Curiosità sugli asteroidi

L’asteroide Eros. Fonte: NASA.

Gli asteroidi orbitanti fra Marte e Giove si possono quantificare in circa 50.000 unità. Tuttavia, se si potessero aggregare insieme a formare un unico pianeta, la massa risulterebbe inferiore a quella della Luna a causa delle loro piccole dimensioni.
Sono detti spesso anche “pianetini”, ma si tratta di corpi solidi di dimensioni variabili da 10 metri a 1000 chilometri circa di diametro e di forma irregolare, con una composizione pietrosa o ferrosa, che orbitano, come tutti i pianeti, intorno al Sole raccogliendosi, in generale, in grandi gruppi.

Cerere, il più grande e scoperto da Giuseppe Piazzi a Palermo nel capodanno del 1801, ha un diametro di 1000 chilometri, ma la stragrande maggioranza di essi, non arriva a superare i 100 chilometri di diametro; i più piccoli che si è potuto osservare e misurare arrivano a qualche centinaio di metri.
Il secondo asteroide ad essere scoperto, Pallade, fu trovato l’anno successivo da un osservatore che stava cercando Cerere e questa scoperta incoraggiò la ricerca di altri pianetini. il 29 marzo 1807 fu scoperto il terzo asteroide, Vesta, il più brillante che ha un diametro di 525 chilometri. Dalle immagini pervenute dal telescopio spaziale Hubble nel novembre-dicembre 1994, si è potuta creare una mappa della sua superficie, durante un’intera rotazione della durata di 5 ore e 34 minuti. La sua superficie risulta alquanto tormentata, con flussi di lava e un gigantesco impatto che ha scavato il suolo in profondità tanto da far scorgere gli strati al livello del mantello.

Sabrina

Informazioni su Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".
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