La Nube di Magellano si svela con Spitzer Space Telescope


La Piccola Nube di Magellano. Crediti: NASA/JPL-Caltech/STScl. Disponibile alla pagina: http://www.nasa.gov/images/content/415381main_A-SMC_IRAC-MIPS_crop-med.jpg

 
L’immagine nell’infrarosso della Piccola Nube di Magellano, ripresa dallo Spitzer Space Telescope della NASA, mostra le stelle e la polvere di questa galassia come mai si erano viste prima. La Piccola Nube di Magellano è una galassia satellite della nostra, che dista approssimativamente circa 200.000 anni luce.

Qui si osserva il corpo centrale della Piccola Nube di Magellano che comprende una “barra” sulla sinistra e un'”ala” che si estende sulla destra della foto. La barra contiene sia stelle vecchie (in blu) che giovani che illuminano la polvere da cui si sono formate (in verde e rosso). L’ala è ricca soprattutto di stelle giovani. Inoltre, in basso a sinistra, si osserva un ammasso globulare di colore blu e, in verde a destra in alto e in basso nell’angolo, l’emissione delle polvere della nostra Galassia.

I dati ricavati da questa immagine vengono usati dagli astronomi per studiare il ciclo vitale della polvere dell’intera galassia: dalla sua formazione nelle atmosfere stellari, a quella consumata per formare nuove stelle, o come serbatoio per il mezzo interstellare attuale. La polvere formatasi nelle stelle vecchie ed evolute (quelle blu con un sfumatura rossa) viene misurata a lunghezze d’onda infrarosse centrali. La polvere interstellare attuale viene pesata misurando l’intensità e il colore di emissione a lunghezze d’onda nel lontano infrarosso. La velocità alla quale il materiale grezzo viene consumato è determinato studiando le regioni di gas ionizzato e le stelle giovani (le regioni estese in giallo e in rosso). La Piccola Nube di Magellano, e la sua compagna, La Grande Nube di Magellano, sono le due galassie dove questo tipo di studio è possibile e la ricerca non può essere fatta senza lo Spitzer Space Telescope.

Questa immagine è stata ripresa dalla camera e dal fotometro a bordo del telescopio spaziale (a 3,6 micron per le regioni blu, 8,0 micron per il verde, mentre il rosso è una combinazione di 24-70 e 160 micron). Il blu traccia prevalentemente le stelle vecchie; il verde l’emissione dei grani di polvere organica (principalmente i “polycyclic aromatic hydrocarbons”); il rosso l’emissione dei grani di polvere più grandi e freddi.

Per ulteriori informazioni, si visiti il sito di Spitzer Space Telescope alla pagina: http://www.nasa.gov/mission_pages/spitzer/multimedia/asmccaption.html .

La stessa notizia è stata pubblicata anche sul Blog GruppoLocale.it alla pagina: http://www.gruppolocale.it/?p=1912 .

Sabrina

Informazioni su Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".
Aggiungi ai preferiti : Permalink.

I commenti sono chiusi