Un universo di emozioni: Massimo Giletti

 
La seconda intervista con Massimo Giletti è stata dedicata al grande acceleratore di particelle LHC, pochi giorni dopo il guasto nel settembre del 2008. Ne emerge un Massimo preoccupato per la situazione italiana e per la ricerca in generale. Potete trovare la sua intervista su http://www.tuttidentro.info .

 atomo

11. Massimo Giletti – conduttore televisivo – Intervista del 06/10/2008 – Puntata 46


«Non m’interessa sapere com’è nato il mondo. Salvare la vita delle persone mi aiuta a vivere meglio»

Massimo, il tema della puntata è una notizia di un po’ di tempo fa, l’acceleratore di particelle LHC, che avrebbe dovuto creare un buco nero che avrebbe dovuto, a sua volta, inghiottirci tutti. Il TG1 per ben due sere ha seguito la vicenda mettendola addirittura come prima notizia, con Piero Angela in studio, poi però non se ne è saputo più nulla quando si è resi conto che tutto sommato non era poi questo grande pericolo al punto che, quando successivamente è stata data la notizia che l’acceleratore si era rotto, ne è stato parlato per pochi secondi con tono quasi irrisorio. Tu che sei del settore, che lavori come giornalista, secondo te certe «trovate», certe «sparate» fanno davvero bene alla diffusione della scienza, in amore come nella comunicazione ogni mezzo è lecito oppure alle volte si sbaglia?

Come si chiama poi? Ha un nome strano questo acceleratore, ha vari nomi… Insomma, si gioca un po’ troppo con la notizia, c’è bisogno sempre di fare scoop, quando poi scopri che la macchina che costa 7 miliardi di euro, una cifra spaventosa, è andata in tilt, fa un po’ ridere, insomma… Tutto è passato in silenzio questa seconda parte della notizia. Non so… Credo che dietro a questi abitanti del CNR, a questi scienziati e quant’altro, mi sembra lavorino per cose che poi non portino a niente.

Anticipiamo una cosa. Noi poi parleremo, effettivamente, delle ricadute tecnologiche di queste ricerche, perché si è detto di tutto, tranne le cose veramente più importanti, che più ci riguardano da vicino noi, comuni mortali che viviamo ogni giorno con i tanti problemi della vita…

Io vorrei investire quei soldi in qualcosa di molto più utile: trovo che la ricerca vada sostenuta, però bisogna anche vedere i periodi che stiamo attraversando e penso con quella cifra che cosa si possa fare… La metterei a disposizione di chi ha problemi … Cioè di produrre un qualcosa di serio che dia lavoro, continuità, eccetera.

Ti farà piacere sapere che, tra le tante apparecchiature costruite per realizzare questo acceleratore, ne verranno realizzate alcune per individuare tumori e altre malattie…
Spero che lo facciano, perché poi si scopre che dicono queste cose qui per giustificare i grandi investimenti, e invece hanno altri scopi…

Allora poi investigheremo…

Si ma tanto, sai… A quei livelli, quando ci sono queste cifre, non ti lasciano investigare tanto… Ti raccontano loro quello che vogliono. Purtroppo è così. Poi non lo so…

Ritorniamo alla notizia. Perché secondo te quotidiani e telegiornali ci hanno terrorizzato?

Perché è il gioco delle parti, vedi che abbiamo bisogno di parlare d’altro per nascondere quello che sta succedendo? Più parliamo di queste cose, meno parliamo dell’economia che non funziona e di tutto il resto. Io penso che questi scoop servano per depistare un attimo… Bisogna mettersi tutti a lavorare in grande silenzio, soprattutto i politici devono imparare a parlar meno e lavorare, di più in grande silenzio. La stessa cosa vale per i sindacati. L’Italia è un paese che rischia di fare la fine dell’Argentina, nessuno lo vuole dire, nessuno lo vuole sentir dire, questa è la verità. Anziché sentir parlare di gallerie sotto il mondo o quant’ altro vorrei sentir parlare di come arrivare a fine mese, questo mi interesserebbe molto di più, come mettersi tutti ,insieme, destra e sinistra, a lavorare perché questo paese funzioni una volta per tutti, invece di continuar a parlare del fascismo… Io ho letto sul «Corriere della Sera» in prima pagina una notizia che il Generale non ha citato i bersaglieri piemontesi morti di Porta Pia, ma ha citato solo quelli caduti per il Papa. Stiamo parlando del 1861… Questo è un paese che non riesce ad uscire da discussioni futili, inutili e cretine. Parliamo del concreto, di quello che la gente ha bisogno che si faccia, non di cavolate di questo tipo. Io vorrei che queste informazioni si impegnassero su questa linea, sennò se non ci mettiamo noi… Stiamo parlando di cose inutili!

Questa è una cosa sulla quale concordiamo anche noi. Purtroppo vivendo in prima persona anche il precariato, possiamo anche confermare, per esempio, che in questi giorni ci sono stati delle manifestazioni perché sembra che non si vogliano più rinnovare i contratti a tutti i precari…

Io ne ho discusso proprio domenica scorsa in televisione col Ministro Brunetta… Questo è un paese che non può fare un’infornata sui tutti i precari di tutto il mondo; bisogna iniziare a premiare chi è bravo, chi serve e chi funziona e mandare a casa chi non lavora… Allora, i giovani, e la maggior parte di questi precari sono giovani e mal pagati, se entrassero nel settore pubblico lo migliorerebbero e invece stiamo ancora con gente che non sanno ancora usare il computer nei Ministeri, che però porta a casa lo stipendio e non si aggiorna e non fa nulla. Questo è un grosso problema che non si può parlare in un minuto. Questi sono i problemi veri. Precari per tutta la vita?  Io ho gente che lavora con me e che è precaria da dieci anni, bravissima, però non entra fissa. Quindi sono i problemi…

Quale notizia scientifica vorresti veramente sentire e commentare nell’«Arena»?

Una scoperta che riuscisse a debellare la sclerosi multipla. Io ho sostenuto Telethon  per tanti anni: vorrei che si riuscisse a trovare una cura, sarebbe un grande passo. Spero che si possano avere questo tipo di notizia. Non mi interessa sapere com’è nato il mondo… Cioè, va bene lo sapremo, ma non mi cambia la vita sapere che è nato in un modo o se è nato nell’altro. Salvare la vita delle persone mi aiuta a vivere meglio.

Sembra di capire che sei molto proiettato sul presente, sulla vita che stiamo vivendo noi in questo momento…

Noi abbiamo il dovere di proiettarci sul presente… Non possiamo guardare al passato o a un futuro ancora molto lontano. Dobbiamo renderci conto del sistema di vita oggi, quello che sta succedendo e prima che sia tardi…

Grazie Massimo.

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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5 risposte a Un universo di emozioni: Massimo Giletti

  1. Sabrina dice:

    Credo sia giusto preoccuparci delle persone che stanno male e finalizzare i soldi della ricerca per la nostra salute, ma spesso quello che non comprendiamo è che certi campi come l'astronomia possono aiutare la scienza medica. Il pensare che essa possa privarci di soldi da investire in altri campi e invenzioni che sembrano più urgenti è una grande limitatezza mentale.

    Mi dispiace ma non concordo con Massimo Giletti.

  2. Monica dice:

    Se puntiamo solo in una direzione, quella della medicina, trascurando così tutte le altre scienze, credo che faremo una brutta fine, come quando uno stato quando viene diretto da un dittatore.

  3. Satyrion dice:

    Demagogia pura. Vero è che bisogna aiutare la ricerca allo scopo di salvare vite umane, ma questa è la visione antropocentrica delle persone piccole piccole che dimostrate di essere. La "RICERCA" si chiama così perchè non ha i limiti che avete voi piccoli esseri umani che non vedete ad un palmo dal naso, la "RICERCA" serve a comprendere i fatti e spiegare le leggi che li regolano. Non è strano che un evento compreso e spiegato adesso abbia una ricaduta sulla tecnologia fra 50 o 100 anni.
    Ma d'altronde chi non ha la mentalità di chi ha studiato all'Università in una qualche facoltà scientifica non potrà mai capirlo.

    • Sabrina dice:

      Questa è un'intervista realizzata nell'ottobre 2008 per il programma radiofonico TuttiDentro dove venivano coinvolti i ricercatori e i testimonial televisivi. Ho riportato l'intervista di Massimo Giletti, intervenuto un paio di volte nella trasmissione, solo per mettere per iscritto le parole dette in radio e per far suscitare l'interesse delle persone su alcune tematiche scientifiche.
      Mi trovo pienamente d'accordo con te, ci mancherebbe, dopo aver dato alla scienza molti anni e ritenendola la strada migliore verso la conoscenza.
      Concludo, non solo ringraziandoti per questa tua testimonianza, ma anche affermando che con la pubblicazione delle interviste non esprimo il mio punto di vista, semplicemente riporto quando detto da altre persone. Abbiamo tanti punti di vista e credo sia giusto anche sentire varie voci. Essere o meno d'accordo è l'aspetto che ne consegue.
      Io ho la mentalità di chi ha studiato all'Università, di chi ci ha lavorato e di chi continua a tessere sempre relazioni con essa e con i docenti. E capisco quanto affermi.
      Grazie.

  4. Le affermazioni di Massimo putroppo sono esattamente lo specchio delle persone che, da ignoranti, non comprendono l'intreccio di quel che ci circonda – ovvero la realtà in sè.
    Il punto è, in realtà, che oggi siam tutti ignoranti, vista la necessità della ricerca, ci son tante domande ancora senza risposta; ma tutto questo ovviamente non deve scoraggiarci: senza la ricerca scientifica oggi non avremmo tantissime tecnologie mediche e non che hanno allungato (del doppio quasi!) la nostra vita media. E l'ignoranza più brutta, il vero crimine, è la mancanza di curiosità. La non voglia di conoscere. La mancanza di evoluzione, di crescita. La non voglia di sperimentare.
    E putroppo la conoscenza scientifica si acquisisce dalla sperimentazione, non da libri già scritti da dio: non si può correre all'ultima pagina per leggere la conclusione, sapere anticipatamente "com'è andata a finire". Non si sa cosa si sta trattando finchè non si è scoperto qualcosa, sperimentando. L'utilità di una scoperta potrebbe non essere immediata (o non esserci affatto), ma sicuramente influenzerà le direzioni delle successive ricerche che invece potranno portare a qualcosa di più concreto ed immediato.
    Energia elettrica.
    Energia nucleare.
    Ultrasuoni.
    TAC.
    Risonanza magnetica.
    Tubo catodico e televisione.
    Chimica, silicio, microprocessori, computers, cellulari, connessioni tra più computers, internet, conoscenza globale ed alla portata di tutti.
    Questi sono solo pochi esempi spiccioli di cosa la tecnologia è stata in grado di darci, e stiamo parlando solo di cento e scarsi anni di tecnologia.
    Chi vuol tornare al medioevo o alla chiropratica è liberissimo di farlo: ancora ci sono truffatori e "guaritori" in tv ai quali rivolgersi.