A rischio l’Istituto Nazionale di Astrofisica


 

a cura della Redazione Inaf Multimedia

 

Pubblichiamo volentieri dal sito INAF la notizia della lettera al Presidente della Repubblica, che fa seguito alla decisione della recente finanziaria di sciogliere l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) accorpandone le risorse umane e materiali al Centro Nazionale delle Ricerche (CNR).

La notizia è arrivata improvvisa senza alcuna concertazione con i diretti interessati, incluso lo stesso direttore dell’ente, Tommaso Maccacaro. Non infondate a nostro avviso le preoccupazioni per la sorte della ricerca scientifica ed astronomica nel nostro paese, nonché per il destino lavorativo delle molte persone impiegate a tempo determinato, espresse da più parti in questi giorni (MC).

Il Consiglio Scientifico dell’INAF si è rivolto con una lettera al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Nella lettera, recapitata questa mattina, si legge tra l’altro: “Ci appelliamo a Lei Signor Presidente, che da sempre considera la ricerca e la formazione come passaggi indispensabili per la crescita economica, perché esorti il Governo ad un esame più attento dell’attività del nostro Istituto e delle conseguenze negative che una tale scelta avrebbe sulla comunità astrofisica italiana, una delle più competitive a livello mondiale”.

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Il Consiglio Scientifico evidenzia come l’accorpamento con il CNR metterebbe a rischio gli accordi internazionali in essere e aggiunge: “Senza produrre alcuna apprezzabile economia di scala, lo smembramento dell’INAF all’interno del CNR provocherebbe una irreversibile, pesante caduta della ricerca astrofisica italiana”. A pochi mesi dalla chiusura a Padova delle celebrazioni internazionali promosse dall’UNESCO per l’Anno Internazionale, questa decisione suona come una beffa, oltre che un tragico errore”.

La lettera è per conoscenza al Ministro Gelmini alla quale invece si è rivolto direttamente il Comitato dei Direttori dell’INAF: “Nonostante le difficoltà di questi anni il nostro Paese, grazie ai ricercatori dell’INAF ha migliorato e consolidato la sua posizione internazionale nel campo della ricerca astronomica, disciplina che, oltre ad una notevole valenza scientifica e culturale, ha notevoli ricadute sull’industria nazionale che così ha potuto competere per la realizzazione di strumentazione scientifica di avanguardia. Risultati ottenuti grazie alla partecipazione attiva e qualificata di giovani ricercatori non strutturati che si dimostrano sempre estremamente competitivi nel panorama europeo e mondiale. Oggi, le ragioni che portarono alla costituzione dell’INAF appaiono intatte. Una struttura indipendente ha infatti, oltre ad una migliore capacità di promuovere la ricerca di punta, anche quella di rappresentare autorevolmente l’Italia nei grandi progetti internazionali. Questa è una sfida che la comunità astrofisica italiana si sente in grado di affrontare in modo autonomo anche considerando che, sotto l’impulso del MIUR, si è avviata una fase di riordino di tutti gli Enti di Ricerca”.

Segnaliamo inoltre la trasmissione radiofonica “Caccia al fotone” con Tocci, Cattaneo e Maccacaro: http://www.media.inaf.it/gallery/v/voci/radio/20100529-cacciaalfotone.mp3.html

Lettera del Consiglio Scientifico al Presidente Napolitano: http://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2010/05/Napolitano_finale.pdf

Lettera del Comitato dei Direttori al Ministro Gelmini: http://www.media.inaf.it/wp-content/uploads/2010/05/scioglimentoINAF1.pdf

Dal sito INAF Media: http://www.media.inaf.it/2010/05/29/gli-appelli-del-comitato-scientifico-e-dei-direttori/ .

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.

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3 risposte a A rischio l’Istituto Nazionale di Astrofisica

  1. Francesca dice:

    Speriamo che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano faccia qualcosa… Sarebbe davvero un peccato.
    Ora anche un altro Presidente, quello americano, ha una marea nera da risolvere.

  2. monica dice:

    Tagli alla Scienza, all'Arte, alla Musica, all'Istruzione. Saranno questi i segnali dell'inevitabile decadimento di una civiltà ? La fine di una civiltà avviene inesorabilmente senza che i suoi contemporanei se ne rendano conto,l a stiamo vivendo? Molti segnali ci fanno pensare di si, volendo essere pessimisti o forse sarebbe meglio dire realisti. Eppure dovrà esserci un meccanismo per innescare una via salvifica. In Italia il processo sembra inarrestabile ma non credo sia lo stesso nel resto del mondo. O almeno vorrei crederlo.

    • Sabrina dice:

      Ciao Monica, è con molto piacere che leggo il tuo commento… Rispecchia anche il mio. In Italia sembra non vi sia più alcuna via di uscita, all'estero le cose continuano ancora ad andare, nonostante grosse e nuove difficoltà economiche, quasi del tutto inesistenti fino a qualche tempo fa.
      Siamo davvero in mezzo ad un disastro. Oltre a sentire del petrolio sulle coste americane (che sta distruggendo non l'ecosistema americano ma la vita marina su vasta scala) a casa nostra le cose non vanno poi così bene. Forse ci rimane la speranza?
      Grazie davvero. Sabrina