I dati di impatto di LCROSS indicano acqua sulla luna

La regione dell’impatto della sonda. La camera di LCROSS mostra il pennacchio di materiale espulso, quando sono trascorsi circa 20 secondi dall’ impatto. Crediti: NASA

di Marco Castellani, Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), Roma

 

Sembrerebbe di poter dire che l’argomento che vuole la luna secca e desolata, non sia più davvero valido. Secondo il comunicato NASA (piuttosto enfatico, forse a buon diritto…) si direbbe che i segreti che il nostro satellite ha trattenuto dentro di se per miliardi di anni, sono ora stati rivelati, per la gioia degli scienziati e degli appassionati dell’esplorazione spaziale.

In ogni caso, un nuovo capitolo nella comprensione della nostra luna sembra proprio che sia appena stato aperto. Infatti, i dati preliminari del Lunar CRater Observation and Sensing Satellite, o brevemente LCROSS, hanno mostrato come la missione ha -con pieno successo – rinvenuto la presenza di acqua durante l’impatto dello scorso 9 ottobre sulla superficie del satellite, nella regione perennemente in ombra del cratere Cabeus, nei pressi del polo sud lunare.

Come sappiamo, l’impatto dello stadio superiore della sonda LCROSS (Centaur) con la superficie lunare, ha creato uno “sbuffo” di materiale che si può analizzare in due parti separate. La prima parte era costituita da uno sbuffo di vapore e particelle sottili, emesso ad alta angolazione, mentre il secondo, emesso ad un angolo minore, era costituito da frammenti di materiale più pesante. Da notare che tutto questo materiale non vedeva la luce solare da miliardi di anni, essendo dentro il cratere sempre in ombra.

Dall’istante dell’impatto programmato, il team di LCROSS ha lavorato assiduamente per analizzare l’enorme quantità di dati raccolti dalla sonda. I ricercatori si sono in particolare concentrati sui dati provenienti dagli spettrometri del satellite, che forniscono l’informazione più certa sulla eventuale presenza di acqua. Lo spettrometro esamina infatti la luce emessa o assorbita da diversi materiali, e aiuta ad identificare in questo modo la loro composizione.

La cosa davvero notevole, è che secondo gli scienziati di LCROSS, diverse “linee di evidenza” hanno mostrato che l’acqua era presente, sia nello sbuffo di vapore ad alta angolazione sia in quello di materiali più pesanti. Dicono che la concentrazione e la distribuzione dell’acqua e delle altre sostanze richiede sicuramente analisi ulteriori, ma si può già tranquillamente dire che Cabeus contiene acqua (!).

In particolare, il team ha guardato alle caratteristiche spettrali dell’acqua nella regione del vicino infrarosso e le ha confronatte con gli spettri raccolti da LCROSS riguardo l’impatto. “Siamo stati capaci di sovrapporre gli spettri solo quando abbiamo inserito i dati per l’acqua”, ha detto Anthony Colaprete, a capo del team di scienziati di LCROSS, “Nessun’altra combinazione ragionavole di altri componenti che abbiamo provato, può interpretare le osservazione. Anche l’eventualità di contaminazione dalla sonda Centaur è stata esclusa con sicurezza”. Conferme aggiuntive vengono anche, del resto, dalla parte ultravioletta dello spettro, che mostra prodotti ottenuti dall’acqua tramite l’interazione con i raggi solari.

L’analisi dei dati è comunque appena cominciata. Dice Colaprete che i dati sono così ricchi, che oltre all’acqua vi sono indicazioni della presenza di altre sostanze di interesse per gli scienziati (definite “intriganti”). La regione in ombra permanente del craterer è servita davvero come una “trappola fredda” per il materiale ivi contenuto, preservandolo lungo un arco temporale di miliardi di anni.

Dopo aver viaggiato per circa 113 giorni percorrendo più o meno nove milioni di chilometri, Centaur e LCROSS si erano separati lungo l’approccio finale alla luna. Veloce come un grosso proiettile, Centaur aveva impattato sulla superficie lunare il 9 ottobre scorso, mentre LCROSS osservava attentamente con i suoi strumenti di bordo. Circa quattro minuti di dati sono stati raccolti e inviati a Terra prima che anche LCROSS impattasse sulla superficie del nostro satellite. Questi quattro minuti di osservazioni ci hanno restituito una valanga di dati, che sono attualmente in elaborazione.

Quali altri segreti ci svelerà la nostra luna? L’analisi sta continuando!

NASA Press Release: http://www.nasa.gov/mission_pages/LCROSS/main/prelim_water_results.html .

Marco Castellani

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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4 risposte a I dati di impatto di LCROSS indicano acqua sulla luna

  1. Marco dice:

    Cara Sabrina,
    grazie per la pubblicazione del mio articolo! Certo tra stelle, galassie, ammassi globulari ed anche la nostra piccola Luna… ce n''è da apprendere cose nuove ogni giorno. Non è emozionante stare con il naso all'insù ?? 🙂
    Marco

    • Sabrina dice:

      Caro Marco,
      è sempre un piacere pubblicarti, lo farò ancora, naturalmente!
      Sicuramente, grazie a te sto facendo un lavoro che mi piace e mi diverto di più di quanto pensassi. Di cose da raccontare ce ne sono sempre tante, a volte si ha l'imbarazzo della scelta. E spesso, sono belle notizie, non tristi come quelle che in ogni telegiornale (in ogni telegiornale e a qualsiasi ora) si sente su crimini e bombe, attentati e morti.

      Lo spazio rimane, per fortuna, ancora uno spazio libero da guerre. E il naso all'insù fa proprio bene portarlo, per guardagnare se non altro un po' di serenità nei nostri cuori. Lassù tutto sembra tranquillo.
      Sabrina