VI. L’isotropia dell’Universo

 Universe_Galaxy Formation

Cerchiamo di chiarire il secondo punto.

Le osservazioni astronomiche mostrano che la materia ha una tendenza ad aggregarsi: le stelle si raggruppano in galassie, le quali si trovano frequentemente in piccoli gruppi e talvolta in grandi ammassi: questi ultimi, a loro volta, possono aggregarsi in superammassi. Ci si può chiedere allora se questa progressione continui indefinitamente su dimensioni sempre più grandi.
Gli studi diretti nella distribuzione spaziale delle galassie mostrano che l’ampiezza delle disomogeneità su scale dell’ordine dei 100 Mpc deve essere piccola (l’eccesso di densità tipico non deve superare il 2 o il 3%). I dati attualmente disponibili non sono però adeguati a rilevare disomogeneità su dimensioni ancora maggiori, dell’ordine delle migliaia di Mpc. E’ proprio l’isotropia del fondo di microonde ad assicurarci che l’Universo è notevolmente omogeneo su grandi scale. Infatti, ogni disomogeneità nella distribuzione di materia si traduce in un’anisotropia della radiazione di fondo. Concentrazioni di materia molto estese produrrebbero anisotropie in conflitto con i limiti posti dalle osservazioni, a meno che l’eccesso di densità ad esso associato sia molto piccolo.
In definitiva, quindi, l’isotropia del fondo di microonde ci permette di concludere che, nonostante la grandiosità delle dimensioni in gioco e la complessità dei dettagli rivelati dalle osservazioni, la struttura globale dell’Universo è sorprendentemente semplice e uniforme.

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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