Breve storia del calendario

clessidra Se l’anno terrestre durasse un numero intero di giorni, non ci sarebbero problemi a stabilire un calendario. Ma i fatti sono noti: c’è un piccolo quarto di giorno  in più. Unica soluzione: gli anni bisestili. Ma è sempre stato così?

Il calendario giuliano

Per molti secoli, il calendario ufficiale è stato il calendario giuliano, stabilito da Giulio Cesare nel 45 a. C. Consigliato da Sosigene, Cesare aveva deciso di adottare un calendario solare piuttosto che lunare, come accadeva fino ad allora. La durata dell’anno solare era rimasta in 365.25 giorni, vale a dire con un errore di circa 11 minuti in più rispetto all’anno tropico.

L’anno giuliano è diviso in dodici mesi di trenta o trentuno giorni, eccezion fatta per febbraio che ne contiene 28 o 29 (ogni quattro anni). Da notare che il conteggio degli anni a partire dalla nascita di Cristo è stato introdotto solo nel VI secolo.

Il calendario gregoriano

Nel 1582, l’effetto di accumulo dell’errore di 11 minuti commesso da Sosigene, aveva spostato di ben tredici giorni il ritorno delle stagioni! Papa Gregorio XIII, su consiglio di Clavius, decise allora di recuperare dieci dei tredici giorni, cosicché la data dell’equinozio di primavera fosse di nuovo il 21 marzo, come era al momento del Concilio di Nicea (325 d. C.). Per fare in modo che l’errore di 11 minuti non ricominciasse, lentamente, ma in modo evidente, a spostare le stagioni, si decise anche che ci sarebbero stati meno anni bisestili. E’ per questo che, nel calendario gregoriano, gli anni divisibili per 4 hanno 366 giorni, eccezion fatta per quelli divisibili per 100 ma non per 400 (in tal modo, il 1700, il 1800 e il 1900 non sono stati bisestili, il 2000 lo è stato, il 2100, il 2200 e il 2300 non lo saranno, ecc.).

In questo calendario ci sono dunque 97 anni bisestili ogni 400 anni, vale a dire che l’anno solare è stimato essere pari a 365 più 97/400 = 365,2425 giorni.

Un ultimo errore

Alcuni paesi, come la Spagna, l’Italia e il Portogallo, hanno immediatamente accettato queste modifiche: in quei luoghi, il giorno successivo al 4 ottobre 1582 fu così il 15 ottobre 1582 (Santa Teresa d’Avila morì proprio in quella famosa lunga notte dal 4 al 15!).

La Francia (eccezione fatta per l’Alsazia-Lorena) li ha seguiti il 9 dicembre. Altri stati hanno adottato questo calendario solo molto più tardi: l’Inghilterra e le sue colonie nel 1752, la Svezia nel 1753, il Giappone nel 1783, la Cina nel 1912, la Russia nel 1918, la Grecia nel 1923, etc.

In realtà, c’è ancora un errore nel calendario gregoriano e per eliminarlo occorrerebbe che nessun anno divisibile per 400 fosse bisestile. Per il momento nessuna decisione è stata presa al riguardo, ma bisogna ammettere che non c’è alcuna fretta!

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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