Galileo astrologo – Un processo evitato, un’inchiesta dimenticata

 

Galileo Galilei ritratto da Ottavio Leoni, 1624. Biblioteca Marucelliana Firenze. Si visiti il sito: http://calitreview.com/2768 .

di Giovanni Boaga, Web designer 

 «Non senza invidia sento il suo ritorno a Padova, dove consumai li diciotto anni migliori di tutta la mia età». Così scriveva Galileo Galilei al filosofo Fortunio Liceti nell’estate del 1640 da Arcetri, luogo dove era stato esiliato dopo la conclusione del ben noto processo. E nelle sue parole non possiamo non leggere, oltre alla nostalgia per un periodo di grandi scoperte, un certo rammarico per l’abbandono di un ambiente culturale e politico che sicuramente l’avrebbe messo al riparo dagli attacchi dell’Inquisizione, consentendogli di vivere gli ultimi anni della propria vita da uomo libero. Attacchi ben precedenti l’inizio del “caso Galileo” e risalenti addirittura al 1604, anno in cui l’Inquisitore di Padova aprì un procedimento giudiziario contro due professori della locale università. Uno di essi era proprio Galileo Galilei «imputato d’aver insegnato che gli astri avevano forza di necessitare le azioni umane» e, secondo la testimonianza di uno scrivano assunto da Galileo per ricopiare i suoi trattati, estensore di temi astrali e pronostici. Un vero astrologo!

“Il tempo dei maghi”, così lo storico della scienza Paolo Rossi definisce gli anni a cavallo tra la metà del Cinquecento e la metà del Seicento, ed è in questo “tempo” che si svolge la vita di Galileo. Sono anni in cui l’Uomo impara a guardare con altri occhi l’universo, ma sono anche anni di un rinnovato interesse per l’astrologia che occupava tradizionalmente un posto centrale e di grande prestigio nella cultura europea. Certo può apparire un po’ strano che il protagonista della rivoluzione culturale seicentesca potesse essere accusato di dedicarsi a temi di nascita e previsioni. Oltretutto proprio nel 1604, anno in cui Galileo fu coinvolto nella polemica sulla natura dell’apparizione di una stella nova nella costellazione di Ofiuco, che astrologi e filosofi aristotelici non potevano ammettere fosse un oggetto posto a grandissima distanza dalla Terra, come sosteneva Galileo, mettendo così in crisi la concezione aristotelico-tolemaica dell’universo. Era inconcepibile che un nuovo fenomeno di questa portata potesse apparire nella perfetta e immutabile sfera delle stelle fisse: doveva trattarsi senz’altro di qualcosa che apparteneva al mondo sublunare, corruttibile e imperfetto. Quello strano fenomeno, che rimase visibile ad occhio nudo per circa un anno, oggi sappiamo fu l’esplosione di una supernova nella nostra galassia, fenomeno raro che da allora non si è più ripetuto. Galileo difese con forza e satira pungente le sue ragioni e i suoi interventi ci forniscono non solo un esempio di rigore scientifico ma anche la prova del suo scetticismo nei confronti dell’astrologia. E allora? L’Inquisitore padovano aveva torto?

La “supernova di Keplero” del 1604 come è visibile oggi con il Telescopio spaziale Huble. Cortesia: NASA / Hubble Space Telescope.

 
Nel 1592 Galileo si trasferì a Padova per ricoprire la cattedra di matematica e non era una cosa insolita per l’epoca che un matematico sapesse fare temi di nascita e stilasse oroscopi, se è vero che nella seconda metà del Cinquecento in alcune università italiane il lettore di matematica (chiamato indifferentemente matematico o astrologo) aveva l’obbligo di realizzare gratuitamente l’oroscopo ai suoi allievi. Una consuetudine, quella di occuparsi di astrologia, alla quale Galileo si uniformò, visto anche l’interesse che la medicina cinquecentesca riservava all’arte di fare i pronostici. Lo studio della matematica per un medico dell’epoca significava l’acquisizione di competenze indispensabili per la realizzazione di oroscopi ai futuri clienti, utili per meglio diagnosticare le malattie. Nella convinzione che il corpo umano riflettesse la struttura dell’universo, l’uso sapiente degli astri poteva indicare il momento e il punto esatto dove eseguire un salasso e portare al successo un intervento medico. Inoltre, secondo la teoria dei miasmi, anche le pestilenze potevano essere ricondotte a influssi astrali che, variando umidità e calore, favorivano la “putrefazione dell’aria”.

Nonostante la pratica dell’astrologia fosse piuttosto diffusa, la posizione della Chiesa di Roma in merito era piuttosto chiara: condanna senza appello, specialmente per la cosiddetta astrologia giudiziaria che, considerando le vicende umane determinate dagli astri, sottraeva all’Uomo l’autonomia morale. Senza libero arbitrio non ha senso parlare di colpe né tanto meno di redenzione. Ma l’Inquisizione, pur mantenendo alta la guardia, interveniva di rado, consentendo alla maggior parte degli astrologi di continuare indisturbati la propria attività e facendo sentire la propria voce solo nel caso fossero coinvolti personaggi importanti o questioni politiche rilevanti.
Galilei arrivò a Padova l’anno successivo a quello in cui i contrasti tra la locale università e la scuola dei gesuiti avevano raggiunto l’apice, portando addirittura a scontri violenti tra gli studenti. I gesuiti non sopportavano che allo Studio padovano venissero ammessi anche giovani protestanti che non avevano fatto professione di fede cattolica. Quello stesso anno i professori dell’università riuscirono ad ottenere la chiusura delle scuole della Compagnia di Gesù a Padova e i tentativi di mediazione fatti negli anni successivi non migliorarono molto i rapporti tra l’università e l’ordine religioso. Fu proprio un frate gesuita che, durante l’omelia del mercoledì delle Ceneri del 1604, si scagliò contro chi diffondeva idee eretiche in città, soprattutto all’interno dell’università: ogni buon cattolico avrebbe dovuto denunciare persone di tale risma. L’invito fu raccolto e alla denuncia dello scrivano, che accusava Galilei anche di non recarsi in chiesa e di non confessarsi, fece seguito un procedimento che coinvolse il Podestà e il Capitano, rettori della città di Padova. Essi chiesero a padre Lippi, sostituto dell’inquisitore ufficiale, di bloccare l’inchiesta a Padova e non coinvolgere il Sant’Uffizio di Roma. Padre Lippi, interessato all’astronomia ed estimatore di Galileo, acconsentì e il procedimento si svolse interamente in ambito veneziano. A meno di un mese dall’inizio dell’inchiesta il Doge prese visione dei documenti raccolti e diede disposizione ai rettori della città di non procedere oltre, essendosi rivelate, quelle a Galileo, accuse «leggerissime».

Le costellazioni. Disponibile su: http://www.cielidolomitici.it/vecchie_news_21.htm .

Galileo non ebbe nei confronti dell’astrologia un atteggiamento di sostegno e fiducia, come invece altri matematici e astronomi della sua epoca, Keplero un esempio su tutti. La sua scienza non ci appare come l’intreccio di astronomia e astrologia e la quantità di documenti galileiani dedicati a questa pratica è veramente limitatissimo. La sua stessa biblioteca ne è testimonianza: i quattordici volumi classificati come “Astrologia e filosofia occulta” scompaiono di fronte alle centinaia di volumi che, ad esempio, Newton raccolse e che trattano di argomenti esoterici. Sembrano più una piccola dotazione utile per la compilazione di oroscopi che la raccolta di testi di uno studioso interessato all’argomento. Si adeguò a una consuetudine diffusa e remunerativa. Vista la sua continua necessità di denaro questo aspetto non sembra essere trascurabile. La posizione di professore di matematica era, nell’università dell’epoca, meno prestigiosa di quella di professore di filosofia e lo stipendo di gran lunga inferiore. Inoltre una certa predilezione per la vita agiata e la grande generosità nei confronti della sua famiglia d’origine richiedevano una considerevole quantità di denaro. Così, accanto alle lezioni private a studenti a cui vendeva anche testi e strumenti, non stupisce che abbia saltuariamente accettato di buon grado di stendere qualche oroscopo, molto ben retribuito.

Oggi che lo sviluppo scientifico fa apparire l’astrologia in tutta la sua inconsistenza, non c’è quotidiano (salvo pochissime eccezioni) che non pubblichi previsioni astrologiche e in questi giorni di festa molte televisioni riempiono i loro palinsesti con trasmissioni dedicate all’astrologia. Non è una novità, come non sono nuove le condizioni in cui versa la ricerca scientifica in Italia. E visto che chi governa questo paese non riesce a rendere il sistema ricerca competitivo e adeguato alle sfide della nostra società, non sembra sbagliato consigliare ai ricercatori che sono costretti a fare le valige per andare a lavorare all’estero o non trovano altra soluzione che salire sui tetti per manifestare al mondo la loro protesta, di procurasi qualche libro giusto e intraprendere la professione di astrologo, sicuramente più redditizia e socialmente riconosciuta di quella di biologo, fisico o matematico. In fondo … lo ha fatto pure Galileo!

Apparso su “Archeologia e Cultura”: http://www.archeologiaecultura.com/Default.aspx e su “Storie di Scienza”: http://giovanniboaga.blogspot.com/2010/01/galileo-astrologo.html .

Giovanni Boaga

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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13 risposte a Galileo astrologo – Un processo evitato, un’inchiesta dimenticata

  1. Sabrina dice:

    Sono proprio contenta di questa nuova collaborazione con Giovanni-Gianni. Grazie di cuore per aver voluto pubblicare su questo Blog!

    E siamo solo all'inizio della nostra collaborazione insieme 🙂

  2. giuseppe savarese dice:

    Pensieri sul processo a Galilei

    Da qualche anno, quasi per caso, mi trovo ad essere incuriosito nel seguire lo svolgersi delle discussioni che si sono accese, o riaccese, sul processo Galilei. Fino ad età avanzata ho sempre ritenuto e saputo quello che si insegna agli studenti di tutto il mondo sulle vicende di Galileo Galilei e cioè che fu ingiustamente condannato dalla Chiesa per aver sostenuto la verità scientifica dell'eliocentrismo. Avendo vissuto una vita piuttosto movimentata non ho avuto mai la possibilità di riflettere a lungo e con tutta la calma necessaria su questo o altri argomenti. E' solo adesso, nella relatica tranquillità della pensione, che mi posso permettere questo lusso che mi ha procurato grandi soddisfazioni per avermi dato la possibilità di effettuare delle vere e proprie "scoperte". Una di queste è la verità sul processo Galilei.

    Il processo a Galilei ha amplificato enormemente l'importanza della vittoria dell'eliocentrismo sul geocentrismo. Parallelamente la Chiesa, in seguito alla condanna di Galilei, si è trovata a passare alla storia come una istituzione retrograda, bigotta, il simbolo dell'arretratezza del pensiero medioevale, per aver sostenuto il geocentrismo. Il mondo protestante nordeuropeo, contrario spiritualmente al mondo cattolico di Roma, ha preso la palla al balzo, come si dice, per mettere molto in risalto la figura di Galilei quale grande fondatore, o uno dei più importanti, della illuminata scienza moderna, ridicolizzando la Chiesa di Roma per aver condannato ingiustamente, per arretratezza culturale, il sostenitore dell'eliocentrismo. Ancora oggi si possono comprare tanti "bei" libri su Galilei che riflettono questo punto di vista.

    Per troppo lungo tempo ormai si è lasciato crescere quello che tutto sommato non è che un consolidato pregiudizio. Eppure solo pochi anni prima del processo, nel 1582, la Chiesa aveva fatto sfoggio di grande modernità promuovendo e portando al successo quella che forse è stata una delle più grandi riforme scientifiche di tutti i tempi: la riforma del Calendario cosiddetto Gregoriano dal nome del Papa che la promulgò. Poco si parla di questa riforma che fu sicuramente di portata universale ed eterna e che costrinse anche i nemici del mondo cattolico, gradualmente ma implacabilmente, ad adottarlo, in tutte le nazioni della Terra e su tutto il pianeta. Popoli che pure avevano, ed hanno ancora, un loro calendario specifico rimasto tale per lo più a marcare il tempo della religione, per gli usi civili si sono dovuti adeguare al Calendario Gregoriano. E' un grande onore, anche se postumo, per la Chiesa di Roma e per gli originatori del Calendartio Gregoriano, cioè Giulio Cesare e l'Egitto antico. Questo calendario sta oggi in tutte le case di tutti gli abitanti della Terra ed in tutti gli uffici del mondo.

    Nonostante il diffuso pregiudizio contro la Chiesa nel Processo Galilei, da un pò di tempo autorevoli pensatori e uomini di cultura hanno riacceso il dibattito su quest'argomento con coraggiose dichiarazioni a favore della Chiesa e della giustezza e ragionevolezza con cui il processo fu condotto. Queste dichiarazioni sostenenti che la condanna di Galilei fu decretata secondo ragione hanno sollevato un enorme scalpore ma hanno avuto il merito di rimettere in discussione l'intero processo, per poterlo studiare e valutare meglio e con una maggiore obiettività, dato il tempo trascorso. I rappresentanti del mondo scientifico sembra però che non abbiano gradito o non gradiscano tali dichiarazioni dalle quali, oltre ed al di là della figura di Galilei stesso, la scienza intera ne esce o ne potrebbe uscire ridimensionata notevolmente. Purtroppo però la scienza durante questi passati 4 secoli è rimasta essa stessa vittima del pregiudizio generale del quale si è largamednte imbevuta e si è trovata così, forse involontariamente, a rappresentare e/o recitare la parte antitetica a quella della religione che condanna senza mezzi termini. La scienza si è venuta così ad autoproclamarsi la nuova verità assoluta, molto più dogmatica della più fondamentalista delle religioni, istituzionalizzando così il concetto di scienza e fede nel senso di scienza contro fede. Ma è ragionevole tutto questo??? Come vedremo ciò è solo un castello di falsità.

    Lo scrivente non è nè uomo di chiesa e nè uomo di scienza e quindi non ha alcun motivo per parteggiare per l'una o per l'altra parte. E' solo quindi per pura curiosità intellettuale che ho cercato di focalizzare il tema del dibattito scaturito dal processo a Galilei. Il tema del dibattito è essenzialmente astronomico, quindi solo partendo dall'astronomia possiamo avere una visione adatta alla valutazione ed alla giusta interpretazione di quella che comunemente viene chiamata la "Rivoluzione Copernicana" . L'astronomia necessaria alla comprensione del problema non è quella scolastica ma quella semplice e naturale, descrittiva, che tutti possono e dovrebbero capire.

    Il messaggio trasmesso e passato nelle menti di tutti gli uomini pensanti del pianeta per circa 4 secoli in merito alla "Rivoluzione Copernicana" è che l'eliocentrismo, il Sole al centro del Sistema Solare e dell'Universo, ha sostituito il concetto di geocentrismo, la Terra al centro del Sistema Solare e dell'Universo. La concezione geocentrica era la concezione del cosmo in vigore dai tempi di Aristotele, fatta propria ed ampliata da Tolomeo ed è rimasta in vigore per circa 2000 anni fino a Copernico. Ma è realmente vero che il sistema eliocentrico ha sostituito il sistema geocentrico?????

    Da tantissimi anni stampa, libri, scuole, dibattiti, informazione mini e maxi effettuano un vero e proprio lavaggio del cervello sull'importanza della "Rivoluzione Copernicana" per aver messo, come detto, il Sole "al centro dell'Universo" anzichè la Terra come ritenuto in precedenza erroneamente. L'eliocentrismo quindi al posto del geocentrismo. Ma se lasciassimo il nostro pensiero soffermarsi su quest'argomento per alcune ore o per alcuni giorni, lontano da telefonini, telefoni, fax, computers e varie diavolerie moderne, o se avessimo il coraggio di passare svegli tre o quattro notti chiare e senza nuvole guardando il cielo, forse avremmo una prospettiva della realtà dei fatti notevolmente diversa da quella che ci è stata per troppo lungo tempo imposta. Tanto per cominciare il Sole non è al centro o il centro dell'Universo. Il Sole è il centro del Sistema Solare e niente altro. Cioè a dire che tutti i pianeti del sistema solare ruotano intorno al sole. L'Universo è tutt'altra cosa. L'Universo essendo infinito non ha dimensioni. Quindi dire che il Sole, o la Terra, o la stella X o la stella Y sono al centro dell'Universo non ha alcun senso ed è fuorviante. In un Universo infinito qualsiasi punto di esso può esserne il centro. Quantunque, per facilità di rappresentazione, considerassimo ad immaginare un Universo finito come una enorme sfera, le stelle che riusciamo a scorgere su questa sfera sono tanto lontane, decine, centinaia o migliaia di anni luce, che esse sono assolutamente indistinguibili dai pianeti che le circondano. Un pò come un atomo al centro del nostro corpo: dire che il nucleo dell'atomo è al centro del nostro corpo anzichè l'elettrone che gira intorno al nucleo, o viceversa, è quantomeno ridicolo. Il sistema solare, con tutti i suoi pianeti, se visto da una stella apparirà come una stella indistinguibile dai suoi pianeti. Il tutto apparirà come un semplice punto nell'Universo proprio come dalla Terra noi scorgiamo e rileviamo una lontana stella che ci appare come un semplice punto. In questo sistema solare, un punto nell'Universo, l'uomo è posizionato sul pianeta Terra. La Terra è la nostra casa, che ci piaccia o no. E purtroppo questa Terra, la nostra casa, ha un inconveniente grave: essa ruota su se stessa una volta al giorno completando un giro ogni giorno. Sembra una cosa facile da comprendere ma non lo è perchè gli anni passano, migliaia di anni passano, e sembra che ci rifiutiamo di interpretare correttamente cosa comporta questa rotazione giornaliera.

    Questa rotazione della Terra ha degli effetti miracolosi perchè la Terra,ruotando intorno al proprio asse polare, trasforma, per noi che siamo su di essa, l'Universo intero senza una forma definita in un Universo apparentemente circolare. Questa rotazione produce quindi un Universo di forma apparentemente sferica ed è quello che noi vediamo se abbiamo avuto il coraggio di stare svegli la notte. Tutti i componenti dell'Universo, per effetto della rotazione terrestre intorno al proprio asse polare, ci appaiono sorgere ad oriente, raggiungere la loro massima altezza in meridiano (per intenderci, la linea del mezzogiorno) declinando quindi verso occidente ed il tramonto per poi proseguire nella parte invisibile verso il prossimo sorgere ad oriente. Il tutto come una sfera roteante sopra le nostre teste. Tutto questo si ripete una volta al giorno, da milioni o miliardi di anni e per ancora milioni o miliardi di anni. Questo Universo di forma sferica che noi vediamo viene chiamato appunto Sfera Celeste Apparente. Questa definizione di Sfera Celeste Apparente non l'ho inventata io ed è una ben precisa denominazione astronomica. Questa Sfera Celeste Apparente ha immaginariamente un raggio infinito, tutti gli astri (siano essi stelle, pianeti, sole o luna) sono immaginariamente posizionati sulla superficie della sfera, e la Terra, cioè noi, posizionata al centro della sfera. Questa costruzione si chiama così perchè è quello che a noi appare quando alziamo gli occhi al cielo. Appariva così nelle remote antichità, così come appare oggi e come apparirà sempre in futuro. Noi siamo vincolati a questa sfera fin dalle più remote antichità e non ne possiamo fare a meno, nè potremo farne mai a meno finchè l'uomo sarà sulla Terra. Essa è l'unica e sola visione che noi abbiamo dell'Universo. Ed è la rappresentazione del geocentrismo o del sistema geocentrico, la Terra al centro e L'Universo tutto intorno.

    Una volta stabilito di trovarsi al cospetto di una sfera l'uomo pensante ha iniziato pian piano a lavorarci sopra impostando gradualmente e risolvendo tutti i problemi che la matematica e la geometria applicate ad una sfera può comportare. E' su questa sfera che è nato il concetto di tempo col giro di 360 gradi e le 24 ore relativi ad una rotazione del più rappresentativo di tutti gli astri del firmamento: il Sole. E' su questa sfera che è nato il concetto di orizzonte celeste (la proiezione dell'orizzonte terrestre sulla sfera celeste). E' su questa sfera che è nato il concetto di equatore celeste (la proiezione dell'equatore terrestre sulla sfera celeste), misuratore del tempo. E' su questa sfera che è nato il concetto di eclittica, la circonferenza sulla sfera celeste sulla quale il sole si sposta apparentemente durante l'anno. E' su questa sfera che sono state scelte e denominate le varie costellazioni e fra di esse quelle dello zodiaco. E così via di seguito per tutti gli studi, avventure ed imprese astronomiche o spaziali dell'uomo. In particolare è stato dallo studio degli astri su questa sfera, l'unica e la sola che noi vediamo, che è nato il concetto di eliocentrismo, il sole al centro del sistema solare. L'eliocentrismo quindi, lungi dall'aver sostituito il geocentrismo, è una scoperta o una nozione derivata dal sistema geocentrico che continua ad essere l'unico ed il solo sistema che noi vediamo con la sua Sfera Celeste Apparente che lo rappresenta.

    Questa conquista della mente dell'uomo, il Sole al centro del sistema solare, fu fatta in tempi antichissimi, assieme all'inclinazione dell'asse terrestre, cosa che è all'origine delle stagioni. Sappiamo che Pitagora ne ha accennato vagamente e Aristarco di Samo più precisamente. Sappiamo anche che Aristarco di Samo soggiornò e studiò ad Alessandria d'Egitto. Per quanto gli studiosi ed appassionati continuino a ricercare altri cenni o scritti o reperti dalle fitte nebbie del lontano passato che possano fornire auspicabilmente in futuro indicazioni ancora più precise sull'argomento, sulla base di quanto detto possiamo forse ragionevolmente rispondere all'interrogativo del perchè il sistema eliocentrico seppur conosciuto non fu adottato.

    La decadenza della civiltà egiziana iniziò con le conquiste assire del settimo secolo AC. Proseguì con la conquista persiana di Cambise nel sesto secolo AC e con le conquiste di Alessandro Magno nel quarto secolo AC. A seghuito di tali conquiste fu distrutta o smantellata la più grande università dell'antichità, l'Università di On ad Heliopoli (l'odierna Cairo), prima che Alessandro Magno desse il via alla costruzione della nuova città portuale sul Mediterraneo e denominata in suo onore e gloria Alessandria d'Egitto ove nella sua famosa biblioteca fu conservato tutto ciò che si riuscì a salvare della fu On. E' abbastanza chiaro quindi che già durante l'epoca d'oro alessandrina gli scritti, libri, papiri, idee e nozioni che vi si trovavano non erano altro che i relitti salvati di una sapienza ed una conoscenza che andavano sempre più svanendo.

    In questo crepuscolo serotino della sapienza l'eliocentrismo non ebbe il tempo di essere sufficientemente capito ed elaborato dalla cultura greca classica che iniziammo a conoscere col Rinascimento. E rimasero solo le precise testimonianze di Aristarco di Samo. Poichè l'eliocentrismo è una nozione derivata dalla sfera celeste geocentrica, l'unica sfera che noi vediamo e la madre di tutte le osservazioni astronomiche, perdendosi questa nozione nel generale declino di tutte le conoscenze scientifiche, rimase solo il geocentrismo. Il geocentrismo rimase non perchè fu una scelta o una conquista scientifica deliberata, ma perchè non se ne poteva e non se ne può fare a meno. Il geocentrismo è la sola sfera celeste che noi vediamo roteare intorno a noi una volta al giorno. Ed anche se perdessimo tutte le conoscenze e nozioni di questo mondo non perderemmo mai la nozione del geocentrismo che tutti i giorni si mette in evidenza da solo davanti ai nostri occhi. L'elegante e semplice spiegazione dei moti dei pianeti del sistema solare fornita dall'eliocentrismo dell'antichità dovette così avere una battuta d'arresto ed attendere che Copernico la rispolverasse, la interpretasse e la divulgasse (dopo circa 2000 anni??).

    Mi sembra pertanto che la configurazione geocentrica, lungi dall'essere sostituita dall'eliocentrismo, non è tramontata mai. La configurazione geocentrica, la Terra al centro della sfera celeste dell'Universo, è sempre esistita ed esisterà sempre fino a quando l'Uomo abiterà sul nostro pianeta. La moderna tecnologia, contrariamente a quello che si pensa, ha maggiormente messo in risalto l'importanza ed il concetto della configurazione geocentrica. I tanti satelliti che sono stati lanciati nello spazio per gli usi più disparati operano tutti intorno alla Terra, la loro origine ed alla quale fanno sempre riferimento. In qualche modo il cerchio si è chiuso ed abbiamo rimesso l'Uomo, la Terra ed il pensiero dell'Uomo con la sua Ragione al centro dell'Universo circolare roteante intorno a noi.

    Il sistema geocentrico ed il sistema eliocentrico quindi sono due entità diverse, due realtà diverse che non possono compararsi e nè scambiarsi l'uno con l'altra, mai. Nessuno dei due sistemi esclude l'altro. Il sistema geocentrico, la Terra al centro e l'Universo roteante (anche se apparentemente) tutto intorno è una realtà dovuta 1) alla rotazione giornaliera della Terra e 2) alla presenza dell'uomo col suo pensiero, col suo occhio scrutatore e la sua Ragione sulla stessa Terra. Il sistema eliocentrico invece è una realtà dovuta al giro annuale che la Terra compie, come gli altri pianeti, intorno al Sole. Il concetto di Sfera Celeste, rappresentata su tante cartine stellari di tanti tipi e proiezioni, è relativo al sistema geocentrico esclusivamente, ed è un concetto ed una Sfera Celeste dovuti alla rotazione giornaliera della Terra che nulla ha a che fare con il giro annuale intorno al Sole. Il geocentrismo quindi non ha niente a che fare con l'eliocentrismo.

    Il processo di Galilei quindi fu un processo contro i fantasmi, Fu un processo a qualcosa che non esisteva, e non esiste, perchè il sistema geocentrico prodotto dalla rotazione giornaliera della Terra a sua volta producente l'unica Sfera Celeste dell'unico Universo che conosciamo è una realtà eterna ed immutabile, al pari dell'eliocentrismo che però è in riferimento di un'altra realtà eterna ed immutabile, quella della rivoluzione o giro che la Terra compie in un anno intorno al Sole. Geocentrismo ed eliocentrismo sono due cose quindi diverse, ma mentre il primo produce la Sfera Celeste con tutto quello che ci stà sopra, come detto, il secondo, l'eliocentrismo, oltre al giro annuale della Terra, non produce niente, perchè l'uomo vive sulla Terra e non sul Sole. Essi, Galilei e la Chiesa, avevano entrambi ragione ma non lo sapevano. Non lo sapevano e nè potevano immaginarlo, tanto forte era l'idea che uno dei due sistemi escludeva l'altro. Avrebbero dovuto essere gli astronomi, cioè Galilei, a far presente la coesistenza scientifica dei due diversi sistemi. Ma nè Galilei, nè Copernico prima di lui, nè gli stessi astronomi della Chiesa, si resero conto di queste semplici verità che ho cercato di illustrare. Perchè????

    Come si vede dopo circa 400 anni da Galilei siamo ancora quì a dibattere chi avesse ragione, anzi, chi ha ragione, visto che le posizioni della scienza da una parte e di chi parteggia per la Chiesa dall'altra sono ancora contrastanti. Alla luce di ciò possiamo anche capire perchè ai tempi di Aristarco di Samo, con le comunicazioni dell'epoca che certamente non erano quelle nostre di oggi, il concetto di eliocentrismo non ebbe tempo per essere assimilato ed elaborato con la giusta interpretazione. L'astronomia classica, l'astronomia della meccanica celeste, richiede secoli di osservazioni visive e continue per vedere ed annotare tutto quello che si può rilevare nel cielo, per poterlo anche focalizzare nella propria mente, di giorno e di notte, 365 giorni all'anno. Questo significa passare la propria vita stando svegli la notte, ed essendo parte di un team o gruppo più o meno affiatato di astronomi, perchè solo dopo lunghi anni di tali osservazioni si può giungere a delle interpretazioni reali, veritiere ed apprezzabili dei moti degli astri. Nè si può fare l'astronomo, questo tipo di astronomo, facendo, che sò, il professore di filosofia o di fisica o di matematica, o il religioso, se non molto occasionalmente. Ma questo tipo di astronomo semplicemente non esiste più. Ed oggi il computer che tutti usano non potrà mai dare la visione della realtà che ci gira intorno. E forse non pecco molto di presunzione se mi azzardo a dire che questo tipo di astronomo è svanito da vari millenni. Non a caso dopo circa due millenni da Aristotele, Aristarco di Samo e Tolomeo, e dopo circa 400 anni da Copernico e Galilei, non abbiamo ancora capito, ancora oggi, che questi due sistemi esistono e coesistono indipendenti l'uno dall'altro. L'dea scientifica errata quindi continua. La prova di ciò è il valore attribuito dalla attuale moderna scienza alla precessione degli equinozi.

    L'imposizione dell'idea che il geocentrismo è stato sostituito dall'eliocentrismo, a seguito delle scoperte di Copernico, proprio come un lavaggio del cervello, ha fatto sì che per troppo tempo ormai il concetto della configurazione geocentrica della sfera celeste dell'Universo roteante sia stato bandito, inconsciamente addirittura ritenuto una concezione troglodita del passato, una concezione errata rappresentativa del più oscuro Medioevo, una concezione tutto sommato di cui aver vergogna. L'imposizione di questa idea quindi ha fatto sì che non si prestasse più particolare attenzione all'importanza della Sfera Celeste Apparente, rappresentante della configurazione geocentrica dell'Universo, deviando così il pensiero dell'uomo verso valutazioni scientifiche false.

    La glorificazione dell'eliocentrismo quindi, mettendo l'accento sulla centralità del Sole nell'Universo e nel sitema solare, ha fatto sì che si venisse a considerare, nelle menti delle persone interessate, come una circonferenza di 360 gradi il giro che la Terra effettua intorno al Sole in un anno, anno composto di circa 525.600 minuti (Per la precisione un anno solare di tempo medio è composto di 365 giorni 5 ore 48 minuti 46 secondi che può anche essere espresso in secondi come 31.556.926 oppure in minuti come 525.948,7) dimenticandosi, o non sapendo, per quanto sopra esposto, che i 360 gradi ed i circa 525.600 minuti sono nati per un sistema geocentrico e non per un sistema eliocentrico. In un sistema geocentrico una rotazione della Terra o una rotazione di 360 gradi della sfera celeste viene effettuata in 24 ore (pari a 1440 minuti). 360 gradi vengono in pratica "coperti" in 24 ore o 1440 minuti allo stesso modo come noi diciamo che un veicolo copre una certa distanza in tot tempo. Se in un giorno, dovuto ad una rotazione, si "coprono" 360 gradi in 1440 minuti quanti gradi si "coprono" in un anno??? La risposta naturalmente è semplice ed elementare: in un anno si "coprono" 365×360 gradi in 365×1440 minuti perchè un anno è composto di 365 rotazioni del sistema geocentrico della sfera celeste apparente, cioè 131.400 gradi in 525.600 minuti. (365 naturalmente per semplificazione al posto di 365,2422). Semplicemente non esiste una sfera celeste annuale. Esiste solo una sfera celeste geocentrica, quella che sta intorno a noi, di 360 gradi e 24 ore. Pertanto è errato dire 360 gradi e 525.600 minuti. La definizione corretta ed esatta, come abbiamo visto, è 131.400 gradi e 525.600 minuti.

    Non entro nei dettagli della precessione degli equinozi conosciuta ormai da tutti oggi. Riassumo però quello che tutti sanno dicendo che è un movimento a trottola della Terra il cui asse polare, pur mantenendo la sua obliquità sull'eclittica, descrive un giro o una circonferenza in circa 26.000 anni. Ce ne ha parlato Ipparco nell'antichità il quale ci ha tramandato la nozione che in un anno la precessione è di circa 50 secondi di arco. 50 secondi di arco si intendono 50 secondi di arco della sfera celeste perchè è su quest'unica sfera celeste che si fanno tutte le osservazioni astronomiche. Ora 50 secondi di arco, secondo le tante tabelle di conversione dell'arco in tempo o viceversa, sono 3,3 (tre virgola tre) secondi di tempo. Nelle scuole e licei di tutto il mondo si insegna però ai giovani studenti che la precessione è di circa 20 minuti all'anno. Non solo nelle scuole. Libri scientifici e divulgativi sull'astronomia e tutte le sue sedi ufficiali indicano tutti che i 50 secondi di arco di Ipparco sono pari a circa 20 minuti.

    Perchè questi 20 minuti e non 3,3 secondi???

    Noi viviamo in un sistema geocentrico, come accennato. E' in questo sistema geocentrico che l'uomo ha effettuato tutte le sue conquiste conoscitive astronomiche. E' stato dallo studio di questo sistema geocentrico che l'uomo ha elaborato la nozione dell'eliocentrismo del sistema solare. Ora in questo sistema geocentrico se consideriamo una rotazione della Terra, o della sfera celeste, essere composta di 360 gradi e 24 ore, va da sè che 50 secondi di arco equivalgono a 3,3 secondi di tempo. Se invece in un altro giro noi consideriamo la sua circonferenza essere composta di 360 gradi e 525.600 minuti va da sè che su questa seconda circonferenza 50 secondi di arco corrispondono a circa 20 minuti. Ma noi non siamo sul Sole e nè potremo mai esserci perciò non esiste una sfera celeste eliocentrica. Di conseguenza i circa 20 minuti non possono esistere e sono semplicemente un errore. Quest'errore si è ripercosso ormai da secoli su libri di testo, scritti scientifici, enciclopedie e, quel che è peggio, nelle menti degli uomini.

    Quest'errore di circa 20 minuti, usando i giusti parametri (365,2422 giorni – 50,26 secondi di arco per la precessione annuale prevalente oggi), con un semplicissimo calcolo risulta essere per l'esattezza 20 minuti e 23 secondi di tempo. (31.556.926 diviso 25786 uguale 1223 secondi cioè 20 minuti e 23 secondi) (25786 anni derivano dal dividere il numero di secondi di arco che vi sono in una circonferenza, e cioè 1.296.000, per 50,26). Oppure come mostrato nel paragrafo precedente che è la stessa cosa.

    Questo errore di 20 minuti e 23 secondi si è ripercosso naturalmente sulla durata dell'anno siderale riportato su enciclopedie, libri di testo, riviste scientifiche e nelle menti degli uomini come essere composto di 365,2563 giorni di tempo medio (equivalenti a 366,2563 giorni siderali) e cioè 365 giorni 6 ore 9 minuti 9 secondi, scaturiti dall'aver aggiunto alla durata dell'anno solare medio di 365 giorni 5 ore 48 minuti 46 secondi la precessione errata di 20 minuti e 23 secondi.

    Tutto ciò per aver ritenuto il sistema eliocentrico avere scalzato il sistema geocentrico. Abbiamo visto che non è così. Il vero signore dell'Universo è il sistema geocentrico con l'Uomo ed il suo Pensiero e la sua Ragione del Numero del Verbo e del Trascendente al centro della Sfera Celeste roteante intorno a noi. In qualche modo siamo ritornati alle origini perchè in questo sistema è nato l'Uomo Pensante ed in questo sistema geocentrico sempre vivrà fin tanto che la Terra sarà la sua casa.

    E siamo alla fine. Kant era nel giusto. Il credere senza ragionare in piena libertà era la negazione dello spirito illuministico. Ed è quello che è successo all'uomo moderno post galileiano, post newtoniano e post kantiano, uomo che si è procurato tanti disastri che perdurano e continuano ai giorni nostri per aver voluto imporre idee, filosofie e teorie dogmaticamente, con la scienza e varie idee sociali ebbre di presunzione essersi erette a nuova "moderna" bibbia da credere ciecamente. E' lì che abbiamo perso la strada ed è lì che dobbiamo tornare indirizzando il pensiero dell'uomo verso un'altra strada e verso un'altra concezione dell'essere uomo aperta alla Ragione in piena libertà anzichè Ragione insindacabile.

    • Vosal dice:

      Il fatto che eliocentrismo e geocentrismo sono due teorie opposte ed inconciliabili non è solo una distorsione degli scienziati o della storia, risiede proprio nella natura scientifica delle due teorie.
      L'errore fatto in questa sede è abbastanza lampante mettendo a confronto due teorie scientifiche che non possono essere giudicate mediante un semplice discorso qualitativo… . Inoltre chi sostiene che entrambe le teorie potevano convivere non sembra averle studiate a fondo, i fondamenti delle due teorie(gli assiomi) si contraddicono a vicenda, inoltre i due sistemi erano più che delle misere teorie geometriche per predire il moto degli astri, portano con se una precisa descrizione fisica e teorica, erano due sistemi fisici al confronto in cui uno naturalmente essendo una la realtà doveva soccombere…
      Per quanto riguarda il processo a Galilei risulta inoltre noto che furono i protestanti i primi a condannare il sistema eliocentrico prima di Copernico poi di Keplero solo dopo un buon cinquantennio la chiesa si mosse in difesa di un eliocentrismo ormai agonizzante . Purtroppo però fu la chiesa di Roma a perderci quando la sconfitta di tale teoria apparve chiara in quanto i movimenti protestanti riuscirono a svincolarsi molto più rapidamente del mondo Cattolico, che si beccò prima il biasimo ed infine la nomea non del tutto immeritata di istituzione arretrata e oscurantista.Infine fra scienza e fede non c'è un vero scontro e l'una non esclude l'altra come Galileo stesso sosteneva , ovviamente la scienza ha l'indubbio primato di essere la migliore descrittrice del mondo sensibile , e questo gli ha garantito anche grazie alla sua struttura poco dogmatica un sempre maggiore successo.

      Ps.: a rigore quando si dice che i moti degli astri sono apparenti la teoria smette di essere geocentrica, o almeno geocentrica come quella di Aristotele Tolomeo e Brahe, il fatto che la sfera celeste venga definita modernamente apparente non riporta in nessun modo al geocentrismo, invece evidenzia una visione puramente eliocentrica dei moti planetari.
      Fra le ipotesi fondanti del geocentrismo c'è l'inesistenza di qualsiasi moto terrestre.

  3. g.s. dice:

    Errare è umano ma perseverare è diabolico. E non cè peggioir sordo di chi non vuol sentire. Quest'ultimo proverbio si potrebbe parafrasare con "non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere". Sono tutte caratteristiche che sono alla base dei pregiudizi ed alla base dei fondamentalismi. Essi sono dovuti all'incapacità a ragionare con la propria testa. L'incapacità di ragionare con la propria testa preclude di vedere con gli occhi della mente ciò che gli occhi fisici vedono e si è ciechi anche vedendo a pieno visus.

    • Sabrina dice:

      Quando si procede nello studio di una disciplina è praticamente impossibile ragionare con la propria testa: siamo condizionati da chi è venuto prima di noi, senza dubbio, ma anche la nostra testa con un meccanismo proprio (che rimane geniale sotto un certo punto di vista) percorre una strada che ha una sua logica e che impedisce di vedere "l'altro" che si viene a trovare in una strada diversa da quella presa. E i nostri pregiudizi purtroppo, ci guidano in direzioni prestabilite…
      Con questo, non per essere contrario a quanto scritto, anzi. Voglio solo confermarlo.
      Grazie di cuore per questo intervento.
      Sabrina

  4. g.s. dice:

    Vi chiedo scusa se sono stato offensivo col riferimento a ragionare con la propria testa. Tale riferimento più cher altro voleva essere una critica alla condizione del mondo culturale in genere di oggi che a me sembra troppo sbilanciato sulla ricerca del consenso o quello che comunemente viene anche espresso come "politically correct" e che ritemgo molto pernicioso alla luce di quanto stà succedendo nel mondo.
    Cordiali saluti

    • Sabrina dice:

      Per nulla offensivo, tutt'altro. Mi pare che poi la spiegazione che ha lasciato qui sopra sia esplicativa. Grazie ancora.

  5. giuseppe savarese dice:

    Per il prof. Vosal

    Egregio professore,
    mi permetta di chiamarla professore secondo la mia attuale sensazione e finchè ciò non sarà confermato o smentito da Lei.

    Mi sembra che lei non abbia letto bene il mio commento. Può capitare a volte, quando si è presi dal fervore delle proprie convinzioni, di respingere subito il pensiero altrui in particolar modo quando si è in presenza di concetti nuovi e che vanno a scardinare acquisite secolari concezioni.

    Quando per millenni si è creduto alla inconciliabilità fra il sistema geocentrico ed il sistema eliocentrico non è facile tutto d'un colpo per qualsiasi mente normale accettare quello che io ho proposto con l'essere i due sistemi esistenti, reali ed indipendenti l'uno dall'altro. Tale accettazione, se viene, viene alla fine di un processo di maturazione mentale che può impiegare anche anni.

    Ciò è capitato a me da quando, per caso, circa 4 anni orsono, mi capitò sotto gli occhi di leggere su un libro di testo di geografia astronomica del terzo liceo classico che la precessione degli equinozi calcolata e tramandata da Ipparco come essere 50 secondi di arco annualmente era equivalente a circa 20 minuti all'anno.

    Sapendo che 50 secondi di arco sono equivalenti a 3,3 (tre virgola tre) secondi di tempo non mi ci raccapezzavo. Pensavo inizialmente che ero io ad aver dimenticato basilari nozioni astronomiche o che non conoscevo. Ma non era così.

    Che la mia convinzione non fosse sbagliata mi fu confermato quando comprai un libro divulgativo di astronomia, scritto da un professore emerito che non cito per evitare polemiche, ove trovai la dimostrazione della provenienza dei circa 20 minuti.

    La provenienza dei 20 minuti era una inesistente sfera celeste composta di 360 gradi e 525.600 minuti!! Come spiegato nel mio commento iniziale.

    Avendo passato una vita sotto la sfera celeste roteante intorno a noi e che è solo una e composta di 360 gradi e 24 ore, capii immediatamente dove era stato fatto l'errore.

    Ora mi domando e Le domando: è un errore o non è un errore il considerare una sfera celeste di 360 gradi e 525.600 minuti???

    Questo non è un ragionamento qualitativo. Si tratta di quantità ben precise.

    Sembrerebbe, ma non ne sono certo, che questo errore sia stato fatto da Copernico stesso. Se così fosse mi chiedo: non può un uomo, per grande che sia, commettere degli errori?? Nessuno è infallibile. La fallibilità fa parte proprio dell'essere umano piccolo o grande che sia. E la Verità è una continua ricerca con continui aggiustamenti che non avrà mai termine.

    Ed è stato solo alla fine di questo lungo processo mentale, diciamo negli ultimi 6 mesi, che è sorta come dalla nebbia l'idea del perchè di questo errore. La contentezza di avere scoperto o riscoperto l'eliocentrismo ci ha fatto dimenticare ed estromettere il geocentrismo!!

    La prova ulteriore, se ce ne fosse bisogno, che il geocentrismo è vivo e vegeto stà nel tempo dei nostri orologi da polso o in qualsiasi altro tipo di tempo: di Greenwich, Universale, Atomico eccetera, tutti basati su una
    Sfera Celeste Geocentrica.

    Mi domando e Le domando: è una illusione o è realtà???

    Cordialità

    Giuseppe Savarese

  6. giuseppe savarese dice:

    Il prof.Vosal non risponde per cui provo a rispondere io per lui con una piccola storia diversa, affascinante ed intrigante che spero possa illuminare ancora di più l'argomento sul quale ci siamo incamminati, cercando di fare un discorso più quantitativo che qualitativo.

    Vi ricordate di Gladio?? Un'organizzazione segreta sovranazionale che durante la guerra fredda sembra essere stata a capo della strategia della tensione in europa occidentale, seminando bombe distruzione e morte ed occultando prove e coprendo tutti i misfatti commessi??
    Bene, sembra che nella scienza abbiamo un Gladio che, nonostante sia remunerato, creato e mantenuto in vita coi soildi dei cittadini, in realtà risponde solo a se stesso, facendo e disfacendo, senza alcuna spiegazione ai sudditi, cittadini professori studiosi e non, a proprio piacimento il valore della precessione degli equinozi.

    Come accennato la precessione viene dall'antichità. Senza questa nozione tramandata dall'antico passato forse noi oggi non ce ne saremmo ancora accorti. Infatti fu Ipparco che ci informò della precessione come essere inizialmente 46 secondi di arco per anno. Oggi sarebbero circa 50,26 ma comunemente si dà il valore di 50, anche a quello di Ipparco. Nella concezione che la sfera celeste è una sola e composta di 360 gradi e 24 ore i detti 50 secondi di arco sono equivalenti a 3,3 secondi di tempo. Il povero buon Ipparco non immaginava però che con la sua informazione relativa solo ad una misura angolare senza la corrispettiva misura temporale avrebbe precipitato il pianeta, 2000 anni dopo, in una babele interpretativa da cui non ci siamo ancora liberati.

    Tutto è andato liscio fino a Copernico allorchè per la prima volta compare l'anno siderale di 365,2563 giorni che implica un valore per la precessione di 1223 secondi di tempo (i circa 20 minuti famosi) annualmente anzichè dei menzionati 3,3 secondi. Per chi non lo sapesse 1223 secondi di precessione annualmente significano 3,3 secondi di tempo al giorno (1223 diviso 365). Con Copernico, come abbiamo visto, presi dall'euforia della scoperta dell'eliocentrismo in sostituzione del geocentrismo, ci si è inventati una non esistente sfera celeste composta di 360 gradi e circa 525.600 minuti, mischiando i gradi di una sfera eliocentrica (per il giro annuale della Terra), con i minuti di una sfera geocentrica, per essersi dimenticato che non esiste una sfera celeste eliocentrica dato che l'uomo vive sulla Terra e non sul Sole e che per lo stesso motivo la sfera celeste geocentrica esisterà sempre. Una tale inesistente sfera celeste di 360 gradi e 525.600 minuti chiaramente produce il falso valore di 1223 secondi di tempo se rapportati ai 50 secondi di arco di Ipparco.

    Dopo Copernico vari grandi astronomi hanno iniziato a cercare di misurare la lunghezza dell'anno con un grado di precisione sempre più accurato al fine di determinare le durate degli anni e dei singoli giorni medi solari (detti anche tropicali) e siderali. Per chi non è addentro alla materia diciamo che si tratta di una semplice nozione questa del tempo siderale o anno siderale e deriva dal fatto che la Terra, nel compiere il suo giro intorno al Sole in un anno e ruotando su se stessa giornalmente, alla fine del giro compie 365 giri su se stessa se riferito al Sole, ma compie nello stesso tempo un giro in più, 366, se riferito rispetto alle stelle, estremamente lontane ed intorno alle quali la Terra non gira.

    Questa sempre maggior precisione era una necessità derivante dall'enorme sviluppo dei traffici marittimi interoceanici occorsi dopo i primi grandi navigatori dalla seconda metà del 400 in poi. E riguardava tre aspetti diversi ma interconnessi. Stabilire le dimensioni del pianeta che, seppur conosciute alla perfezione nell'antichità, col passare dei millenni si erano perse. Localizzare con precisione tutte le terre emerse in modo da essere in condizioni di redigere delle carte geografiche o mappe. Dare la possibilità alle navi di posizionarsi o localizzarsi con precisione per evitare una serie infinita di naufragi quando, ahimè troppo tardi, ci si accorgeva di trovarsi in tutt'altra parte di dove si pensava che si fosse.

    Erano tanto impellenti queste necessità che nel Settecento la regina d'Inghilterra, a seguito dell'ennesima perdita di 5000 vite umane imbarcate su una intera flotta naufragata sulle isole Scilly, istituì un premio di 2000 sterline (una enorme massa di danaro per quei tempi) a chiunque fosse stato in grado di costruire un orologio preciso, un "cronometro", che potesse mantenere una ragionevole precisione nel tempo e in tutte le condizioni climatiche e ambientali. Questo era un fattore determinante se si pensa che un secondo di tempo corrisponde a 15 secondi di longitudine, 4 secondi di tempo corrispondono ad un primo di longitudine, 60 secondi di tempo corrispondono a 15 primi di longitudine che sull'equatore sono 15 miglia marine o 27.780 metri o circa 28 chilometri che possono fare, ma anche se molto di meno, in certe condizioni, la differenza fra la vita e la morte.

    Gli astronomi e l'astronomia in questo scenario erano più che fondamentali, erano essenziali ed un grande lavoro fu svolto in questo campo con passione, valore ed eroismo da tanti astronomi di cui però poco si parla. Campo nel quale il fine ultimo era stabilire la definizione precisa della lunghezza del "secondo" di tempo. Ma per fare ciò bisognava stabilire le durate dei giorni e degli anni, come detto. Alla fine dell'Ottocento uno dei più grandi astronomi di quei tempi, Simon Newcomb, fece delle osservazioni astronomiche basate sul Sole e che furono giudicate dalla comunità scientifica internazionale fra le più affidabili. Esse erano: anno solare o tropicale 31.556.925,97474 secondi di tempo. Giorno siderale (Ricavato dal detto anno solare diviso per 366,24219878) e quindi senza precessione: 86.164,0905382 secondi di tempo che furono riferite come basi del tempo per il 1900. Questi tempi quindi erano basati su osservazioni del Sole ed escludevano pertanto la precessione. Erano talmente buone queste misurazioni che sono alla base del tempo che noi usiamo ancora oggi. Erano misurazioni ricavate da osservazioni della realtà della sfera celeste come essa appare ad osservazioni visuali o ottiche che così rimasero fino agli anni 60 quando l'astronomia entrò in una nuova dimensione iniziando a servirsi anche dei radiotelescopi e delle "quasars" per la misurazione del tempo.

    Col Novecento cominciamo ad entrare nei verbi difettivi. Cominciò ad entrare in gioco il concetto di "precessione degli equinozi" in modo sempre più pesante. Se la precessione era, come diceva Copernico, circa 20 minuti o 1223 secondi annualmente o 3,3 secondi di tempo giornalmente, e se l'anno siderale rappresentava il vero giro di 360 gradi che la Terra compie intorno al Sole in un anno, l'anno solare o tropicale doveva essere necessariamente più corto dell'anno siderale della stessa quantità di 1223 secondi di tempo o 3,3 secondi di tempo giornalmente. Il fatto è però che le osservazioni astronomiche di tutti gli astronomi di tutti i tempi non hanno mai, neanche una volta, evidenziato una tale enorme differenza. Al massimo si arriva, come vedremo, a circa 9 millesimi di secondo giornalmente che corrispondono a circa 3 secondi di tempo all'anno.

    Iniziarono le interpretazioni e i punti di vista diversi e contrastanti su questa storia della precessione, sulla durata dell'anno siderale o solare, se i 360 gradi erano con o senza la precessione, se gli equinozi potevano o non potevano "precessare" muovendosi sull'eclittica, con infinite sfaccettature interpretative che hanno ormai fatto di quest'argomento spesso una fonte di disaccordo. Ciò nonostante il menzionato computo dei tempi astronomici solari di Simon Newcomb rimase saldo e sicuro e, con una forza ed affidabilità dovuti ad oltre 100 anni di indiscusso e valido contributo fino ad oggi, mantiene inalterato, come base di partenza per tutti gli altri tempi istituiti dopo gli anni 50, il valore del tempo in sintonia con la realtà dei fatti e delle stagioni, degli equinozi e dei solstizi.

    Nel 1955 l'Unione Astronomica Internazionale (IAU – International Astronomical Union) nel suo rapporto di transazione passò una risoluzione per la sostituzione dell'intervallo di tempo dell'anno tropicale o solare relativo all'anno 1900 con l'anno siderale per il 1900 al fine di definire l'unità del "secondo" di tempo come era già stato proposto nel 1952. L'Assemblea Generale dell'Unione Astronomica Internazionale tenutasi a Roma nel 1952 adottò la raccomandazione che "dans tous les cas où l'on juge que la variabilitè de la seconde de temps solaire moyen s'oppose à son emploie comme unitè de temps, l'annè siderale pour 1900 soit adoptè comme unitè de temps." Fu susseguentemente fatto notare che l'anno tropicale o solare è più importante dell'anno siderale. La lunghezza dell'anno tropicale è derivata dalle tavole di Newcomb per il Sole, mentre la lunghezza dell'anno siderale dipende dal valore adottato per la precessione. "L'anno tropicale dovrebbe pertanto essere sostituito con l'anno siderale nella detta risoluzione". Inoltre la risoluzione stabilisce: "Il secondo è la frazione 1 / 31.556.925,975 dell'anno tropicale per il 1900". L'unità proposta fu in effetti convenuta all'Assemblea di Roma dell'IAU e tutto quello che necessitava adesso era una piccola correzione di minore entità sostituendo "anno tropicale" con "anno siderale".

    Sostituendo l'anno tropicale con l'anno siderale, entrambi quindi uguali ai 31.556.925,97474 secondi (sottintendente un giorno solare di 86.400 secondi) di Newcomb in pratica l'Unione Astronomica Internazionale azzerava la tanto discussa precessione degli equinozi. Un pò in sordina, diremmo noi oggi. Forse le menti pensanti dell'IAU si erano rese conto che la precessione di 1223 secondi annuali o 3,3 secondi giornalieri era una bufala enorme che non fu mai corroborata da alcuna osservazione scientifica. Forse consapevoli delle tante inutili discussioni dottrinarie sulla precessione che stavano iniziando e che sarebbe stato peggio in futuro (come per la nostra politica di oggi) come in effetti fu. Fatto stà che con una mossa quasi a sorpresa, geniale sotto certi aspetti, l'IAU a fatti eliminò la precessione ma non ebbe il coraggio di affrontare pubblicamente l'argomento prendendosi la responsabilità di confutare la bufala dei 1223 secondi e che avrebbe comportato la messa in discussione dell'operato di Copernico, un grande della nostra storia.

    Da allora le strade della precessione si sono divise. Mentre da una parte il tempo che usiamo tutti i giorni, i vari tempi, universale, di Greenwich, tempo atomico ecc., sono tutti basati sui 31.556.925,97474 secondi di Newcomb, tempo solare e quindi senza l'adozione di alcuna precessione aggiuntiva, dall'altra parte, non essendoci mai stata alcuna presa di posizione da parte di nessuno, nelle scuole ed università e su libri di testo di geografia astronomica, oltre che sulla stampa e su tutti i mezzi di informazione, si insegna ai giovani studenti di tutto il mondo che la precessione dei 50 secondi di arco di Ipparco è equivalente a circa 20 minuti annualmente. Un danno conoscitivo enorme senza uguali nella storia recente. Per proteggere la reputazione di qualche grande della storia si precipita un pianeta intero nell'ignoranza. Ecco perchè all'inizio ho menzionato Gladio. Le due storie mi sembrano simili. Ed ha talmente preso piede nell'immaginario collettivo questo spostamento degli equinozi per questi inesistenti 20 minuti annualmente, con tutte le sue conseguenze, che esso viene riportato su tutti i siti internet di astronomia, oltre che nelle scuole come abbiamo detto e nei più impensabili articoli, nozioni, dibattiti e conversazioni.

    Tutto quanto detto naturalmente a grandi linee per evitare di scrivere un romanzo.

    Dagli anni sessanta con l'introduzione dei radiotelescopi e con la scoperta delle quasars (fonti di energia infinitamente lontane nel Cosmo) si iniziò a misurare con una precisione mai conosciuta prima la durata della rotazione giornaliera della Terra. Queste sofisticate osservazioni hanno dato per una rotazione terrestre il valore di 86.164,0989 secondi. Quasi identico, al valore calcolato con mezzi ottici da Newcomb oltre 100 anni fà e pari, come abbiamo visto, a 86.164,0905382 secondi e senza la precessione perchè provenivano da osservazioni solari delle tavole di Newcomb. Riferendosi allo spazio cosmico infinitamente più lontano ed esterno al sistema solare, queste osservazioni con le quasars sono da considerarsi "siderali" a tutti gli effetti, cioè inclusive della precessione. I dati di Newcomb del 1900 invece non contengono la precessione perchè ricavati dal Sole per cui se facciamo la differenza fra i due giorni siderali (86.164,0989 meno 86.164,0905382 = 0,0083618) abbiamo una precessione che possiamo considerare odierna di 0,0083618 secondi di tempo giornaliera equivalente a (0,0083618 x 366,24219878 x 15 =) 45,93 secondi di arco della sfera celeste annualmente pari a 3 secondi di tempo annuali.

    Questo dato di 45,93 secondi di arco per la precessione annuale è rivoluzionario per diversi aspetti:

    1 – è un dato ricavato direttamente in unità di tempo (8 millesimi di secondo) anzichè in unità di misura angolare di secondi di arco come quello tramandatoci da Ipparco, seppellendo pertanto una volta per tutte l'errata convinzione e nozione che 50 secondi di arco sono equivalenti a 1223 secondi o circa 20 minuti.

    2 – Fa sorgere una ennesima domanda sulla supposta arretratezza scientifica e culturale degli antichi. Dopo tutto il guazzabuglio descritto e che abbiamo avuto da Copernico ad oggi, e che sicuramente continuerà per un bel pezzo, su questa questione, come faceva Ipparco, e/o le persone che lo resero edotto, a tramandarci il suo iniziale valore per la precessione degli equinozi di 46 secondi di arco praticamente uguale a quello attuale ricavato con le quasars???? Incredibile!!!! Una ennesima coincidenza ???

    3 – annula l'errato concetto che possa esistere una sfera celeste di 360 gradi e 525.600 minuti perchè se 3 secondi di tempo sono equivalenti a 45 secondi di arco e noi possediamo entrambe queste corrispondenti misurazione per lo stesso avvenimento ciò è una prova ulteriore, qualora ce ne fosse bisogno, che la sfera celeste geocentrica è una e composta di 360 gradi e 24 ore, ed una corrente attuale realtà.

    4 – Induce alla cautela nell'esternazione di drastiche dichiarazioni sul rallentamento del pianeta. Pur non mettendo in alcun dubbio ciò che tanti rispettabili studiosi hanno accertato e cioè che il pianeta sembra che stia rallentando perdendo circa 2 millisecondi al giorno o circa 1 secondo ogni 500 giorni, per cui già vari sistemi di tempi a partire dagli anni 60 sono stati "allungati" inserendo di tanto in tanto dei secondi supplementari, questo dato, se affidabile come sembra, ci dice che per lo meno sul lungo millenario periodo di circa 2150 anni, come minimo, tra Ipparco e noi, il nostro pianeta ha conservato la sua velocità di rotazione costante se non più veloce seppur di pochissimo, poichè se la precessione attuale di 45,93 è inferiore a quella di 46 secondi di arco annuali di Ipparco ciò significa che la Terra ha acquistato velocità per 7 centesimi di secondo di arco che diviso per 15 ci dà un incremento di 0,0046 cioè 4 millesimi e mezzo di secondo di tempo annuali. E' chiaro comunque che la Terra, come qualsiasi altro vettore in movimento, nel breve periodo è sottoposta a varie turbolenze, accelerazioni e decelerazioni dovute a tante cause, e che pertanto solo sul lunghissimo periodo, centenario se non millenario, si può avere una visione più precisa della realtà. E sarebbe più o meno la stessa cosa anche considerando gli ufficiali 50 secondi di arco di precessione.

    Eppure, nonostante quanto detto, non siamo ancora giunti al cuore del problema, e cioè del perchè Copernico abbia tirato fuori i 1223 secondi di precessione per i 50 secondi di arco di Ipparco. Abbiamo visto che le osservazioni astronomiche e l'esperienza ci dicono che è un errore, ma perchè????

    Anche se già affrontato sommariamente sopra, forse il problema merita una più specifica spiegazione.

    Ai tempi di Ipparco il sistema solare era considerato geocentrico cioè la Terra era al centro immobile mentre il Sole girava intorno alla Terra producendo contemporaneamente il doppio movimento giornaliero e annuale. Essi, gli antichi, naturalmente conoscevano benissimo l'eclittica come la circonferenza della sfera celeste lungo la quale il Sole si spostava nella sua corsa annuale. E ciò gli veniva confermato tutti i giorni prima del sorgere guardando le costellazioni dello zodiaco che, sempre le stesse, si alternavano durante l'anno al crepuscolo sullo sfondo ove stava per sorgere il Sole. Stabilito che l'equinozio precessava sull'eclittica di 50 secondi di arco ogni anno, ai tempi di Ipparco questi 50 secondi erano pertanto inseriti in una sfera celeste geocentrica e corrispondevano a circa 3 secondi di tempo perchè la stessa sfera era determinata dal giro giornaliero di 360 gradi e 24 ore che il Sole effettuava intorno alla Terra. L'eclittica quindi era inclusa nella sfera celeste geocentrica di quei tempi. Ecco perchè gli antichi giustamente ritenevano che per il passaggio fra una costellazione zodiacale e la successiva, all'equinozio di primavera, 30 gradi di differenza, pari a 2 ore di sfera celeste, occorressero, e occorrono, 2100 anni (ad 1 grado ogni 72 anni, 72×30 = 2160 anni).

    Copernico cambiò la prospettiva astronomica mettendo il Sole al centro del sistema Solare con la Terra, assieme agli altri pianeti, che girava intorno al Sole nel suo giro annuale e la stessa Terra che girava su se stessa per il moto giornaliero. Facendo ciò Copernico istituì un secondo sistema detto eliocentrico per il giro annuale della Terra. Mentre prima nella vecchia concezione il moto annuale e quello giornaliero erano inclusi nello stesso sistema geocentrico e nella stessa sfera celeste geocentrica, adesso i sistemi erano diventati due, uno per il moto annuale riferito al sistema solare col Sole al centro, ed uno per il moto giornaliero riferito alla Terra che, roteando su se stessa, continua a produrre immutata l'unica e sola sfera celeste geocentrica dovuta al fatto che l'uomo è rimasto sempre sulla Terra e non ne è ancora scappato via. Chiaramente mentre prima il Sole faceva un giro intorno alla Terra in 24 ore nella stessa sfera celeste geocentrica, adesso, col nuovo sistema eliocentrico, la Terra faceva un giro intorno al Sole in 365 giorni. In questa nuova concezione il dato dei 50 secondi di arco di Ipparco rimaneva invariato perchè erano 50 secondi di arco dell'eclittica in comune sia al Sole che alla Terra. Ma essendo adesso il Sole immobile l'eclittica doveva essere "coperta" o percorsa dalla Terra anzichè dal Sole, ma la Terra, impiegando 365 giorni per fare un giro intorno al Sole, doveva per forza di cose impiegare 365 volte i circa 3 secondi di tempo del sistema geocentrico per percorrere gli stessi 50 secondi di arco (3,35 x 365,2422 = 1223). Questo deve essere stato il ragionamento di Copernico.

    Ma questo cosiddetto terzo movimento della Terra, di precessione ereditato da Ipparco, può trarre facilmente in inganno chiunque. Perchè il tempo che noi conosciamo delle 24 ore è ricavato da una sfera celeste geocentrica ove 24 ore corrispondono ad un giro della stessa sfera di 360 gradi. Quando trasferiamo la nostra attenzione all'eclittica nel nuovo istituito sistema eliocentrico usando parametri relativi al sistema geocentrico dobbiamo farlo sia per i gradi che per il tempo, cioè non possiamo usare due pesi e due misure diverse per lo stesso fenomeno, ciò per non aver un falso risultato. Se l'eclittica è percorsa dalla Terra in 365 giorni, 365 giorni terrestri, in questo periodo di tempo, in parametri geocentrici, essa percorre 365 x 360 gradi in 365 x 24 ore. Ed è chiaro che, visti in questo contesto, anche nel sistema eliocentrico i 50 secondi di arco di eclittica di Ipparco diventano equivalenti a 3,3 secondi di tempo, come osservati dalla Terra in una sfera celeste geocentrica. Non avrebbe e non ha senso se la stessa porzione di eclittiva fosse o sia percorsa in tempi diversi a seconda se vista dalla Terra o dal Sole. E questo naturalmente implica che la Terra perde solo un giorno in un ciclo completo di 26000 anni di precessione sull'eclittica anzichè del fantomatico anno come finora creduto.

    In conclusione il sistema eliocentrico riferendosi solo al moto annuale dei pianeti non ha intaccato la realtà del sistema geocentrico e della sfera celeste geocentrica generati dalla rotazione della Terra e dalla presenza dell'uomo su di essa. Solo quando un giorno potremo andare ad abitare sul Sole allora potremo cancellare per sempre il concetto del sistema geocentrico che tanto fastidio ci dà. E per rimanere nel tema iniziale, naturalmente durante il processo Galilei tutto ciò non fu capito, come lo è ancora difficile oggi per noi, per cui il processo fu un processo contro i fantasmi perchè Chiesa e Galilei avevano entrambi ragione, come detto nel primo commento.

    Penso che sia stato quanto sopra descritto che abbia tradito Copernico. Ma rimane pur sempre la possibilità, che non potremo però mai verificare, che Copernico si sia voluto semplicemente beffare di noi e stia ancora ridendo.

    • Sabrina dice:

      La ringrazio. E' sempre un piacere trovare dei commenti ben curati e minuziosi. Più che un commento il suo meriterebbe di essere un vero e proprio post.
      Come quelli che ho già avuto modo di leggere in altre occasioni su questo Blog.
      Grazie davvero.
      Sabrina

  7. giuseppe savarese dice:

    La ringrazio per il suo apprezzamento.
    E' un onore per me essere ospitato sul suo bel sito, o blog come lo chiama lei, che si distingue per la competenza, l'umanità, la signorilità, e la grande solerzia.
    Essendo io un ospite, e poco sapendo di computers o di post, mi affido nelle sue mani di padrona di casa.
    Grazie per l'ospitalità e cordiali saluti

    • Sabrina dice:

      Il piacere è tutto mio, davvero. Avendo la consapevolezza di saper molto poco ma di interessarmi di molti argomenti differenti, apprezzo la serietà della stragrande maggioranza delle persone che, come lei, lasciano il proprio pensiero e arricchiscono me per prima, e tutti quelli che hanno la fortuna e la voglia di leggere.
      E' solo il mio pensiero molto modesto, ma dall'unione nasce la forza. Solo così si può fare molto per conoscere e imparare.
      Grazie, è sempre il benvenuto. Un cordiale saluto,
      Sabrina

  8. giuseppe savarese dice:

    Conclusione.

    La riflessione, a seguito dei pensieri sul processo Galilei, della conciliabilità del sistema eliocentrico con il sistema di riferimento geocentrico ha aperto nuovi importanti scenari alla mente dell'uomo che forse vale la pena di illustrare, ma solo come uno stimolo generale e culturale.

    Ringraziando in anticipo la bella e brava Sabrina ed approfittando della sua ospitalità, se cortesemente da Lei concessa, vado a "rubare" un pò di ulteriore spazio sul suo bel sito per una, direi doverosa, conclusione finale sull'argomento iniziato su di esso.

    Questi nuovi scenari sono composti principalmente di due parti:
    A – Conseguenze del descritto errore temporale della precessione degli equinozi.
    B – La Riconquista del Passato – Conciliabilità tra sistema eliocentrico e geocentrico in tempi anteriori a quelli di Aristarco di Samo ed Aristotele, oltre che dei giorni nostri.

    A – Conseguenze dell'errore temporale della precessione degli equinozi.

    Questo errore, che ora riassumo, forse sarà ricordato come la trappola millenaria della Ragione. Se l'eclittica è percorsa dalla Terra in 365 giorni ne consegue che un grado della circonferenza dell'eclittica sia "coperto" o percorso dalla Terra in circa un giorno o quasi 24 ore, e pertanto i 50 secondi di arco di Ipparco, essendo 1/72mo di un grado di eclittica, equivalgono a circa 20 minuti, 1/72mo di 1440 minuti o 24 ore. Questo è il ragionamento errato che produce un errore di partenza dal risultato errato per eccesso di ben 365 volte perchè un grado di eclittica è 1/360mo di 365 volte i 360 gradi che vi sono in un giorno. Come è stato più volte evidenziato in modo diverso nei precedenti commenti, e dimostrato, direi, più che dall'uomo, dalla realtà inconfutabile dei fatti.

    Questo è stato, e lo è tuttora, il tranello della Ragione nel quale è incorso il pensiero scientifico da Copernico in poi.

    Oltre che in astronomia, forse questo errore di fondo ha prodotto i suoi effetti più deleteri in campo storiografico. Perchè quando si vanno a tradurre ed interpretare antichi testi scientifici e astronomici in caratteri cuneiformi o geroglifici od anche in greco antico o qualsiasi antica lingua e li si interpreta con questo errore di fondo nella propria mente il risultato non potrà che essere distorto o errato. E ciò naturalmente contribuisce a produrre un pensiero razionale e culturale distorto. Riferisco solo due casi, ma chissà quanti ce ne sono!!!!

    Uno è il caso di Otto Neugebauer, uno degli ultimi grandi studiosi dell'antichità, matematico, astronomo e archeologo, che ha direttamente studiato ed interpretato, per quel che ci riguarda, le conoscenze di Ipparco. Mi riferisco a quanto scritto sul suo forse più celebre testo, un vero e proprio mostro sacro per gli appassionati e per gli studiosi, "A histoiry of Ancient Mathematical Astronomy". Degli scritti di Ipparco non è rimasto niente e tutto quello che sappiamo di lui è stato quotato da Tolomeo. Il buon Ipparco diceva che per anno si intendeva l'anno tropicale, da equinozio a equinozio, e che tale anno consisteva di 365 gioirni + 1/4 di giorno (cioè 6 ore) meno 1/300mo di un giorno. Cioè, fatto il semplice conto, 365 giorni 5 ore 55 minuti 12 secondi. Ipparco diceva anche che i punti equinoziali si muovevano per almeno un grado per secolo nella direzione contraria a quella dei segni dello zodiaco (cioè circa 36 secondi di arco annualmente), (portati poi a circa 46 secondi di arco in base ad un altro antico scritto).

    Con tali dati Neugebauer, facendo il ragionamento errato descritto, produce un anno siderale per i tempi di Ipparco di 365 giorni 6 ore 10 minuti 0 secondi facendo dire ad Ipparco cose che Ipparco non ha mai detto. Per una precessione di 36 secondi di arco annuali, pari a 2 secondi di tempo, Ipparco ci comunicava in realtà che l'anno siderale dei suoi tempi era invece 365 giorni 5 ore 55 minuti 14 secondi. Una bella differenza in cose di questo genere!!!!!

    L'altro caso è quello di un noto professore emerito odierno il quale in un suo libro divulgativo di astronomia ci dice che "Siccome la Terra viaggia alla velocità orbitale di circa centodiecimila chilometri l'ora, essendo 20 minuti un terzo di ora" la Terra, in questi 20 minuti di precessione, disterà di trentaseimila chilometri da dove era l'anno precedente. Ed anche questa naturalmente è una enorme bufala pari a quella di Copernico. Perchè la precessione è solo di 3 secondi annuali, come è stato dimostrato dalla realtà delle osservazioni astronomiche, e la Terra, a 110.000 km/h, in 3 secondi di tempo disterà di soli circa 91 chilometri dal punto orbitale ove stava l'anno precedente, cioè come la distanza approssimativamente fra Venezia e Verona o tra Roma e Civitavecchia, un niente nell'mmensità del Cosmo, altro che 36.000 chilometri!!!

    Cosa si può fare???

    Per il passato poco si può fare. I danni sono stati fatti e ce li teniamo. Molto si può fare invece per il futuro e questo riguarda i giovani che stanno entrando a pieno titolo in un nuovo millennio che sarà ricco di speranze e di nuove migliori possibili visioni solo nella misura in cui essi riusciranno a trarre la giusta lezione dagli errori del passato di un secondo millennio, a parte il Rinascimento, tutto sommato quasi da dimenticare, ma senza rinnegare il passato che nonostante tutto ha prodotto anche cose valide e ottimi esempi. Questi errori descritti in questi commenti forse ci possono fornire un paio di linee guida per il futuro:

    1 – quello che non conosciamo sarà sempre infinitamente maggiore di ciò che conosciamo ed aumenta in misura esponenziale con l'aumento della conoscenza. Questo dovrebbe indurci ad essere molto più umili con l'avanzare nella conoscenza e ci dovrebbe far diffidare sempre delle "certezze", di qualsiasi tipo esse siano. Temo che questa sia una condizione perenne dell'uomo e facente parte del suo mistero. Non riusciremo mai a diventare "Dio" anche se qualcuno lo ha seriamente pensato e lo pensi ancora.

    2 – Non accettare nè insegnare alcuna Teoria che non sia suffragata dalla realtà e dalla sperimentazione. Questo per evitare danni enormi come quelli accennati. Nonostante ciò fosse quello che Galilei andava ripetendo (anche se forse si impuntò un pò troppo con la Chiesa), noi, anche se a parole lo esaltiamo, a fatti ci siamo comportati esattamente al contrario, accettando come verità sacrosante tante teorie che in effetti si stanno rivelando essere solo delle supposizioni o ipotesi molte delle quali errate. La Ragione dovrebbe essere accompagnata sempre dalla Realtà. La Realtà, come il bastone dell'alpinista, può evitarci la caduta nei crepacci. E la Ragione, senza il contrappeso della Realtà dei fatti, da sola potrebbe comportare grossi rischi.

    B – La Riconquista del Passato – Conciliabilità tra sistema eliocentrico e sistema di riferimento geocentrico.

    Negli ultimi 150 anni circa sono state fatte due grandi scoperte dal valore di gran lunga superiore a quello della "rivoluzione copernicana", tutto sommato una semplice rivalutazione di cognizioni già maturate dalla mente dell'uomo nell'antico passato, ma – queste due scoperte – sono passate entrambe quasi sotto silenzio per il pensiero distorto dell'uomo europeo moderno.

    Queste due grandi scoperte, fra le più grandi del secondo millennio, sono:
    – la decifrazione dei geroglifici egiziani antichi nel 1822, dopo una breve difficile ed eroica vita spesa tutta a tale scopo, da parte del grande Jean-François Champollion che forse sarà ricordato per le parole che gridava con gioia quando, dopo aver trovato l'ultima chiave per la completa e giusta decifrazione, correndo per strada dal fratello per annunciargli la notizia esclamava: "Je tiens l'affaire!!!" "Je tiens l'affaire!!!".
    – la decifrazione dei caratteri cuneiformi mesopotamici (sumerici, accadici, babilonesi, persiani antichi) nel 1857, a conclusione di una vita di studi e ricerche, da parte di un team di grandi appassionati e studiosi: gli inglesi Henry Rawlinson e Fox Talbot, il franco/tedesco Jules Oppert e l'irlandese Edward Hincks che agirono indipendentemente l'uno dall'altro.

    E' quindi solo relativamente da poco che si è aperta la finestra sulla conoscenza della storia dell'antico passato, un passato che era rimasto nell'oscurità più totale per millenni, un passato che era tanto antico per il classicismo greco quanto esso lo è da noi oggi. Molte sono le cose che abbiamo appreso e molte si stanno ancora studiando. Per quanto sia forse ancora presto per riscrivere la storia del nostro passato, per tanti motivi ancora legata esclusivamente al classicismo greco ed al suo merito di aver dato "origine" al pensiero filosofico e scientifico dell'uomo moderno, il velo si è alzato ormai, attraverso i tantissimi reperti e scritti ritrovati e tradotti, che dimostrano in modo abbastanza chiaro come gli antichi greci siano stati solo gli ultimi portatori di una antica sapienza e che essi a malapena comprendevano.

    In questa prospettiva appare logico inquadrare l'eliocentrismo dell'antichità. Anzichè il primo, Aristarco di Samo fu solo l'ultimo ad avere per le mani la conoscenza di questa importante nozione che in qualche modo si era salvata dopo il parapiglia delle conquiste assire babilonesi, le conquiste di Cambise, le conquiste di Alessandro Magno e la distruzione o smantellamento prima di On, la più grande università egiziana antica, e poi dei centri culturali persiani e babilonesi da parte sempre di Alessandro Magno. E molti studiosi. comprensibilmente, anche se con grande cautela, per la paura di essere considerati "pseudoscienziati" ed essere estromessi dalla comunità scientifica, hanno cominciato ad ammettere timidamente che molti testi di astronomia babilonesi si possono interpretarere anche da un punto di vista eliocentrico.

    Ora cerchiamo di essere seri. Da questi antichi scritti decifrati e tradotti abbiamo saputo che durante queste millenarie civiltà egiziane e mesopotamiche gli astronomi di quei tempi osservavano e registravano i moti degli astri continuamente per secoli e millenni. Chi conosce la volta o sfera celeste roteante sopra le nostre teste, sempre la stessa da milioni di anni, sà che l'elemento più importante che quasi assale e colpisce con forza la mente dell'uomo che si è cimentato ad osservare il cielo per lo meno per un anno è il fatto che le stelle effettuano un giro in più rispetto al Sole in un anno. In 365 giorni e notti le stelle invece effettuano 366 giri. Una delle prime domande quindi che questi antichi astronomi hanno rivolto alle loro menti deve essere stata: perchè le stelle in un anno di 365 giorni effettuano un giro in più, cioè 366 giri???? E non possiamo credere che questi uomini che si sono cimentati in opere colossali del fisico e della mente, come le piramidi, le opere ingegneristiche di immense canalizzazioni, i tanti monumenti allineati astralmente, il quadrato e la radice quadrata della diagonale del quadrato e del rettangolo, il Pi greco ed il teorema di Pitagora che oggi sappiamo essere stati elaborati dalle menti di questi uonini per lo meno 2000 anni prima dei greci, solo per citarne alcuni, ebbene non possiamo credere che questi stessi uomini, forti dell'esperiena di secoli di osservazioni astronomiche continue, non fossero in grado di rispondere ad una domanda così semplice!!!!

    Perchè la prova, la dimostrazione, inconfutabile, dell'eliocentrismo stà proprio nel fatto che ogni anno le stelle girano, da milioni o miliardi di anni, 366 volte contro 365 volte del Sole, sempre un giro intero di differenza. Il problema che a questo punto si pone è più di carattere sanitario che scientifico. E cioè abbiamo noi il diritto di ritenere che i nostri antenati, solo per il fatto che sono vissuti alcune migliaia di anni prima di noi, fossero degli incapaci, dei cretinotti senza capacità di intendere e di volere sapendo contare al massimo sulle dita delle proprie mani????? Attenzione, la domanda è una lama a doppio taglio perchè se rispondiamo affermativamente ne consegue che anche noi, per lo meno fino ai tempi di Copernico e Galilei, siamo stati altrettanto degli incapaci mentali nel rifiutare di trarre le conclusioni logiche dal fatto che, per esempio, se facciamo un giro intorno ad un monumento al centro di una piazza vediamo il paesaggio circostante effettuare un giro rispetto ad esso.

    Per renderci conto di che cosa stiamo parlando immaginiamo di farci una passeggiata intorno al Colosseo, a Roma, compiendo vari giri in senso antiorario guardando sempre avanti, avendo il Colosseo alla nostra sinistra e la città alla nostra destra. Partiamo per il primo giro dall'altezza dell'arco di Costantino, alla nostra destra, e proseguiamo avendo in successione sempre alla nostra destra il Parco del Celio, il Bar Rossi, le Stanze Reali, via Domus Aurea, via Nicola Salvi, via delle Terme di Tito, via Vittorino da Feltre, la stazione della Metropolitana, via dei Fori Imperiali, Piazza Venere, l'Antiquarium Forense, e quindi di nuovo l'Arco di Costantino. Alla fine di questo primo giro abbiamo, con questa semplice passeggiata, fatto un giro in mezzo alla città di Roma a ciascun punto o direzione della quale abbiamo offerto in successione il fianco destro, le spalle, il fianco sinistro, il viso, e di nuovo il fianco destro. Come se la città di Roma avesse fatto un giro intorno a noi se fossimo rimasti fermi in mezzo a Piazza Colosseo. O come se noi avessimo fatto un giro su noi stessi avendo la città di Roma intorno a noi. Rispetto al Colosseo però non abbiamo fatto nessun giro su noi stessi, nè il Colosseo ne ha fatto rispetto a noi perchè durante la nostra passeggiata abbiamo rivolto al Colosseo sempre e solamente il nostro fianco sinistro. Quindi giri rispetto al Colosseo zero, giri rispetto alla città di Roma uno.

    Dopo magari un caffè partiamo per un altro giro-passeggiata sempre nello stesso senso. Questa volta però durante la passeggiata facciamo diciamo 4 giravolte su noi stessi. Alla fine del giro abbiamo fatto 4 giri su noi stessi rispetto al Colosseo e 5 giri rispetto alla città di Roma per quanto descritto nel paragrafo precedente. Ci prendiamo un altro caffè e ripartiamo per un altro giro ancora intorno al Colosseo questa volta però facendo durante la passeggiata 20 giravolte su noi stessi. Alla fine di questo terzo giro abbiamo fatto 20 giri su noi stessi rispetto al Colosseo e 21 giri rispetto alla città di Roma. Constatiamo quindi che qualsiasi sia il numero di giravolte che noi facciamo su noi stessi, la differenza di giri rispetto al Colosseo e rispetto alla città di Roma è sempre di uno.

    Questa differenza di un giro in più rispetto alla città di Roma e rispetto al Colosseo si verifica sempre solo ed esclusivamente nella condizione in cui noi siamo fra il Colosseo e la città di Roma e se giriamo intorno al Colosseo.

    Se sostituiamo il Sole al posto del Colosseo, la Terra al nostro posto, e le stelle al posto della città di Roma circostante (anche se le stelle sono infinitamente più lontane della distanza Terra-Sole), le 12 costellazioni zodiacali al posto dei 12 punti di riferimento della città di Roma, abbiamo in pratica effettuato una dimostrazione logica e precisa dell'eliocentrismo in modo estremamente semplice che anche un bambino può capire. E di conseguenza abbiamo anche dimostrato e risposto alla domanda del perchè in un anno le stelle girano 366 volte mentre il Sole gira (apparentemente) sempre e solo 365 volte. L'esperimento può anche essere effettuato intorno ad un palo in mezzo ad una radura o in altro modo equivalente.

    Appare oggi abbastanza chiaro quindi che questa conoscenza dell'eliocentrismo era già nota nell'antichità per lo meno a partire dal 3000 A.C. circa, allorchè iniziò la storia dell'Egitto dinastico con la demarcazione dei confini dello stesso Egitto. Questi confini furono stabiliti in gradi di latitudine perchè l'Egitto doveva essere, nella concezione di questi antichi ignoti maestri, un modello del Cosmo sulla Terra. Il confine meridionale fu perciò stabilito alla latitudine 24° 00' Nord, in corrispondenza del bordo superiore della prima cataratta del Nilo, mentre il confine settentrionale fu stabilito alla lataitudine di 31° 30' Nord, in corrispondenza dela località di Behdet. Ciò perchè a quei tempi l'inclinazione dell'asse terrestre era di 24° 00', il diametro del sole è circa 30' e la fascia settentrionale dello zodiaco è di 7° 00'. Il Sole quindi capitava allo zenith al tropico del cancro di 24° 00' Nord una volta all'anno e la lunghezza dell'Egitto, oltre che essere 1/12mo dell'arco meridiano dall'equatore al polo era anche pari alla larghezza della fascia settentrionale dello zodiaco di 7° di latitudine. Ho citato tutto questo per dire che se già a quei tempi questi signori usavano misurare la Terra coi gradi di latitudine, oltre che di longitudine, dovevano per forza conoscere sia le dimensioni del pianeta e sia che la Terra aveva la forma di una sfera.

    La domanda che sorge spontanea e che noi dobbiamo porci oggi è: Perchè una cosa così semplice come la dimostrazione e la realizzazione che il sistema solare è eliocentrico non è stato possibile concretizzarla per migliaia di anni????

    C'è una sola risposta possibile ed altrettanto semplice. Perchè dopo le millenarie civiltà egiziana e mesopotamiche per migliaia di anni non si è più stati in grado di fare osservazioni astronomiche in modo continuativo, giorno e notte, con un gruppo organizzato di astronomi, perchè una o due persone non ce la possono fare da sole a stare sveglie tutte le notti per anni. non dico per secoli o millenni, ma per lo meno per alcuni decenni. Solo conoscendo profondamente il movimento della sfera celeste roteante intorno a noi possiamo capire l'importanza ed il significato del giro che abbiamo fatto intorno al Colosseo. E per dimostrare l'eliocentrismo o il geocentrismo quindi passiamo una vita a ricercare una prova o una soluzione "scientifica" o matematica, seduti alla scrivania e con la penna in mano, come ha fatto Aristotele e/o Tolomeo, o con sparse insufficienti singole osservazioni di singoli uomini, senza accorgerci della Realtà che stà intorno a noi e che da sola, se si ha la pazienza della lunga osservazione, ci fornisce la risposta sia dell'eliocentrismo e sia della conciliabilità fra sistema eliocentrico e sistema geocentrico.

    Quando parliamo di sistema geocentrico oggi, certamente non intendiamo che la Terra sia al centro del sistema solare ed anzi chiedo scusa al lettore se non mi sono espresso bene in precedenza. Lì c'è già il Sole e nessuno gli potrà rubare il posto. Noi parliamo di sfera celeste geocentrica o, con una moderna denominazione, sfera di riferimento geocentrica. Fra i suoi vari sistemi di riferimento per seguire le navigazioni delle tante sonde o navette spaziali nel Cosmo, finanche la Nasa, l'istituzione spaziale americana, si serve anche del sistema di riferimento geocentrico. E certamente la Nasa quando usa questo sistema geocentrico non intende scalzare il posto al Sole, ed indirettamente ed in silenzio ha riconosciuto che il sistema eliocentrico ed il sistema di riferimento geocentrico sono due realtà coesistenti, indipendenti ed immutabili. Lo stesso quando sentiamo che "alle ore 20.04 UT del giorno X un grosso meteorite si è abbattuto su Giove o su un altro pianeta" stiamo usando una sfera di riferimento geocentrica per indicare un avvenimento spaziale in un sistema solare eliocentrico.

    Abitando noi sulla Terra per forzata comodità noi continuiamo ad effettuare tutti gli studi ed osservazioni astronomiche relativamente ad una sfera celeste geocentrica sulla quale è concentrata la stragrande maggioranza della conoscenza dell'Universo anche se sappiamo benissimo che al centro del sistema solare c'è il Sole, una nozione che ci aiuta a dare il giusto valore, la giusta prospettiva e la giusta interpretazione ai moti astrali. Ma se, a seguito di guerre catastrofiche o sconvolgimenti naturali, l'umanità dovesse essere rigettata in un lungo secolare o millenario medioevo perdendo tutte le sue conoscenze e dovesse essere costretta a ricominciare daccapo con poche sparse notizie del suo passato, allora, in assenza di lunghe e continue decennali o secolari osservazioni del cielo, si ricomincerà con un altro Aristotele che sicuramente non avrà idea nè di eliocentrismo e nè di conciliabilità tra sistema eliocentrico e sfera celeste geocentrica.