4. «Le vite di Galileo»

Galileo e Sagredo - Fiami

Galileo e Sagredo nel IV episodio. Alle spalle, sono appese al muro i disegni che Galileo riportò nel suo Sidereus Nuncius per annunciare la scoperta di quattro lune attorno a Giove. Cortesia: Fiami e CLEUP.

Quarto episodio: Venezia nel 1609, al tempo delle esperienze

E’ l’unico capitolo in cui Galileo Galilei è se stesso. Nel 1609 la Terra è immobile al centro del mondo. Guai a dire il contrario.
Pochi anni prima, nel 1600 Giordano Bruno era stato arso vivo per aver affermato una cosa del genere (oltre a tante altre cose).

Galileo nell’estate del 1609 viene a conoscenza da alcuni amici dell’esistenza di un giocattolo costruito in Olanda da un ottico: un tubo con una lente concava da un’estremità e convessa dall’altra che «permetteva di osservare grandi gli oggetti lontani». Il cannocchiale.
Abile e veloce, Galileo se lo costruisce e lo punta verso il cielo.

Sidereus Nuncius - La Luna di Galileo

La Luna osservata da Galileo Galilei nell’autunno del 1609. Immagini pubblicate nel Sidereus Nuncius (marzo 1610), una delle opere più importanti del grande astronomo pisano. I disegni sono stati realizzati ad acquerello dallo stesso Galileo.

Naturalmente, il primo oggetto verso cui lo punta è quello più grande e luminoso dei nostri cieli notturni: la Luna. Si diceva che la sua superficie era liscia e uniforme. Galileo vede esattamente il contrario. Era ricoperta di montagne, la sua superficie era scabra.
In poche settimane Galileo fece vacillare venti secoli di certezze.
Ai primi giorni del gennaio 1610, lo punta verso Giove.  Giorno dopo giorno, scopre quattro delle sue lune.

Giove e satelliti

Anche senza voler dare del tutto credito a quanto affermato da Vincenzio Viviani, primo biografo galileiano, secondo il quale Galileo in gioventù avrebbe desiderato addirittura dedicarsi alla pittura, sono comunque suggestive le notazioni per cui “trattenevasi con gran diletto e mirabili profitto nel disegnare”, assecondando un’inclinazione che fu “naturale e propria”.
Questa attitudine si concretizzò poi nei numerosi schizzi ed abbozzi con cui Galileo arricchì spesso i suoi scritti, in cui l’abilità grafica è al servizio di concetti e idee che vengono così introdotti e illustrati, sino all’eccellenza dei disegni realizzati a corredo del Sidereus Nuncius, opera che a buon diritto può essere definita artistica oltre che scientifica. Pubblicato a Venezia, il libro raccoglieva i risultati delle straordinarie osservazioni astronomiche effettuate a Padova tra la fine del 1609 e l’inizio del 1610, con le scoperte relative alla Luna e ai quattro satelliti di Giove.

Continua…

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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Una risposta a 4. «Le vite di Galileo»

  1. Sabrina dice:

    La vignetta di Fiami che qui ho pubblicato la ritengo una una delle più simpatiche in "Le vite di Galileo".

    Dopo averlo studiato per un anno attentamente (per la traduzione in italiano), dopo aver composto frase per frase, virgola dopo virgola, immedesimandomi in ogni protagonista, confesso che è difficile non amare ogni singola vignetta. Ma qui, Galileo ha un'espressione tenerissima e buffa. Adorabile, ai miei occhi.
    E con la mano indica 4. Quattro pianetini intorno a Giove.

    Bravo Fiami!

    Sabrina