Un universo di emozioni: Roberto Giacobbo

, presentatore di “Voyager“, programma televisivo dedicato ai misteri e a tutto ciò che ancora non è stato svelato completamente. La sua originale la trovate su http://www.tuttidentro.info .

 Alieno su Marte

La statuetta su Marte. Disponibile su: http://www.beliceweb.it/alveare/leggi_ext.php?a=articoli/mistero&i=marte_immagini_nasa.htm

10. Roberto Giacobbo – conduttore televisivo di «Voyager» – Intervista del 11/03/2008 – Puntata 37

«Abbiamo avuto la grande fortuna di avere la vita»

 

Quello che vedete in televisione, oltre ad essere il mio lavoro, è anche la mia passione, quindi per me lavorare seguendo certi temi è una fortuna. Lo facevo già da prim, senza dover poi rappresentare tutto quello che ricercavo e per le cui cose mi impegnavo. Fuori da questo, devo dirti la verità, non c’è moltissimo tempo dato che solo quest’anno dovremmo registrare 24 prime serate prima del 31 dicembre, oltre alle 31 puntate per ragazzi, tenendo conto che noi produciamo da soli tutto questo. Quindi, il poco tempo che mi avanza lo dedicato alla famiglia, alle mie tre bambine e a mia moglie, con la quale riesco ogni tanto a rubare del tempo per fare cose che, devo dire la verità, mi piacciono tantissimo. Stare con loro, per me, è ancora la cosa più bella che posso fare.

Certo. Quindi non sei tra quelli che hanno sacrificato la propria vita privata per dedicarsi esclusivamente al lavoro? Questo ci fa piacere, comunque, sia chiaro.

Ho avuto la fortuna di aver sposato un’autrice, facevamo gli autori ancor prima che nascesse «Voyager» e abbiamo creato insieme «Stargate» quando era ancora su «La 7» e quindi è stato proprio un percorso di vita che incidentalmente ha coinciso con il lavoro.

Ma quand’è nata la tua passione per tutto ciò che è il mistero? E’ una cosa che avevi innata dentro di te?

Il mistero, legato poi in questo caso, alla storia dell’archeologia… Io sono stato uno di quei bambini che faceva tante domande e, quindi, non mi accontentavo mai di quello che mi veniva raccontato perché mi venivano dei dubbi e questo non è altro che mistero. Forse la vera differenza di «Voyager» e dei programmi che ho scritto, perché io sono sempre un autore prestato alla conduzione… Ho iniziato a fare l’autore molti anni fa. «Voyager» è un programma di domande a caccia di risposte: non è un programma di risposte, dove qualcuno si mette su una cattedra e cerca di insegnare qualcosa a qualcun altro. Assolutamente. Solamente la condivisione di curiosità e con la disponibilità dei mezzi televisivi per andare a cercare cosa è successo.

Questo mi ricorda tanti anni fa, quando ero piccolo, che rimasi affascinato da alcuni documentari che andavano in onda su alcune reti private dove si parlava di quella che poi fu chiamata «archeologia spaziale». Oltre ad altri telefilm di fantascienza fu questo che mi diede la spinta a studiare il cielo e a studiare astronomia. Quindi, per certi aspetti abbiamo delle cose in comune che adesso andremo ad affrontare con le domande.
Siccome noi trattiamo di spazio, la prima domanda così a bruciapelo: tu credi nell’esistenza di forme di vita intelligente nell’Universo?

Mah, se ci crede Margherita Hack perché non dovrei crederci io? Lei ha molti più dati di me… E’ inconfutabile che l’Universo essendo infinito, e su questo potete capire che la mente umana non riesce a capire quanto sia l’infinito, non è possibile che all’interno di una cosa infinita ci siano delle cose finite. Noi quindi non possiamo essere gli unici. Ci dovranno necessariamente essere altre forme di vita.

Anche a «Voyager» avete trattato l’argomento su Marte. Sicuramente in passato c’è stata acqua allo stato liquido, oceani o forse laghi, o forse chissà forme di vita. Secondo te, Roberto, due miliardi di anni fa, potrebbero essersi sviluppate forme di vita intelligenti sul pianeta rosso?

Io voglio capire chi dice che non è stato possibile da cosa si appiglia. Cioè, è talmente vago il tema che necessariamente si può pensare a tutto e al contrario di tutto. C’è una teoria che è molto affascinante: fa pensare che il Sole, com’è naturale che sia, lentamente si stia raffreddando e lentamente i pianeti che hanno una certa struttura, che permettono di avere un suolo praticabile, diventano a turno ideali per la vita. Parliamo di quantità di anni che variano intorno ai miliardi. Quindi, è molto probabile, secondo quelli che hanno portato avanti questa teoria, che Marte fosse il pianeta ideale per vivere proprio due o tre miliardi di anni fa e lentamente lo sia diventato la Terra, come tra poco lo diventerà Venere e così via per tutti i pianeti che si avvicinano al Sole man mano che il Sole tenderà a raffreddarsi e quindi a elargire meno calore all’interno del Sistema Solare.

Abbiamo parlato anche del cosiddetto «volto di Marte» che poi, in realtà, la Nasa ha dimostrato essere solamente una formazione rocciosa. Ultimamente è venuto fuori un discorso particolare: una fotografia di una statuetta marziana che, anche in questo caso, è venuto fuori essere probabilmente un pezzo di roccia.
Queste notizie, soprattutto quest’ultima secondo te, non rischiano di fare più male che bene alla ricerca della verità perché, poi, magari gettano discredito su altre ricerche di «confine» che sono invece possibili ma che vengono gettate nello stesso calderone?

Ma guarda, di solito chi cerca di screditare ricerche alternative prende il punto debole, perché sai, parlando di ricerche alternative spesso c’è un punto debole, e si generalizza quel punto debole. Allora si dice «Non c’è vita su Marte… Non è stata trovata…» e si generalizza dicendo che «non è stato trovato nulla, sono tutte formazioni rocciose e queste sono le foto…». Intanto, le foto sulla quale vale la pena di discutere su Marte sono almeno una trentina e non sono solo due. Ci sono per esempio quelle dove si vedono una specie di muri di contenimento, ci sono quelle dove si vedono delle mappe che possono sembrare addirittura delle città, insomma, ci sono delle situazioni veramente particolari rispetto a quelle solo della statua o del volto su Marte.
E poi, ci sono delle ricerche molto più approfondite, che sono state messe un po’ da parte, riguardo alcuni strati sotterranei dove si sarebbero trovati dei residui fossili di alcuni organismi monocellulari, che trovo molto interessanti.

Qualche settimana fa a «Voyager» ho visto un servizio sulla Luna, in particolare sulla questione «Ci siamo stati o non ci ».Qui abbiamo tantissime cose da dire: fotografie che la Nasa ha ammesso di aver ritoccato, per esempio. Secondo te, c’è davvero una congiura così grande e se sì, è possibile che in tutti questi anni sia riuscita ad andare avanti?

Il problema è che quando uno ritocca delle fotografie dovrebbe dichiararlo e allora, nel momento in cui viene scoperto, dovrebbe assumere un’altra posizione, dicendo: «Signori, questa è una foto bella ma che è stata ritoccata per questi motivi… Perché l’originale era così, ma preferiamo far vedere questa perché… » e tutti non avrebbero battuto ciglio perché andava bene; nel momento in cui si fanno delle cose di nascosto ci sono persone che dicono: «Se è stata fatta una cosa di nascosto, chi ci impedisce di pensare che di nascosto siano state fatte altre cose?». A questo punto, dovrebbe venir fuori la Nasa e dimostrare veramente realmente la verità. Riguardo la prova finale se sono stati la prima volta sulla Luna, penso sia facile trovarla e l’ho dichiarata anche alla fine del servizio: quando il modulo lunare, il Lem, si è staccato dalla Luna ed è tornato in contatto con l’Apollo, quella base da cui è partito necessariamente è una base che è rimasta sul suolo lunare, quindi basterebbe dato che si sta facendo la scanerizzazione della Luna, vedere se sta lì, dato che la prima missione si sa esattamente dov’è atterrata ed esattamente dove si è collocato questo modulo che è rimasto lì. Basterebbe controllare questo e si chiuderebbero tutte le discussioni, ma purtroppo la Nasa ancora non lo fa.

Quando la sera, la notte guardi il cielo con tutto l’infinito che ti circonda e anche con tanti misteri che ancora dobbiamo risolvere che sensazioni provi? Più il desiderio di andare, partire, esplorare, o forse più una paura di essere circondati dall’ignoto?

Io penso che siamo talmente piccoli e siamo degli stupidi a galleggiare nello spazio e a continuare a fare guerre e a odiarci, senza tener conto che abbiamo avuto la grande fortuna di avere la vita.

Concordiamo. Anche questa è una cosa che emerge sempre dalle nostre interviste.
Lanciamo un appello alle televisioni e ai telegiornali: non esiste solo la politica e il calcio, esiste un universo sterminato attorno a noi. Ogni tanto occupiamoci anche d’altro perché stare sempre lì a parlare di battibecchi tra un partito e l’altro sembra davvero che stiamo su un granello di sabbia a contenderci quel granello quando di fronte a noi c’è l’oceano…

C’è bisogno di parlare di tutto, basta avere equilibrio come sempre nella vita. E’ difficile trovare l’equilibrio, per cadere da una parte all’altra è un attimo.

Grazie Roberto.

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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4 risposte a Un universo di emozioni: Roberto Giacobbo

  1. Sabrina dice:

    Quello che viene riportato in questo blog delle interviste mandate in onda da "Tutti Dentro"( http://www.tuttidentro.info ), il programma radiofonico che "fa incontrare le stelle" sono il risultato di un attento ascolto delle interviste. Mi assumo le responsabilità di eventuali errori grammaticali, ma non del contenuto dell'intervista o dei commenti personali rilasciati dagli intervistati.

    Il caso ha voluto che l'intervista di Roberto sia stata mandata in onda dopo una puntata dedicata ai terremoti, quella di ieri sera, dei quali si è parlato molto insieme al collega Gabriele Umbriaco proprio su questo blog. Ringrazio Gabriele per avermi inviato un messaggio ieri sera, per segnalarmi il tema di "Voyager".

    Trattandosi di un lavoro di raccolta del lavoro fatto assieme a Luca Nobili per il nostro programma "Tutti Dentro", io mi limito a riportare nel migliore dei modi (nel limite delle mie possibilità) il parlato di alcune interviste che reputo interessanti e nulla più. Questo vale per qualsiasi intervista riportata in passato o che verrà pubblicata nei prossimi giorni.

    Sabrina

  2. at dice:

    giacobbo non muovere le mani

  3. Anonimo dice:

    Bella la foto! Cos'è, la sirenetta nel deserto?!?

  4. Sabrina dice:

    La "sirenetta nel deserto" si riferisce a quella "bella figura femminile" che appare nella foto in questo articolo e che si tratta in realtà, solamente di un pezzo di roccia marziano osservato in una determinata angolazione e modellato dai venti di sabbia che spirano sulla superficie del pianeta.
    Se osservi l'immagine, il frammento sembra molstrare un corpo femminile, come fosse una sirenetta adagiata sugli scogli del mare… Anzi, nel pieno deserto marziano.

    Grazie per la tua domanda. Grazie per visitare il Blog Tutti Dentro.
    Sabrina