Un pianeta intorno a Beta Pictoris

Questa immagine artistica mostra come potrebbe apparire il pianeta all’interno del disco di Beta Pictoris. Vecchia solo di 12 milioni di anni. Beta Pictoris è una stella circa 75% più massiccia del nostro Sole che si trova a circa 60 anni luce di distanza dalla Terra, in direzione della costellazione del Pittore (The Painter) e rappresenta uno degli esempi più spettacolari di stella circondata da un disco di polvere.

Alcune osservazioni avevano mostrato una deformazione o curvatura del disco, ossia la presenza di un disco secondario inclinato e di alcune comete in caduta sulla stella, che avevano suggerito l’idea della presenza di un pianeta massiccio intorno alla stella.

Osservazioni più recenti compiute con lo strumento NACO del Very Large Telescope dell’ESO negli anni 2003, 2008 e 2009, hanno mostrato l’esistenza di un pianeta intorno a Beta Pictoris, ad una distanza compresa tra 8 e 15 volte la distanza Terra-Sole (ossia 8-15 unità astronomiche), che è circa la distanza alla quale si trova Saturno dal Sole. Questa è anche la più picola orbita mai osservata di un pianeta extrasolare.

Il pianeta, chiamato Beta Pictoris b, ha una massa di circa nove volte quella di Giove e sia la sua massa che la sua posizione sono tali da spiegare la deformazione osservata nelle parti più interne del disco. In particolare, nel 2003 era stata osservata una debole fonte di luce all’interno del disco, ma non era stato possibile escludere la possibilità che si trattasse di una stella di fondo. Con le ulteriori osservazioni, quelle del 2008 e del 2009, questa fonte luminosa era sparita. In osservazioni più recenti (autunno 2009), si è potuto osservare l’oggetto in direzione opposto del disco, dopo un periodo durante il quale era stato nascosto o dietro oppure davanti alla stella. L’oggetto in questione era effettivamente un pianeta extrasolare in orbita intorno alla sua stella.

Il breve periodo di rotazione del pianeta permetterà di registrare l’orbita completa in circa 15-20 anni e altri studi del sistema di Beta Pictoris forniranno preziose indicazioni sulla fisica e sulla chimica dell’atmosfera di un pianeta gigante giovane” ha affermato Mickael Bonnefoy, ricercatore del gruppo di ricercatori. Inoltre, “l’esistenza di Beta Pictoris b suggerisce che dei super-Giove possano essere un risultato molto frequente di formazione di pianeti intorno a stelle massicce” ha aggiunto Gael Chauvin.

Questi pianeti disturbano i dischi attorno alle loro stelle, creando strutture che potrebbero essere effettivamente osservate con l’Acatama Large Millimeter/Submillimeter Array (ALMA), il telescopio rivoluzionario costruito dall’ESO in collaborazione con altri enti internazionali.

Fonte ESO: http://www.eso.org/public/news/eso1024/ .

Sabrina

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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