6. Com’è distribuita la materia ocura

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Questa immagine è disponibile sul sito “The Millennium Simulation Project” del Max Planck Institut (MPA) di Garching: http://www.mpa-garching.mpg.de/galform/virgo/millennium/  .

 

Dopo una breve interruzione, riprendo con il tema della . Su suggerimento di Flavio Chinellato, astrofilo. Tratto da: “Dov’è e che cos’è la materia oscura” di Gianfranco Bertone – pubblicato su “Le stelle”,  febbraio 2007 n. 48

Abbiamo un’idea di come si distribuisce la materia oscura nella nostra Galassia?
Ce l’abbiamo si, ma abbastanza confusa. Ciò che si cerca di determinare è il cosiddetto profilo di densità, che descrive come varia la densità della materia in funzione della distanza dal centro della Galassia. Dal punto di vista teorico, è difficile stimare il profilo di densità. L’approccio al problema consiste nello stabilire quali possano essere le configurazioni di equilibrio di un sistema autogravitante che occasionalmente entra in collisione con sistemi simili. Lo si può fare lasciando a potentissimi computer il compito di simulare per via numerica l’evoluzione delle grandi strutture dell’Universo dalle primissime fasi ad oggi. Le simulazioni suggeriscono che la densità va decrescendo quanto più ci si allontana dal centro: nelle parti interne il calo e’ più ”dolce”, mentre e’ più accentuato verso la periferia. Bisogna, però, dire che le osservazioni non aiutano molto a capire quanto accurate siano queste simulazioni. La letteratura scientifica è ricca di articoli che mettono in luce un disaccordo tra predizioni teoriche e simulazioni, così come di lavori che stabiliscono l’impossibilita’ di trarre conclusioni definitive sull’argomento, viste le incertezze in entrambi i campi. E non è finita. Al centro della Galassia la situazione e resa ancora più complicata dalla presenza di un buco nero con una massa stimata in svariati milioni di masse solari. Non sappiamo come il buco nero influenzi la della materia oscura, ma l’effetto finale potrebbe essere uno straordinario picco di densità al centro, il che tra l’altro, dovrebbe avere importanti conseguenze sulla rivelazione della radiazione emessa dall’annichilazione della particelle che compongono la materia oscura.

Continua…

Grazie Flavio. Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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5 risposte a 6. Com’è distribuita la materia ocura

  1. P. dice:

    sabrina continui a farmi emozionare…la ricerca sulla materia oscura è un campo di sterminato interesse ^^

  2. Sabrina dice:

    Che gentile, grazie!

  3. Monica dice:

    A me fa impressione pensare a come l'Universo è di per sè, con queste enormi strutture di stelle nello spazio. Il concetto stesso di Universo per me rimane qualcosa di affascinante, figuriamoci se mi si dice che della materia oscura lo viene a popolare.

  4. Giovanni dice:

    Effettivamente si tratta di un argomento molto affascinante, anche dal punto di vista delle tecniche che vengono utilizzate per trovare una soluzione al problema. La simulazione al computer, in particolare, di cui l'immagine in calce mostra un esempio applicato alla distribuzione di densità che forma le strutture nell'Universo, rappresenta un prezioso strumento scientifico, capace di riportare in scala umana dei fenomeni rispetto ai quali secoli e millenni non sono che degli impercettibili istanti. In prima analisi, inoltre, non è troppo complicato insegnare ad un computer i calcoli che deve eseguire per simulare la realtà fisica di cui ci si interessa. La parte difficile riguarda l'estensione di questi calcoli ad un sistema costituito da innumerevoli masse interagenti e la conversione dei risultati ottenuti in qualcosa che appaia comprensibile al nostro occhio. Infatti, solo l'osservazione dell'Universo come ci appare, confrontata con la simulazione, ci permette di stabilire se abbiamo capito come la materia era distribuita in passato e cosa l'abbia influenzata nel corso del tempo. Il fatto che la maggior parte di questa materia non si veda non facilita certo il compito.

  5. Monica dice:

    Il post di Giovanni mi ha fatto riflettere: "… e la conversione dei risultati ottenuti in qualcosa che appaia comprensibile al nostro occhio". Immagino che non tutto sia chiaro, ma se in quello che non è chiaro fosse nascosta la chiave della soluzione? Meglio stare attenti a non farci sfuggire qualcosa.