Un universo di emozioni: Massimo Polidoro

è famoso per le sue indagini per svelare ciò che sta dietro ai falsi miti e alle superstizioni, ai misteri di oggi e di ieri. Grande scrittore e membro del CICAP, ha accettato l’ a “Tutti Dentro” e oggi ve la ripropongo. Per ascoltarla, visitate il sito: http://www.tuttidentro.info . La sua pagina web è linkata qui accanto, sul Blog di Tutti Dentro, nella sezione “Amici”.

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4. Massimo Polidoro, giornalista scientifico e scrittore, membro del CICAP – Intervista del 05/11/2007 – Puntata 15

«Spesso la banalità di certi eventi può deludere chi è in cerca di misteri dietro ad ogni angolo»

Abbiamo accennato in questa puntata ad alcuni misteri, quali «non siamo mai stati sulla Luna» con delle prove che poi tanto prove non sono, oppure l’Area 51… Perché di fronte, tutto sommato, all’evidenza c’è la necessità per forza di cercare il mistero o il complotto, secondo te?

E’ una strada facile, una scorciatoia che in qualche modo ci semplifica le cose, perché analizzare tutti gli elementi e farsi un’idea precisa richiede tempo, fatica, e sforzi che non tutti sono disposti a fare. Poi, tante volte, il pensare ad un complotto, il pensare a qualche organizzazione superiore che riesce a manovrare i fili in maniera perfetta facendoci vedere le cose come vorrebbero che fossero e in realtà non sono, ci solleva anche da tanti problemi morali. Pier Paolo Pasolini diceva: «Il complotto ci fa delirare, perché ci libera da tutto il peso di confrontarci da soli da tutto il peso della verità», cioè tante volte la verità è molto più banale ma anche molto più terribile quando si va a vedere il male che c’è, a volte, dietro a certe stragi, a certi eventi tremendi… Forse pensare ad un complotto, in qualche modo, ce lo fa sembrare più lontano da noi, invece accettare che è stato realizzato da qualche balordo, o delinquente e anche in maniera molto semplice, il che significa che potrebbe essere rifatto.

Tra l’altro, questo mi fa pensare ad un evento clamoroso di qualche tempo fa: su un forum si discuteva dell’«evento Tunguska» del 1908, quell’esplosione che avvenne in Siberia, esplosione che si diceva fosse stata prodotta da un ufo disintegrato in volo, oppure un esperimento atomico. In realtà, poi, dei ricercatori italiani hanno trovato delle prove molto forti che sicuramente è stata l’esplosione di un meteorite in volo. In questo forum, nonostante venissero presentate queste prove, c’era un ragazzo che insisteva a dire che invece si era trattato di un ufo. Alla fine si è arrivati ad un compromesso: praticamente, lui è arrivato ad ammettere che poteva non essere un ufo, purché invece di dire che era stato un meteorite si dicesse: «Forse è stata una particella di antimateria, forse un mini buco nero o forse qualche altra cosa…». Il compromesso è stato questo! Purché non si dicesse la cosa più banale del meteorite… E quindi, questa necessità di dover sognare c’è sempre, in qualche modo, in noi.

Sì… Di sognare e comunque di voler vedere le cose in maniera più romantica e più complicata, a volte, di quello che è in realtà. Spesso la banalità di certi eventi può deludere chi è in cerca di misteri dietro ad ogni angolo.

Tu hai un caso clamoroso, non so di avvistamento ufo o anche di fantasmi, che si è rivelato un falso clamoroso magari in buona fede?

Ma ce ne sono tanti… Al CICAP ne abbiamo analizzati tanti di avvistamenti piuttosto che di fotografie di fantasmi o altri documenti di questo tipo. Sono quasi tutti fatti in buona fede, devo dire: qualcuno fotografa qualcosa, fa delle riprese o registra delle voci o dei rumori. Poi li interpreta come gli sembra corretto e il più delle volte si tratta di errori di percezione proprio perché il nostro cervello è costruito in modo da cercare un significato nelle cose ambigue, quindi nelle immagini ambigue, nei suoni ambigui, eccetera, proprio come quando guardiamo le nuvole e cerchiamo di vederci delle figure o delle forme che hanno un significato. Allo stesso modo, passa in cielo un qualcosa, lo vediamo solo per un istante, ecco che iniziamo ad elaborare e immaginare chissà quali astronavi stanno solcando i nostri cieli. E’ un meccanismo del tutto naturale e che non significa che siamo pazzi se vediamo queste cose, nemmeno che siamo dei mitomani. Semplicemente, non abbiamo tutti gli elementi per giudicare ma siamo portati a trarre delle conclusioni infondate.

Anni fa una mia amica, sapendo che studiavo astronomia, insisteva che la sera prima aveva visto un ufo in cielo e, da come lo descriveva, sembrava un enorme globo luminoso fisso in cielo, per tutta la notte. La sera dopo mi chiamò dicendo: «Guarda, guarda, vai sul balcone… Eccolo là, eccolo là» e si trattava del pianeta Venere…

Questo è un classico!

Sì, ma da come lo descriveva, sembrava una sfera infuocata, ferma che la fissava dall’alto. E’ vero che in buona fede ci si lascia un po’ suggestionare…

Certo…

Grazie Massimo.
Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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Una risposta a Un universo di emozioni: Massimo Polidoro

  1. Francesca dice:

    Che immaginazione che devono avere le persone per immaginare un ufo osservando il pianeta Venere!

    Qualche sera fa sul telegionale hanno mostrato delle immagini di UFO sopra i cieli italiani (non ricordo dove, esattamente). La spiegazione più banale è stata data quasi subito: le luci della discoteca vicina che proiettava i propri fari nell'atmosfera.
    A volte scoprire una verità è molto più scontato di quanto si pensi.