Le Perseidi sono tornate

Swift_Tuttle

Ecco la cometa che ha dato origine, molti anni fa, allo sciame delle , le cosidette “” che si possono vedere in questi giorni nei nostri cieli. Si chiama Swift-Tuttle, dal nome dei suoi scopritori. Questa cometa ha un nucleo del diametro di circa 10 Km; il suo ultimo passaggio vicino al Sole risale al 1992, ma dovremo aspettare fino al 2126 per rivederla.
Lo sciame delle Perseidi è certamente il più famoso di tutti; fu registrato dai cinesi diverse volte, a partire dal 36 d.C., e successivamente da giapponesi, coreani ed europei.

Il massimo numeo di meteore si dovrebbe avere nelle notti del 12 e del 13 agosto. Le ore migliori per l’osservazione sono quelle intorno all’una di notte. Naturalmente è meglio recarsi in un luogo buio, lontano dalle luci della città. Tenete presente che al nostro occhio occorrono una ventina di minuti per adattarsi bene al buio e distinguere luci anche deboli.

Perseidi_Sito Nasa

Credit: S. Kohle & B. Koch (Astron. I., U. Bonn, 1997).  Nasa Web Site.

Le stelle cadenti, o meteore, sono le scie luminose prodotte dall’evaporazione nell’atmosfera di piccole particelle di roccia, ghiaccio o polvere. Queste si trovano in grande abbondanza nello spazio intorno alla Terra, rilasciate soprattutto dalle lungo la propria orbita. Quando il nostro pianeta le investe, nel suo moto orbitale attorno al Sole, esse vengono distrutte.
Si tratta di particelle veramente minuscole: le più grandi pesano appena un decimo di grammo, ma sono in grado di produrre tracce tanto luminose quanto le stelle più brillanti. Vengono rilasciate nello spazio dalle comete nel loro passaggio attorno al Sole, consumate dal suo calore e dal vento solare, un flusso di ioni molto energico emesso dalla nostra stella.

Ma come avviene in pratica il fenomeno delle meteore ?
Queste particelle cadono sulla Terra a velocità vertiginose (fino a 72 km al secondo, che corrispondono a 260 mila Km all’ora). Per questo motivo risentono di un enorme attrito con la nostra atmosfera, attrito che li riscalda a temperature elevatissime. I frammenti più piccoli vaporizzano, producendo reazioni fisico chimiche che creano scie luminose di 5-20 Km di lunghezza.

Questo fenomeno avviene durante tutto l’anno, ma in alcuni periodi è più frequente perchè la Terra, nel suo moto attorno al Sole, incontra nubi di detriti più dense, quelle perdute da una cometa, per esempio, registrando così un maggior numero di meteore.
Oltre allo sciame delle Perseidi (9-14 agosto), i più famosi sono quello delle Leonidi (17- 18 novembre) e delle Orionidi (intorno al 21 ottobre).

Le stelle cadenti di uno sciame sembrano provenire dallo stesso punto del cielo, detto “radiante”. Questo è solo un effetto di prospettiva: in realtà, tutti i corpi dello sciame si muovono parallelamente fra loro, in direzione della superficie terrestre, ma dato che li osserviamo dal basso sotto una certa angolazione, le meteore sembrano percorrere un arco nel cielo.

Fonte: Sito dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF).

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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12 risposte a Le Perseidi sono tornate

  1. Giovanni dice:

    Quest'anno non ho ancora avuto occasione di dedicare una notte all'osservazione delle meteore, ma la particolare fase lunare in corso rende il momento particolarmente propizio per qualche semplice serata con gli occhi rivolti al cielo. Un tappeto, una sedia o magari un bel prato ed una lista di desideri sono tutto quello che occorre. Personalmente non ripongo molta fiducia nelle credenze relative alle meteore, ma ogni volta che ne vedo una, non posso fare a meno di esprimere un particolare desiderio: "Un'altra!"
    Devo convenire che spesso si avvera.

  2. Francesca dice:

    Anche a me piace molto aspettarle e vederle scendere dal cielo, ma quest'anno non ho avuto modo di farlo. Spero di non essere in ritardo!

  3. Amedeo dice:

    Non ne ho mai vista scendere una, anche se un giorno, anche se la cosa mi affascina molto. Qualche anno fa mi è stato indicata la stazione spaziale orbitante, un piccolo puntino bianco che si spostava nel cielo e confesso che mi ha fatto davvero impressione.

  4. Monica dice:

    Quando ero piccola, stavo con mia sorella in terrazza ad osservarle. Era inevitabile farci la guerra per chi ne vedeva di più… Altri tempi. Ora abbiamo poco tempo per rivolgere lo sguardo al cielo, e questo è senza dubbio una cosa spiacevole da scrivere.

  5. Giulia dice:

    Meno male che c'è qualcosa di periodico anche nel cielo e che di tanto in tanto si possa osservare la Luna piena, le stelle cadenti, alcune comete o pianeti. Altrimenti, l'astronomia verrebbe dimenticata, senza dubbio.

  6. Giovanni dice:

    Alla fine ce l'ho fatta: sono riuscito a trascorrere una mezz'ora sdraiato sul terrazzo di casa con alcuni amici e l'attesa non è stata vana. Mentre commentavamo alcune costellazioni, all'improvviso il Drago è stato tagliato da una scia davvero spettacolare!
    "Ehi, avete visto quella?"
    "Io sì, io sì!"
    "No, dove?"
    "Là nel Drago!"
    E mentre guardavamo tutti lì, eccone un'altra ancora migliore… certi desideri si avverano eccome.

  7. Sabrina dice:

    Bravo Giovanni, io devo ancora mettermi fuori alla finestra con la sdraio! Spero di farlo stasera, sarebbe un peccato non vederne neppure una!
    Anch'io, come intuisci, uso le vecchie maniere per osservare le stelle cadenti, proprio come te!

  8. Amedeo dice:

    Ciao Sabrina. La scorsa settimana con Luigino e Diana e tutti i loro amici, abbiamo provato a guardare in sù alla ricerca di qualche stella cadente: ne avessimo vista una!!! Nella mia vita non ne ho mai vista una… Però, ieri sera, ho puntato il binocolo verso Giove. Ho notato tre lune, la più lontana è anche la più luminosa, però non ho notato la quarta. Erano posizionate in modo obliquo rispetto al nostro orizzonte. Immaginavo cosa provasse Galileo nel guardarle!

  9. Amedeo dice:

    Mi sono improvvisato astrofilo perchè non riuscivo a prendere sonno… Sono uscito in terrazza e ho visto quel bel pianeta e mi sono chiesto se le sue lune erano visibili. Una era vicinissima, le altre due ben visibili e più lontane. Così, ho trascorso un po' di tempo ad ammirarle, ne è valsa la pena! E dopo ho preso sonno!

  10. Sabrina dice:

    Congratulazioni, non è una cosa da poco! Non è detto che tutti i satelliti gioviani siano visibili: uno o più possono essere occultati da Giove. Anche Galileo, 400 anni fa non li aveva osservati subito tutti e quattro: gli ci sono volute alcune notti di osservazione per ammirare il sistema completo dei satelliti. A volte penso che Galileo non abbia chiuso occhio pensando a quanto stava ammirando. E una volta intuito il piccolo sistema solare di Giove la sua gioia è sicuramente esplosa.
    In questi giorni ricorre il 400esimo anniversario della salita sulla sommità del campanile di San Marco (21 agosto 1609) durante la quale Galileo mostra al Doge Donà e ai notabili veneziani la potenza dell suo strumento, costruito con cura nei dettagli. E il 24 agosto, qualche giorno più tardi, Galileo farà dono del suo strumento al Doge stesso.

  11. Sabrina dice:

    Un'altra considerazione: è possibile che non abbiate atteso abbastanza. Di solito, occorrono una ventina di minuti per abituare l'occhio al buio e poter osservare anche stelle molto deboli, analogo discorso vale per le stelle cadenti. Forse, avete osservato nel periodo in cui non cadeva il picco dello sciame, previsto per il 12 agosto e quindi, la probabilità di osservarne una era minore.

  12. Amedeo dice:

    Anche ieri sera ho puntato il mio binocolo verso Giove e ho visto i quattro satelliti allineati, tutti da una stessa parte, è stato bellissimo!