Il Sole in visione 3D a Santa Maria di Sala

 

Fonte NASA: http://www.nasa.gov/centers/marshall/png/455878main_Xflare_dec14_2207.png

Domani sera, giovedì 3 giugno 2010, presso l’Osservatorio Astronomico di Santa Maria di Sala (Venezia) del Gruppo Astrofili Salese Galileo Galiei continua il XXX Corso di Astronomia. L’ospite della serata sarà il Prof. Mauro Messerotti, Docente presso il Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi di Trieste e Astronomo presso l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) – Osservatorio Astronomico di Trieste, con una presentazione dedicata al Sole dal titolo: “Il Sole … e non solo, in visione tridimensionale (con occhialini)”.

Il Prof. Messerotti porta avanti da molti anni ricerche sulla fisica delle emissioni radio del Sole e sulla meteorologia dello spazio con particolare riguarda all’Astrobiologia. Si occupa inoltre di Comunicazione Scientifica e di Divulgazione. (Fonte: http://ulisse.sissa.it/personaggi/Uper071212s014).


Riporto qui di seguito un commento lasciato dal Prof. Messerotti su Ulisse.

L’effetto del Sole sulle glaciazioni

Fonte: “Ulisse”. Disponibile su: http://ulisse.sissa.it/chiediAUlisse/domanda/2004/Ucau040603d001
La stella Sole è il principale fattore pilota del clima sulla Terra ma non è semplice evidenziare con chiarezza le relazioni di causa ed effetto perchè sono molti i fenomeni che, sovrapponendosi in modo non lineare, concorrono a determinare il clima terrestre. Ciò a causa da un lato, della complessità dei fenomeni solari stessi, ancora lontana dall’essere completamente capita e, dall’altro, dalla complessità dell’atmosfera terrestre, del mare, della terra e della loro risposta alle variazioni delle emissioni solari.

A ogni secondo il Sole emette in tutte le direzioni dello spazio interplanetario una quantità di energia pari a 3,82 x 1033 watt (3,82 milioni di miliardi di miliardi di Gigawatt; 1 Gigawatt = 1 miliardo di watt). Di tutta questa energia la Terra, che si trova a 149,6 milioni di chilometri di distanza dal Sole, capta in media solamente 1366 watt per metro quadrato di superficie, che corrisponde a 173 milioni di Gigawatt su tutto il pianeta. Parte di essa (366 watt per metro quadrato ovvero 46 milioni di Gigawatt su tutto il pianeta) viene assorbita dall’atmosfera terrestre, che così si riscalda, mentre 1000 watt per metro quadro arrivano fino al livello del mare, contribuendo al budget energetico totale per 127 milioni di Gigawatt.

Nonostante la quantità media di energia che la Terra capta dal Sole per unità di superficie venga definita “costante solare”, in realtà essa varia con una periodicità di circa 11 anni seguendo il ciclo di attività solare descritto dal numero di macchie solari presenti sulla fotosfera, la superficie visibile della nostra stella. Un maggior numero di macchie solari, intense concentrazioni di campo magnetico, determina una maggior quantità media di energia magnetica che alimenta una maggior emissione media di radiazione ultravioletta e raggi X dalla cromosfera e dalla corona solare, rispettivamente la parte bassa e quella alta dell’atmosfera solare. Tale energia magnetica viene anche liberata in modo esplosivo nei brillamenti solari sotto forma di lampi intensissimi di radiazione ultravioletta ed X.

Quando il Sole è attivo, quindi, la Terra viene riscaldata un po’ di più rispetto ai periodi di Sole quieto. La variazione della costante solare dal massimo al minimo di attività è di circa 1,2 watt per metro quadro, cioè lo 0,09 % di 1366 watt per metro quadro. Il che si traduce in una diminuzione di energia di 15 milioni di Gigawatt ricevuti dal nostro pianeta, che riceve in tal caso 158 anzichè 173 milioni di Gigawatt.
Questa piccolissima variazione di energia influisce sul clima terrestre quando, invece di seguire la periodicità di 11 anni, la diminuzione si protrae per un periodo più lungo. In tale situazione presumibilmente il sistema terrestre non è più in grado di compensare il deficit energetico prolungato con l’energia globalmente disponibile. Come osservato da J. Eddy negli anni ’70, la “piccola era glaciale” tra la seconda metà del XVII secolo e gli inizi del XVIII secolo corrisponde a un periodo del ciclo di attività solare chiamato “Minimo di Maunder”, durante il quale per 75 anni (1645-1715) non erano praticamente state osservate macchie solari sulla fotosfera: una temporanea scomparsa del ciclo nella vita della stella coincidente con temperature medie molto basse sulla Terra, come riportano le cronache e mostrano i quadri degli artisti dell’epoca.

Indicazioni sugli effetti del ciclo di attività solare sul clima terrestre in epoche precedenti al 1600, quando non esistevano ancora osservazioni delle macchie solari, si sono ottenute misurando negli alberi la quantità di carbonio 14, la cui formazione è stimolata dai raggi cosmici, particelle di altissima energia che provengono da tutte le direzioni dello spazio, il cui flusso diminuisce quando il Sole è attivo. Ciò perchè il vento solare, un flusso di particelle accelerate nella corona solare in cui sono immersi tutti i corpi del Sistema solare e quindi anche la Terra, diviene più denso e veloce e li devia dal loro percorso. Minima attività solare significa perciò:

(a) minor flusso del vento solare
(b) maggior flusso di raggi cosmici
(c) conseguente maggior formazione di carbonio 14 negli alberi.

Ciò ha consentito di identificare il “Minimo di Spörer”, un altro periodo di minima attività solare durato per ben 90 anni (1460-1550). Analogamente è stato identificato il “Grande Massimo”, un lungo periodo di massima attività solare della durata di 150 anni (1100-1250). In questo caso, le temperature medie dovevano essere piuttosto elevate anche nei paesi nordici, poichè la vite si poteva coltivare a latitudini maggiori di 50° Nord. Infatti i Vichinghi scoprirono la costa nord-orientale degli Stati Uniti in questa epoca e la chiamarono la “Terra del Vino” (Vinland).


Minimo di Maunder. Fonte: http://cfivarese.altervista.org/Maunder_minimum.PNG .

Per tutte le informazioni visitate il sito “AstroSalese Galileo Galilei” alla pagina: http://astrosalese.interfree.it/body.html. L’Osservatorio Astronomico è in Via G. Ferraris, 1, Santa Maria di Sala (Venezia).


La mappa per arrivare all’Osservatorio:
http://astrosalese.interfree.it/mappa.html ;
Contatti: Tel. 340 34 50 274 – Fax: 041 48 65 55
email:
astrosalese@libero.it  .

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
Aggiungi ai preferiti : Permalink.

5 risposte a Il Sole in visione 3D a Santa Maria di Sala

  1. massimo brendolin dice:

    Ci sarò sicuramente anche domani, anche perchè mi sembra un argomento quantomai interessante. Sono proprio curioso di sentire da uno specialista cosa ne pensa del periodo di ridotta attività solare di quesi ultimi tempi e dei suoi effetti sul clima, vista la grande discussione che c'è attorno al riscaldamento globale e al fattore antropico.

    Ciao Sabrina, a domani. 🙂

    • Sabrina dice:

      Ciao Massimo, ammiro il Prof. Messerotti e non posso nasconderti che è un grande piacere ascoltarlo quando parla del Sole e delle interazioni del vento solare con il campo magnetico terrestre. Sicuramente stasera avrai modo di capire il mio entusiasmo. E' un compositore che scrive musica osservando il cielo. Grazie Massimo! A stasera.

      • massimo brendolin dice:

        E hai proprio ragione nell'ammirarlo: E' stata una splendida conferenza!

        • Sabrina dice:

          Mi fa molto piacere leggere che anche tu sei d'accordo con me… Ora aggiungo che il Prof.. Messerotti è anche una persona umanamente squisita: l'ho scoperto ieri sera dopo anni di ammirazione a distanza e di ascolto delle sue conferenze. L'ammirazione è aumentata…

          Ha un modo elegante di presentare la fisica dello spazio: la nostra stella e l'ambiente interplanetario (quello che in termine tecnici chiamava "meteorologia dello spazio") meritano di essere studiati a FONDO, ma mancano i FONDI! Risultato? Si sta andando a FONDO! E questo è ciò che fa stringere il cuore.