Sorprese dal centro della nostra Galassia

Vi sono evidenze osservative della presenza di un buco nero supermassiccio di almeno 4 milioni di masse solari al centro della nostra Galassia. Le condizioni che le stelle e il gas sperimentano in vicinanza del centro galattico non si possono definire piacevoli. Qualche anno fa è stato misurato il periodo di rivoluzione di alcune stelle relativamente vicine al buco nero che ha permesso di stimare con più precisione la sua massa e l’azione gravitazionale esercitata su queste stelle.
In un ambiente estremo come questo, si può assistere a processi di formazione stellare e quindi alla nascita di nuove stelle. Si pensava tuttavia, che proprio a causa delle particolari condizioni ambientali e sotto l’azione della gravità, che in qualche modo interferisce con i meccanismi che favoriscono la contrazione del gas interstellare e la formazione di una nuova stella, gli ammassi stellari appena formati e situati nelle vicinanze di un buco nero supermassiccio avessero caratteristiche diverse da quelli che si osservano nelle regioni periferiche della nostra Galassia.
Questo è stato smentito dall’osservazione del giovanissimo ammasso stellare, l’Arches Cluster, posto in prossimità del buco nero supermassiccio della nostra Galassia, con il Very Large Telescope dell’European Southern Observatory (ESO) in Cile. L’ammasso di stelle dista circa 25 mila anni luce dalla Terra, è composto da un migliaio di stelle di età non superiore ai 2.5 milioni di anni e ha una massa di circa 30 mila masse solari raggiungendo un’ampiezza di circa 3 anni luce.

Un gruppo di astronomi guidato da Pablo Espinoza ha scoperto, in particolare, che andando a confrontare il numero di stelle massicce e quelle di massa più piccola a varie distanze dal centro dell’ammasso, questo risultava del tutto simile a quello che si può osservare in un tipico ammasso stellare periferico della Galassia. Di conseguenza, sembra che le condizioni ambientali davvero estreme, che si registrano in vicinanza del buco nero galattico, non influenzino i meccanismi di formazione stellare, cosa che finora proprio l’Arches Cluster pareva smentire, non solo perché era il più massiccio dei giovani ammassi conosciuti (circa 10 volte più di un ammasso aperto tipico), ma anche perché era stata trovata la presenza nelle sue stelle di vari elementi più pesanti dell’elio, aspetto insolito per un ammasso giovane.

E’ possibile che l’Arches Cluster ci sveli altre grandi novità. Un motivo in più per continuare a studiare il centro della nostra Galassia.

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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4 risposte a Sorprese dal centro della nostra Galassia

  1. Desh dice:

    Thanks for the news Sabrina.. let's see how long it will take to expose the correct data !!

  2. Giovanni dice:

    Adoro i post sul centro della Galassia e, circostanze permettendo, cerco di non perderne uno. Nel caso specifico, da un punto di vista che io definirei astronomicamente classico, la sorpresa potrebbe già risiedere nell'esistenza stessa di un ammasso giovane nella regione nucleare. Il centro delle galassie a spirale, infatti, tipicamente ospita le stelle più anziane e la caratteristica di manifestare formazione stellare recente nel nucleo è tipica più che altro delle galassie attive. Ciò mi riporta ancora una volta a considerare come la Via Lattea non sia poi così tanto inattiva e sedentaria. In effetti, gli strumenti e le tecniche più recenti ci stanno rivelando uno scenario, a mio parere, sempre più affascinante.

    • Sabrina dice:

      Grazie Giovanni, il tuo commento è sempre molto prezioso.
      Da quando il centro della nostra Galassia ha iniziato ad essere studiato con gli strumenti di ultima generazione, ci ha rivelato davvero uno scenario molto affascinante. Finalmente siamo riusciti a determinare con buona precisione la massa del buco nero supermassiccio, le orbite delle stelle che sono molto vicine ad esso, scoprire poi che vi sono ammassi molto giovani fa cambiare le carte in tavola…
      Diciamo che la ricerca continua…

      Grazie ancora.
      Sabrina