Plutone, Caronte e due nuovi satelliti


Il sistema Plutone-Caronte ripresi dall’Advance Camera for Survey (ACS) a bordo di HST.

 

Due immagini riprese dagli strumenti Advanced Camera for Survey / High Resolution Camera (ACS/HRC) a bordo dell’Hubble Space Telescope l’11 giugno 2002, il 15 maggio 2005 e il 18 maggio 2005. Nelle immagini del 2005 si vedono chiaramente Plutone, Caronte e due nuovi satelliti, S2005/P1 e S2005/P2.
Crediti immagini: NASA / ESA / JHU-APL / SwRI

Scoperti il 15 giugno 2005 dall’Hubble Space Telescope, i due nuovi satelliti di Plutone sono stati chiamati Idra (quello che inizialmente era stato classificato come S/2005 P1) e Notte (S/2005 P2). Il diametro di Idra è compreso fra 44 e 130 km, è 1.25 volte più luminoso di Notte e, assumendo la stessa albedo per i due satelliti, Notte deve essere relativamente più piccolo di Idra.

Idra e Notte hanno velocità di rivoluzione intorno a Plutone più bassa rispetto a quella di Caronte perché più lontani di quest’ultimo dal loro pianeta. Inoltre, sono migliaia di volte meno luminosi di Plutone e Caronte.

Plutone e Notte appaiono rossastri, mentre Idra ha una colorazione tendente al grigio, colorazioni che si possono spiegare per le formazioni geologiche differenziate sulla loro superficie.
La presenza di marcate differenze cromatiche sembra sfavorire la teoria secondo cui il sistema plutoniano si sarebbe originato da un grande impatto.

Fonte NASA : http://www.nasa.gov/vision/universe/solarsystem/hubble_pluto.html .

Sabrina

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Informazioni su Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".

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