Alessandra, l’ultimo amore di Galileo

 galileo
Riporto qui l’articolo del giornalista scientifico Piero Bianucci dedicato ad Alessandra Bocchineri, l’ultimo amore di Galileo. Lo potete trovare sul sito de La Stampa, del 7 giugno 2009:

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/scienza/grubrica.asp?ID_blog=49&ID_articolo=207&ID_sezione=72&sezione=
Leggendolo, ho avuto la sensazione di gossip estivo a 400 anni di distanza da questa storia, che rimane comunque una bella storia d’amore.

  
 di Piero Bianucci
 
Anche se non andarono mai a vivere sotto lo stesso tetto, per dieci anni Marina Gamba fu compagna assidua di Galileo Galilei . Donna sensuale e dalle forme abbondanti, negli anni felici di Padova gli diede in rapida sequenza le figlie Virginia (“nata di fornicazione” il 13 agosto 1600) e Livia (18 agosto 1601: appena un anno dopo) e infine il figlio Vincenzio (14 agosto 1606).

Di questa vicenda si parla spesso e si conoscono molti particolari: fu un amore carnale e travolgente, a modo suo fedele, finito con il trasferimento di Galileo da Padova a Firenze nel 1610. Marina continuerà comunque a ricevere da Galileo tramite Lorenzo Pignoria gli alimenti per Vincenzio fino a quando sarà abbastanza grande per raggiungere il padre nel Granducato di Toscana.

Sappiamo anche che Galileo frequentava con disinvoltura luoghi di piacere e che scrisse il goliardico poemetto “Contro il portar la toga” proprio perché gli dava fastidio essere riconosciuto come professore dell’Università quando faceva le sue scappatelle.

Poco invece si parla dell’ultimo amore di Galileo, quello crepuscolare per Alessandra Bocchineri. Non ha però trascurato questa tardiva storia d’amore Paolo Scandaletti, che ha appena ripubblicato, debitamente aggiornata, la sua biografia dello scienziato pisano “Galileo privato”, con prefazione di Margherita Hack (Gaspari editore, 236 pagine, euro 14,80).

Alessandra Bocchineri era sorella di Sestilia, moglie di Vincenzio Galilei, il figlio nato da Marina Gamba che Galileo aveva legalmente riconosciuto, cosa che non fece per le due figlie finite in convento. La famiglia Bocchineri era originaria di Prato, godeva di mezzi economici e ottima fama. Vincenzio aveva conosciuto Sestilia grazie ai rapporti di amicizia che suo padre Galileo aveva con Geri Bocchineri, fratello di Alessandra e Sestilia, addetto alla segreteria del Granduca di Toscana.

Quando, nell’estate del 1630, si innamora di Alessandra, Galileo ha 66 anni e molti acciacchi. Lei è una bella trentenne ma non le manca l’esperienza: uno dopo l’altro, tre mariti (Nati, Rasi e Buonamici) l’hanno già lasciata vedova, ha frequentato la corte ducale di Mantova, è stata al seguito di Eleonora Gonzaga e vissuto a Vienna. Abituato ad apprezzare soprattutto la carne, Galileo in Alessandra scopre il fascino dell’intelligenza femminile. Di lei scrive, dopo ripetuti incontri ad Arcetri: “sì rare si trovano donne che tanto sensatamente discorrino come ella fa”.

L’amore tra il vecchio scienziato e la giovane e raffinata donna di corte è soprattutto intellettuale, e forse ormai non poteva che essere così. Alessandra all’inizio cede al fascino di Galileo, poi saggiamente si ritrae per evitare uno scandalo che sarebbe pericoloso per entrambi. Ma Galileo insiste nel chiederle incontri: “Né mi opponga rispetto alcuno o sospetto o timore che mi possa per ciò sopraggiungere qualche turbolenza: perché in qualunque senso sia da terze persone ricevuto questo incontro o abboccamento, o sia giocondo o sia discaro, poco m’importa, essendo io assuefatto a soffrire e sostenere come leggerissimi pesi cariche molto più gravi”.

Alessandra, con Geri e Sestilia, sarà tuttavia vicina a Galileo nei tempi bui del processo per eresia e lo assisterà con affetto assai più dello stesso Vincenzio, che nemmeno risponde ai messaggi del padre.

Ad Alessandra, ormai a pochi giorni dalla morte (giorni “lunghissimi per il continuo ozio e brevissimi per la relazione ai mesi e agli anni decorsi, né altro mi resta di consolazione che la memoria delle amicizie passate, delòle quali poche cose mi restano”), Galileo rivolge il pensiero e porge un invito estremo, che lei respinge con gentile imbarazzo: “Io delle volte tra me medesima vo stipolando in che maniera io potrei fare a trovare la strada innanzi che io morissi a boccarmi con Vostra Signoria e stare un giorno in sua conversazione, senza dare scandalo o gelosia a quelle persone che ci hanno divertito da questa volontà”.

Ed ecco la risposta di Galileo: “(Invio) un cordialissimo grazie dell’affetto tanto cortese ch’ella dimostra verso la mia persona, e dell’ufficio di condoglienza col quale ella mi visita nelle mie miserie e nelle mie disgrazie. La prego a condonare questa mia non volontaria brevità e le bacio con affetto cordialissimo le mani”. E’ il Natale del 1641, l’ultimo di Galileo: morirà l’8 gennaio, quindici giorni dopo.

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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11 risposte a Alessandra, l’ultimo amore di Galileo

  1. Giulia dice:

    Margherita Hack ha presentato il libro a Grado qualche giorno fa: http://www.gasparieditore.it/news/galileo .
    "E' un libro molto interessante" dice la Prof.ssa Hack "descrive tutte le vicende di Galileo, anche le sue debolezze umane. Galileo cominciò a guardare il cielo con il cannocchiale nel 1609 e si accorse che la Luna è fatta come la Terra, ha montagne, pianure, crateri, mentre la filosofia aristotelica che dominava allora prevedeva che i corpi celesti fossero fatti addirittura di una materia eterea, diversa da quella terrestre".
    Galileo uomo e scienziato si mescolano in questo libro.

    Confesso che mi ha incuriosito non poco.

  2. Amedeo dice:

    Questo aspetto di Galileo non lo conoscevo, ma più del gossip in sè mi colpisce un aspetto che non dovrebbe esistere: il maschilismo puro. Se già fino a qualche tempo fa aveva il suo peso, figuriamoci a quei tempi! E' bello notare come Galileo abbia evidenziato le qualità intellettuali della giovane Alessandra. Una domanda: nel fumetto di Fiami, Le Vite di Galileo, si parla anche della vita privata di Galileo o solo di ciò che riguarda le scoperte e la scienza?
    Grazie. Amedeo

  3. Sabrina dice:

    Nel fumetto di Fiami si parla della vita privata di Galileo, in particolare della relazione con Marina Gamba, la compagna che gli diede tre figli e che non sposò mai. Nelle cronache del tempo, e che in questo articolo di Piero Bianucci è stato messo in risalto con uno stile perfetto, si racconta che Marina fu lasciata a Padova con i tre figli, quando Galileo partì per Firenze nel settembre del 1610. I rapporti con Marina continuarono, anche se lei andò sposa poco tempo dopo ad un veneziano. Nel tempo, probabilmente per il fatto che Vincenzo o le altre due bambine erano ancora piccole, Galileo mantenne un rapporto con Marina e in particolare con Virginia, la figlia che poi divenne Suor Maria Celeste, con la quale ebbe un contatto epistolare. Mentre le lettere di Suor Maria Celeste al padre Galileo sono tutte ben conservate (e pubblicate), quelle di Galileo alla figlia sono andate perdute.

  4. Amedeo dice:

    Interessante il discorso, vedremo quando verrà pubblicato! Pensa a quanto ignorante sono: non sapevo queste cose e del resto nei testi di scuola non ne parlano mai.

  5. Sabrina dice:

    Mi spieghi il discorso del "maschilismo" che non ho capito, Amedeo?
    Grazie.

  6. Amedeo dice:

    Certo. Nel passato le donne venivano relegate a ruoli minori, ovvero a stare in casa a fare pulizie, a cucinare per l'uomo e la famiglia. Fino a poco tempo fa questi erano lavori che venivano considerati "per donne": c'era in definitiva la categoria di lavori femminili e quella di lavori maschili. Ancora adesso, e lo so perchè ho avuto modo di parlare con un marocchino, il lavoro di sartoria è un compito prettamente maschile. Vorrei sbagliarmi, ma penso che anche al tempo di Galileo fosse così.

  7. Sabrina dice:

    Poche erano donne dell'epoca in cui visse Galileo che potevano permettersi lezioni di musica, di lettere o matematica, probabilmente però i loro discorsi potevano riguardare più la casa e gli aspetti femminili come il buongusto, il vestire, le acconciature e le frivolezze, che non temi come il cosmo e le osservazioni al cannocchiale. Sono convinta che con Alessandra, Galileo abbia avuto modo di parlare di questi aspetti per poter apprezzare pienamente la sua eloquenza e la sua intelligenza. Del resto, se una donna sa esprimersi bene, lo si coglie ieri come oggi.

  8. Monica dice:

    Bella storia…A me fa tenerezza pensare all'uomo Galileo nell'ultima parte della sua vita, quando abbandonato dai figli, una donna di quasi quarant'anni più giovane, ha avuto dei riguardi per lui. Spero non venga considerata badante, anche perchè, da quanto si legge, non pare abbia accettato quel ruolo (e del resto una signora del suo calibro non se lo sarebbe mai permesso). Però, una visitina gliela avrebbe potuta fare regalando qualche giorno in più di vita a quel povero e malato Galilleo.

  9. Giulia dice:

    A tutti è dato di vivere una seconda giovinezza. A tutti è dato di sognare.

  10. Francesca dice:

    E' una storia di un'altra epoca, ma è la storia della nostra. Gli amori si assomigliano, in fin dei conti.

    Sappiamo così tanto di lui ma vorremmo scoprire ancora molto sbirciando qua e là tra i suoi scritti. Peccato per le lettere perdute di Galileo alla figlia: il rapporto padre-figllia è sempre un rapporto speciale, soprattutto quando ci fa tornare in epoca che non abbiamo vissuto.

  11. Eleonora dice:

    Una storia inedita, credo. Ho letto qualche tempo fa il libro di Prandstraller, "Le galline padane di Galileo", dove si raccontava la sua giovinezza e i suoi amori. Anche lì, Galileo veniva rappresentato come un uomo passionale e affascinante sul quale l'occhio femminile si posava facilmente.
    Immagino che anche a 66 anni non fosse poi così male.