Un universo di emozioni: Alessandro Benvenuti (I parte)

Molto profondo il pensiero che ci ha lasciato nell’ a Tutti Dentro, mandata in onda alla vigilia di Natale del 2007. Per questo, il tema che avevamo scelto era , come spesso viene indicata la cometa che avrebbe guidato i Re Magi dal Bambino Gesù. E che forse fu un allineamento planetario.

Natale_Roberto Mangosi

Un ringraziamento speciale a Roberto Mangosi per avermi dato la possibilità di pubblicare questa vignetta.  Potete trovare il meglio del suo lavoro su “Ridere è una cosa seria” disponibile alla pagina:http://enteroclisma.blogspot.com/  e su “Blog A 2” con Lino Giusti su:  http://crepapelle.blogspot.com/ . Immagine disponibile alla pagina:  http://enteroclisma.blogspot.com/2007/12/buon-natale.html .

 

6. Alessandro Benvenuti, attore e drammaturgo – Intervista del 06/12/2007 – Puntata 19

«Qualunque cosa sia stata, è nata per una ragione che io voglio pensare legata al bene, alla speranza, al desiderio di vedere le cose in positivo, ma credo che soprattutto il termine «speranza» sia forse quello che sento più intimamente giusto legandolo a questo fenomeno»

Ti sei mai fatto la domanda: «Che cos’era la stella di Natale?»

Sì, me la son fatta! Ho avuto delle risposte immediate, per cui fin dall’età di 18 anni è stata la cometa, il segno che ha portato alcune persone titolate verso una grotta, dove c’era una persona molto importante che avrebbe cambiato il corso della storia. E poi, per un po’ me la sono dimenticata, non aveva più molta importanza. Poi uno inizia a farsi molte domande, e quindi credo comunque che possa essere stato il bisogno di vedere un qualcosa che in quel momento doveva essere storicamente visto.
E’ un tema affascinante ma che offre tante interpretazioni a seconda dei bisogni che uno ha di raccontarsi le cose come meglio crede. Io fondamentalmente credo che sia un grande oggetto simbolico di discussione. Non sono molto erudito in materia e vi faccio io una domanda a voi: è scientificamente provato che vi fu questo fenomeno astrale?

Ci sono varie ipotesi, diciamo che quella più plausibile ma non certa è un allineamento planetario. Cioè, dato per certo che c’è stato un allineamento tra Marte, Giove e Saturno, che vuol dire che in prospettiva i tre puntini sembravano toccarsi e siccome ognuno di questi tre pianeti aveva un significato in termini astrologici allora probabilmente, per chi guardava il cielo all’epoca aveva un significato particolare vedere questo evento in cielo, anche perché non è un evento molto comune. Ed è avvenuto intorno al 3 a.C. Poi, che sia stato quello, che non sia stato niente, neanche noi non lo sappiamo..

Senza fare quello che vuole eludere la risposta, credo che sia anche perché non ho una risposta. Così sgombro il panorama da ogni dubbio… Credo sia un qualcosa che ha a che fare col bisogno che l’uomo ha di raccontarsi delle cose che servono fondamentalmente all’uomo. Quindi, qualunque cosa sia stata, è stata una cosa nata per una ragione che io voglio pensare legata al bene, legata alla speranza, legata al desiderio di vedere le cose in positivo, ma credo che soprattutto il termine «speranza» sia forse quello che sento più intimamente giusto legandolo a questo fenomeno. In fondo, è un fenomeno di fede, è legato ad un evento che tutt’oggi smuove nel bene e nel male miliardi di persone, e quindi è difficile parlarne con distacco ed è difficile anche parlarne senza appunto entrare nel campo della fede, quindi del probabile e dell’improbabile, del certo e dell’incerto. Quindi si resta in questo ambito. Per me come simbolo è tornata ad avere un senso in cui, fatta con l’assoluta complicità di mia moglie, lo devo riconoscere, il Natale, per la mia prima figlia Camilla è tornato ad essere una festività con un significato preciso. E a quel punto, che da tanti Natali non festeggiavo, dato che il Natale era confinato come drammaturgo nello spettacolo «Benvenuti in casa Gori» che racconta, appunto, un pranzo di Natale – il mio spettacolo di cult che porto in giro da vent’anni – ecco che grazie a Camilla e poi dopo a Carlotta e poi dopo a Teresa, questo simbolo e con tutto quello che ne consegue, è tornato a far parte della nostra famiglia, ossia una storia che in qualche modo poteva e doveva essere ancora una volta raccontata. Adesso, se si va a chiedere a Camilla, a Carlotta e Teresa che cos’è per loro questa stella, forse anche loro hanno una risposta diversa rispetto a 15-18 anni fa, l’età della mia prima figlia. Quindi, credo che tutto sommato, si debba dire che questa come risposta è più che bastante. Senza chiedersi troppi perché.
Fine prima parte.
Grazie Alessandro.

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

Taggato , , . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

I commenti sono chiusi