Un universo di emozioni: Carmine Scalzi (II parte)

Qui di seguito, la seconda parte dell’ a , collaboratore di Tutti Dentro. Si parla di fantascienza, di “Star Trek” e di molto altro.  Visitate il sito: http://www.tuttidentro.info per tutte le interviste.


StarTrek_EnterpriseLa splendida astronave Enterprise di Star Trek, disponibile sul sito : http://libmagazine.eu/wordpress/?p=2089 .

2. (II parte) – Carmine Scalzi, attore – Intervista del 12/06/2007

«Nella scienza sta il segreto della nostra esistenza»

Pensando a come ci si immagina il futuro, una delle cose che mi piace fare è andare indietro coi film fatti e vedere come si immaginavano i nostri anni. Una delle cose che mi ha sempre colpito è vedere come si immaginavano i computer, sempre con le schede perforate e non c’era l’idea del monitor dove veniva stampata la risposta…

Ti devo dire una cosa. Già negli anni Sessanta c’erano dei racconti in cui si paventava la mancanza di un supporto riguardo al contenuto. Ricordo un episodio di Star Trek in cui una razza aliena era talmente evoluta da aver abbandonato i propri corpi (ossia le strutture fisiche) ed essere assunta quasi a forme di energia. Quindi, già negli anni Sessanta c’era questa “corrente di pensiero” in base alla quale i supporti venivano abbandonati rispetto al contenuto. Quindi, figuriamoci una forma vitale come pura energia e non il corpo… E’ quello che succede ai giorni nostri: pensiamo ai supporti magnetici, ai CD rom… Ora ci sono gli mp3 e fino a qualche anno fa era impensabile che dati coerenti venissero compressi (coerenti nel senso che vengono poi compressi in una lunghezza d’onda coerente perché è una canzone). E questo era impensabile fino a qualche tempo fa… E questo mi fa venir in mente il teletrasporto, cioè una qualche cosa viene trasformata in informazioni che poi prende forma, per esempio riprende la forma iniziale. E’ una cosa che mi affascina moltissimo.

E’ vero. E’ la cosa più affascinante di Star Trek e ancora oggi a distanza di tanti decenni continua ancora a far discutere il teletrasporto. Quando si pensa al teletrasporto, nell’immaginario collettivo, si pensa subito al Capitano Kirk  quando scende sui pianeti…

Ti ricordi Il film Tron, della Walt Disney? In questo film un personaggio viene catapultato nel mondo del computer attraverso un macchinario, un teletrasporto… E anche questo è fantastico.

Erano anni quelli nei quali sembrava che con i computer potesse succedere un po’ di tutto. Mi ricordo il film Io e Caterina con Alberto Sordi; c’era questa idea che da lì a pochi anni i computer avrebbero fatto da “servitori”, invece sappiamo che tecnologicamente parlando sappiamo che non è stato così…

Il discorso della macchina in forma umana che possa fare da servitore come ne “Il Dormiglione” di Woddy Allen  ha ceduto il posto ad una cosa molto più affascinante, cioè a intelligenti artificiali che possano aiutare l’uomo, però in maniera passiva, nel senso che l’essere umano ha il dono dell’essere attivo, di interagire con un mondo di intelligenti artificiali e, in quanto artificiali, non possono avere un input che non sia esterno.
Però, ritengo che il futuro ci possa dare qualche sorpresa da questo punto di vista. Non dimentichiamo che uno scrittore di fantascienza e anche scienziato, Isaac Asimov, che formulò le leggi della robotica, postulava l’esistenza degli androidi  che avrebbero potuto essere benissimo scambiati con esseri umani. Secondo me il futuro è questo. Il futuro è tante cose e anche questo, ossia una compresenza di un’altra razza: razza androide con proprie emozioni. Il futuro è proprio affascinante.

Ritorniamo sul set. E’ al via una nuova fiction sulla vita di un giovane astronomo che farà la scoperta del secolo e tu sei il protagonista. Puoi scegliere tu come interpretarlo.

Io ho l’idea romantica dello scienziato, assolutamente introverso nel momento della socializzazione, con le persone e assolutamente geniale e pazzo nel momento dell’elaborazione dei dati quando li confronta, o nel momento in cui osserva spazio. Quindi, penso che lo interpreterei in maniera opposta a seconda delle situazioni: quindi, assolutamente schizofrenica e convulsiva come interpretazione. Molto timido con dei problemi di socializzazione e assolutamente estremo nei comportamenti all’interno del suo habitat.

Cosa vorresti scoprire?

Vorrei scoprire due cose: la prima è il teletrasporto, una cosa che mi ha sempre affascinato, anche perché io ho paura dell’aereo e quindi vorrei incentivare gli scienziati anche all’ascolto a scoprire questo benedetto teletrasporto. E poi vorrei scoprire qual è il segreto della nostra esistenza, il perché si deve morire, il mistero del dolore, trovare la chiave di tutto questo… Quindi uno scienziato quasi stregone, mago, sensitivo o medium, che però arriva a trovare la chiave di questo mistero dell’esistenza.

Quindi, secondo te, scienza e stregoneria vanno di pari passo?

Nei secoli scorsi era la stessa cosa e mi dispiace che oggi ci sia questo discrimine, questa separazione, sebbene naturalmente non si possa più dire che un cartomante possa assurgere al ruolo di scienziato o cose varie, però, credo che una delle cose più pericolose sia lo scientismo… Quindi una via di mezzo tra due campi dello scibile, o comunque della conoscenza, anche perché io ho sempre pensato che un’aprioristica dogmatizzazione di canali di pensiero sia un limite anche per lo scienziato.
Io ho sempre pensato questo: chi si spinge con lo sguardo molto in alto, molto in profondità verso un estremo, non sta facendo altro che spingersi verso il contrario, verso l’opposto, e quindi chi guarda moto in alto sta guardando anche in basso. L’astronomia o il pensiero verso dati pratici, sia la concretizzazione di dati teorici ma sia anche praticamente l’opposto, come il bene o il male, l’alto e il basso. Per me è la stessa cosa. Quindi, mi sembra una cosa a metà studiare un dato e non studiare l’altra faccia del dato, perché è un’altra faccia dello stesso dato… Ma questo in tutti i campi dello scibile e di quello che si vuole conoscere, non solo nell’astronomia o nella filosofia. Ad esempio, nella recitazione: quando si insegna la recitazione non ti possono insegnare solamente i caratteri buoni, perché per arrivare al buono, devi capire anche il cattivo, che è il contrario, perché fanno parte della stessa faccia. Come la vita e la morte. Se guardi la vita, pensi alla morte, se guardi la morte pensi alla vita.

Grazie Carmine.

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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2 risposte a Un universo di emozioni: Carmine Scalzi (II parte)

  1. Francesca dice:

    Anche se la fantascienza non mi piace molto, penso che questa intervista sia davvero interessante.

  2. Giulia dice:

    Anch'io vorrei che il teletrasporto diventasse realtà, per andare velocemente al lavoro senza fare la coda come nei negozi. Terribile!

    Un mondo in cui le macchine soppiantano il genere umano, però, mi piace molto meno. La Terra deve rimanere ai terrestri, le macchine possono aiutarci ma non prendere il sopravvento. Sarebbe terribile se ciò capitasse.