La Solar Probe Plus, dentro la torrida atmosfera solare…

Un’immagine di fantasia della Solar Probe Plus, mentre raccoglie dati avvicinandosi “temerariamente” alla nostra stella…. Crediti: JHU/APL.

di Marco Castellani, Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF)-Osservatorio Astronomico di Roma

L’agenzia spaziale statunitense ha iniziato lo sviluppo per una prossima missione dedicate all’esplorazione del Sole, ad un livello di dettaglio finora mai raggiunto. Il progetto senza precenti, prende il nome di Solar Probe Plus, ed è destinato ad essere lanciato non prima del 2018.

La sonda in fase di ideazione, avrà la grandezza di una piccola automobile. La cosa interessante è che si tufferà nell’atmosfera solare, a poco più di sei milioni di chilometri dalla superficie della nostra stella. Da tale posizione “privilegiata” dovrà esplorare una regione che nessuna sonda ha mai potuto investigare. A tale scopo la NASA ha già selezionato cinque progetti scientifici che dovranno servire a svelare alcuni dei più grandi segreti che il nostro Sole ancora cela agli scienziati.

Uno dei misteri più grandi che si spera di risolvere, è anche molto semplice a raccontarsi: gli astronomi non si spiegano ancora come mai l’atmosfera solare esterna appaia agli strumenti sensibilmente più calda della superficie visibile del Sole. Un’altra questione che aspetta di essere risolta ha a che vedere con i venti solari e con il meccanismo stesso della loro origine. Sono questioni  – come sottolinea Dick Fisher, direttore della divisione di Eliofisica dell’ente spaziale americano – che aspettano una soluzione da decenni. La missione Solar Probe Plus ha tutte le carte in regola per portare gli scienziati verso la definizione di un modello solare che spieghi questi “misteri”.

Come si può ben comprendere, l’ambiente nel quale la sonda è destinata ad operare sarà tutt’altro che “amichevole”: sebbene apparentemente ancora distante dalla superficie del Sole, infatti, la sonda dovrà vedersela con temperature superiori ai 1400 gradi centigradi, e con “sbuffi” assai intensi di radiazione solare.

Che dire, decisamente non è un posto da visitare con equipaggi a bordo…. !

Fonte JPL NASA: http://www.jpl.nasa.gov/news/news.cfm?release=2010-284&rn=news.xml&rst=2720 .

Marco

Informazioni su Sabrina Masiero

Ricercatore Astronomo (Tecnologo III livello) presso INAF-Osservatorio Astronomico di Palermo-Gal Hassin, Centro Internazionale delle Scienze Astronomiche di Isnello, Palermo. In precedenza: Borsista presso INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e Fundaciòn Galileo Galilei, FGG-Telescopio Nazionale Galileo, La Palma, Isole Canarie.
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2 risposte a La Solar Probe Plus, dentro la torrida atmosfera solare…

  1. Francesco dice:

    Molto bene: di solito, queste missioni così estreme, oltre agli scopi per cui sono dedicate, hanno una ricaduta positiva anche sulla tecnologia "di tutti i giorni". Infatti, per farle resistere in ambienti tanto ostili, dovranno sicuramente pensare a materiali o utilizzi "alternativi".

    Francesco

    • Sabrina dice:

      Ciao Francesco, aspettiamo le ricadute positive sulla tecnologia di tutti i giorni e sulla medicina che è sempre stata uno dei campi più coinvolti. Come dici tu, le condizioni estreme in cui le sonde, vengono a trovarsi, comporta nuove sollecitazioni della mente umana. Tutte le soluzioni nuove poi vengono impiegate nella vita di ogni giorno: dall'aeroporto alla nostra quotidianità, dalla medicina alla nuova ricerca per il domani.
      Grazie.