Cosa effettivamente vediamo in cielo?

M30.

 

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Il cielo che noi osserviamo è un cielo sbagliato rispetto a quello reale, effettivo. Il fascio di luce che ci arriva dalle stelle, infatti, quando entra nell’atmosfera viene deviato nella sua traiettoria. L’atmosfera (immagine qui sotto) può essere pensata come suddivisa in vari strati piani e paralleli ciascuno con densità, temperatura e composizione leggermente differenti.

Quando un raggio di luce proveniente da un oggetto attraversa l’atmosfera esso subisce il ben noto fenomeno della rifrazione schematizzato in figura qui sotto.

Dati due mezzi differenti (come lo sono lo spazio fuori dell’atmosfera e uno strato atmosferico) e una superficie di separazione fra i due, il raggio che attraversa la superficie di separazione non mantiene la sua inclinazione ma presenta un angolo leggermente differente rispetto a quello iniziale, calcolato rispetto alla perpendicolare nel punto di incidenza. Possiamo pensare al fenomeno della rifrazione come al fenomeno che si osserva quando riempiamo un bicchiere di acqua e immergiamo una cannuccia. Il primo mezzo è l’aria, il secondo l’acqua. La superficie di separazione è data dalla superficie dell’acqua e la cannuccia simula il raggio. Si osserva che la cannuccia non è lineare.

La posizione in cui noi vediamo gli oggetti viene, dunque, alterata.

Allo stesso modo capita per le stelle in cielo: la posizione delle stelle non è quella effettiva ma quella apparente dovuta alla variazione che il raggio luminoso subisce con l’attraversare gli strati di atmosferici.

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Sabrina

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Informazioni su Umberto Genovese

Autodidatta in tutto - o quasi, e curioso di tutto - o quasi. L'astronomia è una delle sue più grandi passioni. Purtroppo una malattia invalidante che lo ha colpito da adulto limita i suoi propositi ma non frena il suo spirito e la sua curiosità. Ha creato il Blog Il Poliedrico nel 2010 e successivamente il Progetto Drake (un polo di aggregazione di informazioni, articoli e link sulla celebre equazione di Frank Drake e proposto al l 4° Congresso IAA (International Academy of Astronautics) “Cercando tracce di vita nell’Universo” (2012, San Marino)) e collabora saltuariamente con varie riviste di astronomia. Definisce sé stesso "Cercatore".

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