II. L’anno anomalistico

anno anomalistico

Esiste un modo per misurare l’anno senza servirsi delle stelle.

Consideriamo di nuovo l’orbita terrestre. Il punto punto in cui la Terra è più vicina al Sole viene chiamato perielio. Per misurare il tempo impiegato dalla Terra per compiere una rivoluzione attorno al Sole, si può procedere così: si attende che la Terra si trovi al perielio, si fa partire un cronometro e si aspetta con pazienza che vi ritorni (sembra facile a dirsi, ma nella pratica è molto difficile determinarne il momento preciso). Si arresta il cronometro per avere la misura dell’anno e il risultato è un po’ più grande di quello precedente, calcolato considerando una stella (e che abbiamo definito anno siderale):

365 giorni, 6 ore, 13 minuti e 53 secondi

Questa stima definisce l’anno anomalistico (il termine “anomalia” assume qui il significato tecnico preciso e indica l’angolo tra il perielio, il Sole e la Terra in un dato momento) il quale, a sorpresa, non ha la stessa durata dell’anno siderale.
E’ vero che la differenza non è grande, ma non va sottovalutata con il pretesto che i due valori sono quasi gli stessi: al contrario, bisogna tenerne conto. Se due calcoli di una stessa quantità non danno il medesimo risultato, la differenza, per quanto minima possa essere (nella misura in cui gli errori sperimentali sono trascurabili), manifesta una lacuna teorica che si dovrebbe colmare.
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Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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