Il Paradosso di Olbers (III parte)

 
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Una delle prime ad essere considerate, proprio da Chesaux, è stato il supporre che esistesse una grande quantità di polvere interstellare. Questa potrebbe impedire all’osservatore di vedere le stelle più lontane. Infatti, è ben noto che l’osservazione di oggetti a bassa latitudine galattica, vicini cioè al piano della nostra Galassia, è veramente problematica a causa delle polveri presenti. Ad esempio, negli studi della distribuzione delle sorgenti extragalattiche, tali regioni vengono deliberatamente escluse per evitare effetti sistematici nell’analisi statistica dei dati. Dal punto di vista del paradosso di Olbers, però, questa giustificazione è semplicemente sbagliata. Infatti, qualsiasi materiale assorbente, dopo un periodo sufficiente, si porterebbe in equilibrio termodinamico con la luce che lo colpisce e perciò inizierebbe a sua volta ad emettere tanta energia quanta ne riceve, ricreando nuovamente il problema di partenza.

Una seconda spiegazione possibile è che il nostro Universo, nonostante le sue dimensioni infinite, abbia solamente un numero finito di stelle. Le stime osservate della quantità di materia luminosa sono talmente grandi da non permettere la soluzione del paradosso: anche in questo caso, il cielo sarebbe luminoso anche di notte!

Nel XIX secolo Herschel propose per prima la cosiddetta soluzione gerarchica del paradosso, ripresa poi da molti altri astronomi fino all’inizio del XX secolo. Il modello si basa sull’idea kantiana di una gerarchia di ammassi di dimensioni crescenti e propone che il nostro Universo osservabile non sia altro che uno di una serie di Universi innestati l’uno sull’altro, come una grandissima scatola cinese.
Si può mostrare che, se gli ammassi di dimensioni più grandi fossero sufficientemente meno densi di quelli piccoli, questo potrebbe risolvere il paradosso.

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Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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