Un universo di emozioni: Alessandro Benvenuti (II parte)

Qui di seguito, la seconda parte dell’ ad realizzata in occasione del Natale 2007. Con lui a Tutti Dentro (http://www.tuttidentro.info) abbiamo parlato della Stella di Natale, la cometa che seconda la tradizone ha guidato i Re Magi alla Grotta di Betlemme per adorare Gesù Bambino.

re magi stella cometa
6. Alessandro Benvenuti, attore e drammaturgo – Intervista del 06/12/2007 – Puntata 19

«Probabilmente è stata una valvola di sicurezza, un qualcosa che è servito per dare un sogno in più alle persone.  »

 

Come artista sei davvero molto impegnato. Ci stiamo chiedendo dove trovi tutte queste forze ed energie…

Le energie si trovano, perché è una lotta continua contro il «pressapochismo», la banalità, il senso del ridicolo che permea tante azioni e tanti fatti che avvengono in Italia, da quelli politici a quelli non culturali, alla gestione dei cervelli delle persone e alla non gestione. E’ un’Italia brutta quella che noi viviamo in questi anni, per cui il compito di un’artista, se tale è, è quello di difendere il bello e questo ve lo dico con la solita frase, con molta umiltà: io sono umile di mio, perché mi hanno insegnato dei principi morali che mi portano ad esserlo, per cui non ho bisogno di dirlo, anche se purtroppo l’ho già detto, però sono piuttosto orgoglioso nel rivendicare una lotta armata contro la deficienza. Allora uno si deve dar da fare, perché per quel poco che conta il tuo nome, per qualcuno sei un punto di riferimento, anche se un punto di riferimento piccolissimo. Però di fatto, se si può dare un piccolo esempio, che può fare una persona, un singolo, un artista, una persona che ha un po’ di visibilità, se non cercare di dare un esempio che non sia un esempio di imbecillità o di disonestà, perché tanto questi sono valori che già sono apprezzatissimi da una grande quantità di persone oggi in Italia. La prepotenza, la sopraffazione, l’essere assassini il giorno prima e modello il giorno dopo… E’ una cosa alla quale oramai si stanno abituando i nostri figli, le nostre figlie, ed è una cosa non solo deprimente ma pericolosissima. Per cui, io mi do tanto da fare perché c’è tanto da fare. Sono in trincea, come i veri artisti ma si sta in trincea cercando di difendersi dagli attacchi della stupidità. Ora, senza voler sembrare nulla di più di una persona normale, che cerca di fare nel migliore dei modi possibili, è quello di cominciare da un sito internet per dire il proprio mestiere.

Tra l’altro quando apri il tuo sito c’è una frase di Thomas Unknown che dice: «Noi siamo il nuovo che avanza e quando ci toccherà indietreggiare lo faremo con un’eleganza tale che farà epoca». Questa è una frase molto bella…

Si dice che in genere se uno ha vissuto o bene o male lo si vede nell’ultimo istante di vita, però questa frase vuol dire: «Beh, sì dai, me lo sono meritato il passaggio…», cioè «Cerchiamo di vivere e di morire  –scusate il termine – con eleganza» che è quella che oggi manca all’Italia, ossia che manca a tutte quelle persone che dovrebbero dare l’esempio e si fanno vedere in televisione, che si propongono come modelli di vita, di pensiero e dell’agire e che tutto hanno fuorché l’eleganza. A me piace molto lo stile, l’eleganza, non perché sia chi sa chi di snob…Perché semplicemente nella semplicità c’è una grande eleganza e quindi, quella frase vuole significare questo.

Sai, Alessandro, devo dire che hai anticipato con le tue risposte alcune delle domande che volevamo farti: da quella su un tuo pensiero sulla fantascienza in teatro a quella sulla situazione attuale, di imbecillità. Hai usato un termine, secondo me, perfetto perché viviamo in un paese dove ci capita di intervistare nella nostra trasmissione ricercatori che vivono con 800 euro al mese e neanche sicuri perché da un anno all’altro possono essere mandati a casa  e, viceversa, persone che si ubriacano, ammazzano altre persone e diventano modelli. E’ un paese davvero dei controsensi questo dell’Italia. Purtroppo, controsensi anche abbastanza squallidi.

Sì, è la tristezza di tutti i giorni, è il pensiero di una tristezza incombente, come ne «La Storia Infinita» l’avanzamento del Grande Nero che mangia tutto. Sai, dove c’è mercato le regole le detta il mercato, senza poi volere demonizzare tutti gli aspetti, perché in nessuna attività umana esistono solo aspetti negativi: in tutte le attività umane ci sono il pro e il contro, c’è il buono e il cattivo, c’è il bianco e il nero… E’ che qui c’è una corsa al nero da far paura! Perché, sembra che sia il colore dominante, che tira di più. E’ anche vero che c’è «un concorso di colpa», per citare un film che ho fatto come attore, di tutte quelle persone, da incominciare dai mezzi di informazione, che godono nel poter dare notizie di colore nero perché sanno che in qualche modo hanno più successo di quelle di colore bianco, che è un altro segno tristissimo dei tempi che corrono. D’altra parte è cosi: il mercato vuole questo. Vuole lo scandalo, vuole il gossip, vuole i video scioccanti, vuole sempre di più entrare nell’intimità delle persone per rendere spettacolare qualunque evento della vita, essendo capaci di costruire un vero spettacolo di fantasia perché in questo caso è la fantasia che viene uccisa. Quando noi si fa vedere le cose in televisione, che è anche giusto che ci siano ma limitati a quelli che sono i canali di informazione o le cose che si occupano di documentarismo. Non si può far diventare la vita della gente uno spettacolo di varietà perché vuol dire rendere ridicolo, togliere l’anima alle persone, vuol dire renderli tutti personaggi, ed è questa la cosa più drammatica: è la cosa che ci fa dimenticare il senso del pudore, il senso della vergogna che, invece, sono delle valvole di sicurezza importantissime per un essere umano. Provare vergogna è importantissimo, perché uno che non prova vergogna o non sa più provare vergogna – perché i modelli vincenti sono quelli sfrontati che non solo non provano vergogna ma fanno quello che gli pare – vuol dire rendere l’uomo più vicino alla bestia, disinibirlo completamente. La disinibizione è una conquista, non può essere una roba che tu hai, così, per moda, o perché qualcuno te la spaccia come senza controindicazioni, che viene data così a tutti… Non è così. Non si può dare a tutti tutto, perché ognuno di noi è predisposto e preparato a sopportare qualche cosa, non tutto. Il dover sopportare tutti, il dover sopportare tutto vuol dire far esplodere il cervello delle persone, vuol dire togliere la sicurezza alle persone. Abbiamo iniziato parlando della stella di Natale perché probabilmente la stella di Natale è stata una valvola di sicurezza, è stata un qualche cosa che è servito per dare un sogno in più a delle persone. Che poi per talune persone questo sogno sia diventato un incubo, perché attraverso questo sogno poi un’intera Chiesa è diventata una massacratrice, come tutte le Chiese che massacrano coloro che pensano in modo diverso a dei diversi, però di fatto nel momento in cui è nata, è nata probabilmente come un qualcosa di cui l’uomo abbisognava per farsi forza, perché la notte era troppo fredda e buia, perché il futuro era troppo spaventoso, per tutti questi motivi che sono tutti motivi umani e legittimi, non si va a giudicarli e fanno parte dell’uomo.

Grazie Alessandro.

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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5 risposte a Un universo di emozioni: Alessandro Benvenuti (II parte)

  1. M. dice:

    Beh Sabrina ti devo ringraziane di nuovo per l'ennesima volta…mi hai dato la possibilità di leggere queste bellissime parole di Benvenuti…grazie per il lavoro che fate!!!!

    • Sabrina dice:

      Il regalo più bello lo hai fatto tu a me, leggendo il post. Ti ringrazio di cuore e non mancherò di farmi sentire presto anche sul tuo Blog, dove trovo sempre spunto per riflettere! Grazie!

  2. Monica dice:

    E' stata proprio una bella intervista. L'avevo sentita anche per radio…

  3. cchiara dice:

    faa schifoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

    • Sabrina dice:

      Rispetto i punti di vista, ma gradirei capire il perchè, visto che un commento su un proprio blog fa sempre piacere anche se non si è sempre d'accordo con le idee degli altri. Perlomeno, io le rispetto.
      Grazie. Sabrina