dice:

    Giovanni, concordo con te. Francesco Bacone prima e Galileo Galilei poi sono sicuramente coloro che hanno dato vita alla scienza intesa come "moderna" grazie all'utilizzo del metodo scientifico.
    Per essere rigorosi, un testo molto interessante a questo proposito è sicuramente "La struttura delle rivoluzioni scientifiche" di Thomas Kuhn, che (ahimé) non ho letto completamente ma che è diventato il punto di riferimento per la storia della scienza e della filosofia.

  3. andrews dice:

    Sono d'accordo. Sono proprio i cosiddetti "problemi impossibili" i motori di ricerca dell'intelligenza umana che sfidando, appunto, l'intelligenza umana spesso conducono gli studiosi a nuove scoperte e a nuove soluzioni. Spesso si tratta davvero di soluzioni intelligenti…per non dire "geniali". Un motore di ricerca in tal senso potrebbe essere il seguente "problema impossibile" : come si fa a calcolare l’area dei due segmenti circolari di un cerchio separati da una corda lunga cm 320? Ci ho provato per settimane, ma non ci sono riuscito. Si può forse ricorrere al cosiddetto Teorema Mirabilis di Gallo? E, se possibile, in che modo? Chi me lo sa dire? Andrews