3. Osservare la materia oscura

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Su suggerimento di Flavio Chinellato, astrofilo.

Tratto da: “Dov’è e che cos’è la materia oscura” di Gianfranco Bertone – pubblicato su “Le stelle”,  febbraio 2007 n. 48

Per decrittare le informazioni presenti nel fondo cosmico, i cosmologi cercano di riprodurre la distribuzione osservata delle anisotropie costruendo modelli teorici che contengono parametri quali l’abbondanza di materia barionica (ovvero quella che compone la materia  normale, come le stelle ,il gas, i pianeti e quant’altro vediamo nell’Universo) e quella di materia oscura (definita come materia che interagisce solo gravitazionalmente). Il miglior accordo con le osservazioni si ottiene ipotizzando che la materia oscura sia presente in una quantità che supera di un fattore sei la materia ordinaria. La materia oscura, dunque, esiste e potrebbe essere di natura completamente diversa da qualunque altra cosa che conosciamo. Questo risultato e’ confermato anche dai calcoli sulla nucleosintesi nell’Universo primordiale. Nel modello cosmologico standard, l’Universo si espande a partire da uno stato incredibilmente compresso. E’ possibile calcolare le abbondanze degli elementi leggeri che si vengono a formare in questa fase primordiale, in particolare dell’elio, verificando poi la previsione teorica con l’osservazione; in effetti il modello standard non solo riproduce piuttosto bene le abbondanze che si osservano, ma consente anche di fissare l’ammontare complessivo della materia di natura barionica,e il risultato si accorda perfettamente con il valore suggerito dallo studio della radiazione  di fondo In definitiva ci si è resi conto che non c’è  spazio nell’Universo per altra materia barionica oltre a quella che osserviamo: dunque, la materia aggiuntiva che viene rivelata solo attraverso la sua interazione gravitazionale non è barionica e deve essere necessariamente di natura diversa essendo forse costituita da particelle a noi ancora ignote.

Continua…

Grazie Flavio. Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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5 risposte a 3. Osservare la materia oscura

  1. P. dice:

    ma tipo ci sono varie galassia che subiscono un effetto lente spropositato: pensa che so una galassia lontana subisce un effetto lente gravitazionale pari a quello prodotto da 10 galassie ma poi vai e vedere e tra questa galassia osservata e noi si interpone una massa molto molto minore(massa visibile) di quella che avrebbero 10 galassie…cioè la materia oscura modifica intrinsecamente la struttura dello spaziotempo….ma che è???mannagg

  2. Giovanni dice:

    Cosa sia di preciso, ancora non lo si può dire. Quello che è certo è che l'effetto lente generato dai grandi addensamenti di materia permette di esplorare delle distanze davvero abissali. Trovo affascinante pensare come interi ammassi di galassie agiscano alla maniera di sconfinati telescopi, proiettandoci, seppure in modo distorto, immagini che non potremmo osservare se lo spazio tra noi e la sorgente fosse completamente vuoto.

  3. Francesca dice:

    Davvero affascinante l'astronomia… Noi i telescopi ce li siamo costruiti, la natura ha fatto tutto da sola per permetterci di osservare oltre l'invisibile.
    E' geniale.

  4. Giulia dice:

    La materia oscura è davvero un argomento affascinante in grado di spiegare molti fenomeni che altrimenti non si spiegherebbero con la sola presenza della materia ordinaria..La teoria del Mond però è altrettanto affascinante… e chissà chi avrà ragione!

  5. Monica dice:

    Mi sono accorta solo ora del commento di P. e di Giovanni. Sì, è impressionante come l'Universo costruisca da solo dei potenti telescopi e ci permetta di osservare l'inosservabile.