II. La radiazione cosmica di fondo a microonde

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Nel 1959 gli Stati Uniti avevano posto in orbita il satellite artificiale dando l’avvio all’era delle telecomunicazioni. L’obiettivo era quello di riflettere – grazie alle caratteristiche della superficie di questo satellite – segnali radio lanciati da Terra. Allo scopo di effettuare alcuni esperimenti, nello stato del New Jersey venne costruita una grande antenna a forma di corno attraverso la quale i tecnici della Bell Laboratories della AT&T (nota società di telefonia) intendevano valutare le potenzialità di questo metodo di trasmissione a distanza dei segnali radio. Uno dei problemi che andava affrontato riguardava il rumore che poteva disturbare le comunicazioni col satellite Echo 1. C’era infatti qualcosa che non funzionava ed era un rumore di fondo fisso, una specie di leggerissimo fischio che disturbava sempre la ricezione.
Così i due studiosi provarono a pulire il dispositivo ed effettivamente videro qualcosa di anomalo: alcuni piccioni avevano nidificato proprio all’interno dell’antenna. Dato che il segnale pareva provenire uniformemente da ogni direzione del cielo, si pensò potesse essere il risultato del disturbo legato alla presenza di escrementi (“materiale dielettrico bianco”) di questi piccioni.
Dopo aver fatto pulizia e illusi di aver risolto il problema, i due scienziati tornarono al lavoro. Ma il fischio era ancora lì. Ovunque puntassero l’antenna, il fischio si faceva beffe di loro. Penzias e Wilson ancora non sapevano che quell’antipatico disturbo li avrebbe portati dritti verso il premio Nobel, che arrivò nel 1978.

Nel frattempo, a soli pochi chilometri di distanza, presso l’Università di Princeton, un gruppo di studiosi, guidati dal fisico Robert Dicke, aveva ricalcolato autonomamente ciò che Alpher e Herman avevano pubblicato tanto tempo prima, e si era messo a progettare un rivelatore capace di individuare la radiazione prodotta dal Big Bang. Venuti a conoscenza del misterioso rumore captato dal ricevitore della Bell, quegli studiosi lo interpretarono subito come la radiazione residua che stavano cercando. Se la sorgente era una radiazione termica, la temperatura doveva essere di 2.7°K, un valore molto vicino a quello stimato da Alpher e Herman.
Il fenomeno fu chiamato radiazione cosmica di fondo a microonde.

Continua…

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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3 risposte a II. La radiazione cosmica di fondo a microonde

  1. Francesca dice:

    Alcune volte le scoperte vengono davvero a caso… Poveri piccioni, che vengono sempre coinvolti: a Venezia e in moltissime altre città italiane nella sporcizia dei monumenti, nella diffusione delle malattie, nel loro moltiplicarsi velocemente. Ed ora anche in astronomia!!!

  2. Giulia dice:

    Conoscere un po' la storia di come sono avvenuti alcuni passi in avanti nella conoscenza del nostro Universo è interessante e mette in luce come l'intuito e la tenacia portino a scoprire alcuni misteri o problemi che si erano frapposti fra noi e l'esperimento.

  3. Monica dice:

    La radiazione cosmica è uno temi temi di cosmologia che più mi affascinano. E' quello che viene definito l'eco del Big Bang, una delle prove più spettacolari del fatto che l'Universo deve aver avuto un'origine..