Un universo di emozioni: Jocelyn

Jocely, un’altra grande personalità che ha toccato il mio cuore. Ho un ricordo bellissimo dell’ che ho realizzato insieme al mio collega Luca. La sua splendida è alla pagina di Tutti Dentro: http://www.tuttidentro.info .

 La Terra

8. , Regista, autore televisivo e conduttore – Intervista del 16/02/2008 – Puntata 32

«Il pianeta va preservato, dobbiamo essere molto attenti a quello che facciamo»

 

In questa puntata parliamo del nostro pianeta, Tutti Dentro tratta di spazio e di cielo, in particolare parliamo del fatto se il nostro pianeta ci fa stare veramente al sicuro dai pericoli dello spazio esterno oppure no. Siccome nelle tue trasmissioni, spesso e volentieri, facevi esperienze abbastanza «dinamiche» allora abbiamo pensato che potevi essere un ospite adeguato per questo argomento.
Quanto punti gli occhi verso il cielo provi mai un senso di sgomento per quello che puoi immaginare là fuori, oppure un senso di solitudine? O che cos’altro?

La tua domanda mi fa molto piacere perché io sono un grande osservatore della natura. Avendo anche la passione per la fotografia, passo molto tempo a fare dei tramonti e, delle volte, cerco di avere tramonti con la Luna, che sono una mia specialità. E devo dire che questo mondo che ci circonda, lo spazio e l’infinito, mi riempiono di gioia. Da un’altra parte mi ribello davanti alla cattura dell’acqua potabile da parte di molte nazioni e, soprattutto, di imprenditori privati, per citarne uno, Bush, che tolgono a dei paesi come il Guatemala per esempio, l’acqua e per la diffusione di malattie che derivano dall’acqua non potabile…  Queste sono le cose che mi rendono triste e che mi fanno arrabbiare veramente, perché l’acqua è una delle nostre ricchezze, che viene sprecata o commercializzata, l’acqua è di tutti, è un bene di tutti e deve essere un bene che praticamente la Terra ci dà. Di risparmiare l’acqua per noi è importante, anche nei piccoli gesti di tutti i giorni, come per esempio, quando ci si fa la barba (che non è nel tuo caso, Sabrina), conviene utilizzare il lavandino riempito d’acqua e non lasciarla correre dal rubinetto; quando ci si lava i denti o ci si fa la doccia vale la stessa cosa… Sembra un questo piccolo gesto che possiamo fare ogni giorno: prima di tutto, a livello di denaro, sulla fattura è importante, ma, è soprattutto un gesto che permetterebbe di preservare il nostro pianeta e permetterebbe ad altre nazioni di approfittare di quest’acqua. Invece, per quanto ci riguarda, noi sprechiamo molto questo bene. Scusate. Sono partito sull’acqua, ma l’acqua è uno dei tanti temi come tanti altri, come per esempio il fatto di avere un telefonino e di cambiarlo ogni 2×3 e di buttarlo. La bachelite che utilizziamo all’interno del telefono è qualcosa che togliamo ai paesi cosiddetti sottosviluppati. Parliamo di tante situazioni come il Darfur e altro e sono delle situazioni del pianeta. Il pianeta va preservato, dobbiamo essere molto attenti a quello che facciamo. Io non sono un «verde arrabbiato», sono solamente una persona che osserva e che osserva tanto. E vedo delle volte uno spreco nella società di consumo veramente al di fuori delle norme. Dunque, questo crea di conseguenza, delle violenze, delle guerre, delle situazioni molto sgradevoli che mettono in pericolo la nostra vita, il nostro futuro.

Questa tua riflessione personale apre la strada alla mia domanda: ti senti al sicuro sul pianeta Terra?

Non è che ho tanta scelta… Non è che posso andare su un altro pianeta… Dunque, mi devo accontentare, me lo devo far sentire sicuro, me lo devo far sentire mio, altrimenti non so che cosa potrei fare… Ma devo dire che ogni tanto penso: «Ma qual è il punto più sicuro del mondo?». Eh, non c’è. Un posto vale l’altro, non c’è un punto più sicuro dell’altro. Può darsi, ed è ancora è tutto da verificarsi, la Nuova Zelanda, che è un po’ l’Italia alla rovescia, essendo dall’altra parte del mondo. O l’Australia, ma ha altre problematiche… Però, è a 32 ore di volo, non è che uno può fare la spesa in Italia e andare a dormire in Nuova Zelanda.

Se ti fosse data la possibilità di un viaggio verso un pianeta del sistema solare che cosa faresti?

Non mi interessa veramente più di tanto. Sapendo praticamente con certezza perché ora possiamo sapere se i pianeti sono abitati o non abitati, non vedo un pianeta che è un paradiso come può esserlo la Terra.  Dunque, non sono stimolato ad andare verso un altro pianeta. Se lo faccio, lo faccio per sportività, per fare qualcosa, come uno scalatore che va in vetta ad una montagna. Vuol dire che uno ha una soddisfazione personale ma tanto non ha dato niente e non ha ricevuto niente…

Dici che «Andare tanto per andare» non conta, ci dovrebbe essere uno scopo ben preciso?

Assolutamente, perché è un dato sportivo quello di andarci, ma un dato pratico non c’è.

In questa intervista è venuto fuori un Jocelyn diverso da quello che ci ricordavamo in televisione perché è un Jocelyn non solo molto riflessivo ma anche molto attento a ciò che ci circonda. Quello che dovremmo essere un po’ tutti quanti. La televisione a volte non fa emergere questi lati, vero?

Non fa emergere perché uno fa un lavoro, fa qualcosa in una direzione, non è che deve dimostrare tutta la sua scienza. E poi io ho una frase mia, che ripeto da quando avevo 16 anni: «La cultura è come la marmellata: meno ne hai e più la spalmi». Dunque, per quanto mi riguarda la mia cultura, se cultura ne ho, non è che la metto in vetrina ogni 2×3, se faccio una trasmissione di giochi parlo del gioco…

Sì… Forse non è tanto la televisione, ma noi che la guardiamo che veniamo un po’ tratti in inganno e pensiamo che sia tutta lì la realtà, non è così, è solo una parte…

Non è così, la televisione è una lente di ingrandimento ma bisogna saperla leggere. Si capisce immediatamente se qualcuno ha la stoffa o se non ce l’ha, anche nel modo di indirizzarsi e di parlare con gli altri. Sai, è un po’ come con la radio. La radio per me è un grande amore, il secondo amore (perché ho cominciato col teatro e per questo che è il secondo), perché la radio è praticamente la televisione senza telecamere, sono le nostre voci, il nostro modo di essere, il nostro modo di porsi su questo mezzo che fa andare la fantasia di chi ci ascolta. Vuol dire che la nostra voce diventa immagine, diventa immaginario, diventa fantasia. E’ dunque importante il modo di indirizzarci alla gente con errori, con balbuzie, con tutto quello che essere un essere umano ma che fa anche la sua personalità.

Grazie Jocelyn.

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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