Il moto retrogrado dei pianeti (II parte)

Distanze angolari massime dal Sole, sotto le quali è possibile vedere un pianeta come Mercurio o Venere. Entrambi possono essere osservati al tramonto o all’alba, a seconda delle epoche. Mercurio non supera mai i 28°, mentre Veneere può raggiungere al massimo 48°. Cliccando sull’immagine si può ingrandirla.

La luminosità dei pianeti varia considerevolmente. Quando Venere appare per la prima volta nel cielo della sera, e prende appunto il nome di “stella della sera”, il pianeta è poco luminoso.

Ma, durante i seguenti quattro o cinque mesi Venere si allontana dal Sole, spostandosi apparentemente verso Est, e gradualmente diventa così luminoso che spesso può essere visto anche di giorno, se il cielo è limpido. Qualche settimana più tardi, quando il pianeta ritorna verso Ovest, avvicinandosi al Sole, diminuisce rapidamente di luminosità, oltrepassa il Sole e riappare ben presto nel cielo del mattutino, prendendo perciò il nome di “stella del mattino”. Poi prosegue il ciclo delle variazioni di luminosità , in ordine inverso rispetto al precedente: prima è luminoso, poi gradualmente la sua luminosità si affievolisce. Le variazioni di Mercurio seguono all’incirca lo stesso andamento ma, poiché questo pianeta si trova sempre in vicinanza del Sole, lo si scorge sempre immerso in un chiarore che rende difficile l’osservazione dei suoi cambiamenti di luminosità.

Si dice che un pianeta è in opposizione quando viene a trovarsi esattamente in direzione opposta al Sole come in questo caso.

Marte, Giove e Saturno sono al massimo di luminosità quando vengono a trovarsi in moto retrogrado, cioè in opposizione al Sole. Tuttavia, la loro luminosità massima varia nel giro di parecchi anni. Tale variazione è più evidente per Marte; questo pianeta è al massimo di luminosità quando si trova in opposizione al Sole.

Il Sole, la Luna e i pianeti, di regola, si muovono verso Est in mezzo alle stelle; un’altra caratteristica comune è che sia la Luna sia i pianeti, a eccezione di Plutone, si trovano tutti entro una fascia di circa 8° per parte rispetto alla traiettoria del Sole. Queste sono le principali osservazioni dei fenomeni celesti che possono essere facilmente effettuate. Esse erano note anche agli antichi, e ai loro tempi come ai nostri, le misteriose regolarità e le variazioni individuate stimolavano la ricerca di una qualche spiegazione.

Continua…

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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4 risposte a Il moto retrogrado dei pianeti (II parte)

  1. valeria dice:

    ciao Sabrina,

    che bello che è…le cose le sai spiegare davvero bene.
    e poi parli proprio di Mercurio, il 'mio' pianeta che sto osservando in questi giorni…

    continua così!

    • Sabrina dice:

      Valeria, sei più che la benvenuta, lo sai! Dopo la puntata che abbiamo registrato insieme, ora potresti cimentarti qui, ma senza fretta e senza costrizione.
      E di Mercurio io posso solo sbagliare, da te, invece, c'è molto da imparare. E se hai qualche suggerimento da darmi, lo sai che l'accetto ben volentieri…
      Grazie, mi ha fatto piacere trovarti anche qui!!!
      Un abbraccio.

  2. Ricardo L. Garcia dice:

    Very clearly explained…

    • Sabrina dice:

      Thank you very much, Ricardo. I should insert the English version too…